Mariachiara Accardi
Mariachiara Accardi
Studentessa presso l’Università degli studi di Palermo. Curiosa, amante della scrittura e delle idee che smuovono. Mi appassionano l’attualità, la politica e l’arte, mondi diversi che intreccio con entusiasmo e spirito critico. Credo non si debba mai smettere di imparare, osservare e cercare.

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Palermo saluta “Ai Chiavetteri”, storico pub del centro: è la fine di un’epoca per la movida

Dopo 22 anni, Gabriele Calandrino dice addio al locale simbolo della notte di Palermo: tra delusione e nuovi sogni, resta l’interrogativo sul futuro della movida in città

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Per ventidue anni è stato dimora della movida, rendendo piacevoli le serate in compagnia nel centro storico di Palermo. “Ai Chiavetteriabbassa le saracinesche, questa volta definitivamente. Per Gabriele Calandrino, titolare del locale, la stanchezza e la delusione per come, negli ultimi tempi, si è evoluta la vita notturna della città sono diventate insostenibili. È arrivato il momento di prendersi una pausa e dedicarsi ad altro. Per il luogo che i cittadini riconoscono come uno spazio storico della città, invece, è tempo di cambiare veste. Il saluto sui social è arrivato anche dalla figlia del titolare, Sara Calandrino, che con un video accompagnato dalla scritta “Ciao Cuoricino” ha mostrato i momenti felici trascorsi nel locale.

La storia del locale fino al declino

L’inaugurazione de “Ai Chiavetteri” risale al 2004, quando Calandrino, nella palazzina ereditata dal padre, a 26 anni coltivava un sogno: aprire un pub capace di scrivere un pezzo di storia notturna della città. Dopo le difficoltà iniziali, quel sogno si è decisamente realizzato. Un percorso che può definirsi altalenante, tra periodi ricordati con spensieratezza e felicità e momenti più complessi. Non è la prima volta che i proprietari hanno pensato infatti di dire addio al progetto.

Una prima chiusura risale al 2017, quando la gestione passò per un anno e mezzo ad altri titolari, fino al ritorno della proprietà originaria che, di lì a poco, avrebbe affrontato la pandemia. Nel periodo post-Covid il locale ha continuato a lavorare, ma pian piano ha dovuto fare i conti con la presenza di persone indesiderate. Gli anni in cui il pub era frequentato da artisti come Mannarino, Riccardo Scamarcio o i Negrita hanno lasciato spazio a una clientela ritenuta meno sicura per la serenità del locale e decisamente poco “selezionata”. Da qui la volontà di mettere un punto all’attività.

Un futuro diverso per Gabriele Calandrino

Prima della decisione definitiva di chiudere, Gabriele Calandrino aveva valutato un nuovo passaggio di testimone. Difficile infatti dire addio “Ai Chiavetteri”. Nonostante le difficoltà degli ultimi anni, i momenti di gioia sono stati tanti, anche grazie al coinvolgimento attivo di Sara Calandrino, diventata nel tempo un’abile barman, a soli 23 anni. La cessione però non si è mai concretizzata, perché la cronaca palermitana degli ultimi anni non ha incoraggiato questa scelta.

Dopo aver fatto divertire generazioni di giovani palermitani e turisti di passaggio sull’Isola, la decisione della famiglia è dunque quella di scegliere una vita più tranquilla. Nel cassetto rimane un sogno, quello di aprire un museo di giocattoli degli anni ’80 da mettere a disposizione della città. Dall’altro lato, un interrogativo che resta aperto: quale futuro avrà la vita notturna di Palermo?

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