C’è un’Italia in ritardo. Sono quasi 200 – 199 per l’esattezza – i cantieri stradali e ferroviari i cui lavori procedono troppo a rilento. Per questo il governo ha deciso di sostituire i commissari straordinari nominati negli ultimi anni. Una scelta che riguarda anche 29 opere in Sicilia.
Tra i cantieri più importanti del Paese c’è il raddoppio ferroviario Palermo‑Catania‑Messina, ma tra le opere in ritardo ci sono anche la riqualificazione della circonvallazione di Palermo e il completamento della statale 640 Caltanissetta‑Agrigento.
Con la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, i commissari decadono e i poteri passano agli amministratori delegati di Anas e Rfi, Claudio Andrea Gemme e Aldo Isi. Saranno loro, se necessario, a nominare subcommissari scegliendo tra i responsabili territoriali già in servizio.
La decisione del Consiglio dei ministri arriva dopo mesi di rallentamenti in diversi cantieri. Tra i commissari che lasciano l’incarico ci sono Filippo Palazzo, nominato ai tempi del governo Draghi per seguire le principali opere ferroviarie siciliane, e Christian Colaneri, responsabile della Caltagirone‑Niscemi‑Gela — linea chiusa dal 2011 dopo il crollo di un ponte — e dell’anello ferroviario di Palermo.
Per Anas vengono sostituiti Matteo Castiglioni, che seguiva i lavori sulla circonvallazione di Palermo, e Raffaele Celia, responsabile di cinque cantieri, tra cui la Caltanissetta‑Agrigento, la tangenziale di Gela e alcune statali etnee. Celia resta comunque subcommissario per la Ragusa‑Catania.
La decisione è stata accolta con sorpresa dagli stessi commissari, che non sarebbero stati informati in anticipo. Tra le motivazioni indicate dal governo c’è anche la “poca conoscenza del territorio”. Con il nuovo decreto, la gestione dei cantieri torna agli organi ordinari di Anas e Rfi, chiamati ora a garantire continuità e accelerazione in vista delle scadenze del Pnrr.



















