Un frammento di storia riemerge dalla sabbia e riporta indietro le lancette del tempo di circa duemila anni. Alla foce del fiume Jato nei pressi di Balestrate, è stata rinvenuta un’antica fornace romana, un ritrovamento che contribuisce a ricostruire il passato della borgata marinara nel palermitano.
La scoperta, avvenuta grazie alla passione di alcuni cultori di storia locale, è stata prontamente segnalata alla Soprintendenza ai Beni culturali di Palermo, che ha già effettuato i primi sopralluoghi.
Reperti in attesa di voce
Accanto alla fornace, il terreno restituisce altri indizi di un passato ancora da raccontare: frammenti di anfore, manufatti antichi e perfino un chiodo sorprendentemente integro. Elementi che potrebbero contribuire a definire con maggiore precisione la presenza romana nell’area costiera.
Come sottolinea la cooperativa di comunità “Terre delle Balestrate”, i reperti attendono ancora interventi concreti di recupero e valorizzazione. L’assenza di un progetto strutturato rischia di lasciare nell’ombra una scoperta che potrebbe diventare un volano culturale ed economico per il territorio.
Lo Jato, arteria di commerci nel mondo antico
Per comprendere il valore del ritrovamento, bisogna guardare al ruolo storico del fiume. In epoca antica, lo Jato era navigabile e rappresentava una via strategica per i traffici commerciali. Gli Elimi, tra i primi abitanti della Sicilia occidentale, fondarono importanti centri come Erice, Segesta, Entella e Iaitas (Iato), situata sull’altura che domina l’attuale San Giuseppe Jato.

Proprio l’antica Iato, documentata già dall’VIII secolo a.C., raggiunse nel periodo di massimo splendore un’estensione di circa 40 ettari. Ai suoi piedi si sviluppava un porto interno collegato a uno scalo alla foce del fiume, punto nevralgico per lo smistamento delle merci.
Con il susseguirsi delle dominazioni, prima punica, poi romana, il territorio mantenne la sua centralità. I Romani lasciarono tracce evidenti, come la Via Valeria, che collegava Messina a Marsala attraversando l’area, e un ponte ancora oggi riconducibile alla loro ingegneria.
Natura e scienza in un ecosistema da esplorare
Ma la foce del fiume Jato non è soltanto un luogo di interesse storico. Si tratta di un’area dal grande valore ambientale, caratterizzata da un ecosistema complesso e ancora in parte inesplorato. Flora e fauna convivono in un equilibrio delicato, rendendo il sito un laboratorio naturale a cielo aperto.



















