Il mondo delle aste d’arte ha smesso di parlarne solo a fine febbraio, ora un’altra opera di Antonello da Messina è pronta per essere venduta, il prezzo si aggira tra 1 e 2 milioni di euro. “Volto di un giovane Santo” verrà battuto il prossimo 16 giugno all’hotel Drouot di Parigi dalla casa d’aste Ader, l’opera, da quanto affermato dall’esperto di pittura quattrocentesca e professore di storia dell’arte dell’Università di Bologna Mauro Lucco, sarebbe stata realizzata in Sicilia tra il 1476 e il 1477. L’obiettivo è ora riportare a casa il dipinto, dopo aver già perso l’Ecce Homo, che ad aprile sarà trasferito all’Aquila.
La raffigurazione realizzata da Antonello da Messina
Possibilmente nato per essere affisso in una chiesa catanese, “Volto di un giovane Santo” è un dipinto su tavola lignea dalle dimensioni di 30 centimetri di altezza per 21,5 di lunghezza. Raffigura il volto di un giovane che, attraverso il suo sguardo diretto e potente, sembra interagire con l’osservatore. Nonostante l’assenza di iscrizioni e firme, i dettagli e lo stile conducono con certezza alla mano inconfondibile di Antonello. Dal restauro realizzato da Agnès Malpel sono emerse maggiori informazioni sul soggetto raffigurato, tracce dorate attorno al capo e l’inizio di un saio conducono a una figura sacra, probabilmente San Lorenzo.
La Messina richiama l’opera a casa
Il moto da Messina non si è fatto attendere, più personalità si sono espresse al riguardo. Il fumettista Lelio Bonaccorso ha dato vita a una petizione al fine di chiedere alla Regione Siciliana di acquistare l’opera e portarla al Museo regionale Accascina di Messina. “Dopo aver perso l’occasione di riportare in città l’Ecce Homo, questa rappresenta una nuova opportunità per riavere un pezzo inestimabile della sua storia e un’occasione unica per valorizzare ulteriormente il nostro museo, creando un circuito espositivo dedicato interamente all’artista” ha detto. Anche lo storico messinese Domenico Mazza ha espresso il proprio sostegno, sottolineando come sarebbe auspicabile che Messina organizzasse una grande mostra internazionale nella sua città natale, sia come atto di riparazione storica sia come strategia dirinascita economica e culturale.
La firma di Antonello da Messina
A confermare la tesi che l’autore sia Antonello da Messina è stato per primo il direttore del Louvre Michel Laclotte; a supporto dell’ipotesi si aggiungono gli studi di Mauro Lucco sul Rinascimento, che riconducono alla commissione di un gonfalone per una chiesa, luogo che avrebbe dato origine al dipinto. L’opera è appartenuta a un collezionista di cui non si conosce l’identità, che l’aveva acquistata tra gli anni ’70 e ’80.
Da questi pochi centimetri emerge con chiarezza la capacità dell’artista di fondere in modo originale la tradizione italiana con le innovazioni della pittura fiamminga. Uno degli elementi più evidenti della sua pittura è inoltre la profondità psicologica del ritratto, i suoi volti non sono mai idealizzati, ma guardano lo spettatore e lo interrogano.














