Il Palermo Calcio ha presentato al Comune il documento di fattibilità per la riqualificazione dell’area dello stadio Renzo Barbera, redatto dallo studio internazionale Populous. Il dossier, illustrato nel corso della conferenza dei capigruppo del Consiglio comunale, analizza quattro possibili scenari progettuali, delineando costi, impatti e prospettive di sviluppo per uno degli impianti sportivi più simbolici della città.
Manutenzione senza trasformazione
Il primo scenario ipotizzato è la cosiddetta “soluzione zero”. Prevede esclusivamente interventi di manutenzione ordinaria e gli adeguamenti minimi indispensabili per mantenere l’agibilità dello stadio, senza modifiche strutturali né trasformazioni urbanistiche. Una scelta conservativa, che garantirebbe la funzionalità dell’impianto ma senza incidere sul suo ruolo urbano e sociale.
Interventi limitati e parziali
La seconda opzione restringe gli interventi alla sola area di massima sicurezza dello stadio. In questo caso sono previsti miglioramenti legati alla permeabilità dei suoli e alla gestione delle acque, ma l’azione resterebbe circoscritta e priva di una visione complessiva di rigenerazione dell’area.
Il progetto esteso con l’ippodromo
Il terzo scenario propone un intervento di più ampio respiro, che coinvolge non solo l’area del Renzo Barbera ma anche quella adiacente dell’Ippodromo della Favorita. L’obiettivo è creare un polo multifunzionale vivo 365 giorni l’anno. Tuttavia, questa ipotesi incontra un ostacolo rilevante: l’area dell’ippodromo non è attualmente disponibile a causa dei vincoli concessori.
La visione del club: riqualificazione integrale
La quarta alternativa, indicata come preferita dalla società rosanero, prevede la riqualificazione completa dell’attuale area del Renzo Barbera. Il progetto punta alla modernizzazione dello stadio secondo standard europei, alla realizzazione di un nuovo landmark architettonico ispirato alla storia di Palermo e alla creazione di spazi aperti alla città: piazze, fan zone, aree sociali, sportive e ricreative fruibili tutto l’anno.
Sostenibilità, inclusione e benefici per la città
Il progetto più ambizioso pone al centro temi chiave come la sostenibilità ambientale, con l’uso di energie rinnovabili, sistemi avanzati di gestione delle acque e soluzioni per mitigare l’effetto isola di calore. Grande attenzione anche a inclusività e accessibilità, oltre ai potenziali benefici economici e occupazionali per il quartiere e per l’intera città. Un intervento che mira a trasformare lo stadio in un vero motore di rigenerazione urbana.
Tempi, costi e prospettiva Euro 2032
Secondo quanto emerso, i lavori potrebbero partire all’inizio del 2027 e concludersi entro la metà del 2031, con un investimento stimato tra i 210 e i 350 milioni di euro, in tempo utile per gli Europei di calcio del 2032. I cantieri procederebbero per fasi, consentendo al Palermo di continuare a utilizzare l’impianto durante i campionati. La capienza finale sarebbe compresa tra 30mila e 36mila spettatori, sufficiente per ospitare partite fino agli ottavi di finale della competizione europea.
Convenzione e ritorno degli investimenti
L’attuale convenzione tra Comune e società rosanero è valida fino al 2032, ma l’intenzione è quella di rinnovarla estendendone la durata su base pluriennale, fino a circa 90 anni. Una scelta che permetterebbe al club di ammortizzare l’investimento, indipendentemente dall’inclusione di Palermo nel circuito ufficiale di Euro 2032.
Un passo avanti per la candidatura europea
“Un passo in avanti importante per la città che rende più solida la candidatura di Palermo per gli Europei del 2032” ha dichiarato Salvo Alotta, presidente della commissione Sport del Consiglio comunale. Una centralità ribadita anche dal ministro dello Sport Andrea Abodi, che ha sottolineato la volontà condivisa di dotare Palermo di uno stadio moderno, in linea con le ambizioni del club e dei tifosi.




















