La Sicilia si conferma la regione italiana con il più alto numero di imprese agricole guidate da under 35. Sono circa 5.900 le aziende attive, un dato che colloca la Regione al vertice nazionale, davanti a Puglia e Campania. A certificarlo è un’analisi di Coldiretti diffusa in occasione della finale romana dell’Oscar Green, il premio dedicato alle eccellenze dell’imprenditoria agricola giovanile che celebra quest’anno il suo ventesimo anniversario.
Un risultato che non è solo numerico, ma racconta una trasformazione profonda dove la terra torna a essere al centro dell’economia per le nuove generazioni di siciliani.
L’unico settore in crescita tra i giovani
In un panorama economico in cui molti comparti registrano un calo dell’occupazione giovanile, l’agricoltura rappresenta un’eccezione significativa. Nel 2025 il numero di lavoratori under 35 nel settore è cresciuto del 6% rispetto all’anno precedente. Ancora più marcato l’incremento dei contratti a tempo indeterminato, che segnano un +19%.
Un andamento in netta controtendenza rispetto ad altri ambiti: l’industria perde il 5% dei giovani occupati, le costruzioni l’1%, mentre commercio, turismo e servizi registrano flessioni intorno al 2%. L’agricoltura, dunque, non solo resiste, ma si rafforza, diventando un punto di riferimento per l’occupazione stabile.
La nuova identità dei campi
Dietro questa crescita c’è una nuova visione del lavoro agricolo. Le circa 49mila imprese under 35 attive in Italia stanno guidando un processo di innovazione che coniuga tecnologia, sostenibilità e autonomia produttiva.
Secondo i dati del primo Censimento sulla maturità digitale delle aziende agricole, oltre un’impresa su tre ha investito in soluzioni per ridurre il consumo di acqua, energia e fertilizzanti. Un approccio che non solo abbassa i costi, ma rafforza la capacità di affrontare le crisi globali, dalle tensioni geopolitiche agli shock energetici.
Giovani più produttivi della media europea
I risultati di questa trasformazione si riflettono anche nella produttività. Le aziende agricole guidate da giovani in Italia registrano performance doppie rispetto alla media dell’Unione Europea: circa 4.800 euro per ettaro contro i 2.500 dei colleghi europei. Un dato che evidenzia come l’innovazione introdotta dalle nuove generazioni non sia solo teorica, ma produca effetti concreti in termini economici e competitivi.
Un settore centrale nell’economia giovanile
Per numero di imprese, l’agricoltura rappresenta oggi uno dei principali ambiti di attività per gli under 35. Si colloca al terzo posto dopo il commercio al dettaglio e le costruzioni, ma supera settori come ristorazione, servizi alla persona, commercio all’ingrosso e manifattura. Un posizionamento che conferma il ruolo strategico del comparto agricolo, sempre più percepito come un terreno fertile – in tutti i sensi – per costruire futuro.



















