Verona, primo giorno di Vinitaly 2026. I padiglioni sono già in pieno fermento e la Sicilia si presenta con una narrazione compatta, matura e proiettata al futuro. Non solo numeri, ma visione strategica, identità e capacità di adattarsi a un mercato globale sempre più complesso.
La nuova guida della DOC Sicilia: Alessio Planeta
Il cambio al vertice del Consorzio DOC Sicilia segna uno dei momenti più significativi di questa edizione. Alessio Planeta è il nuovo presidente e raccoglie il testimone da Antonio Rallo, protagonista della costruzione del consorzio negli ultimi dodici anni.
Nella sua lettera aperta, Planeta traccia una linea chiara: responsabilità, coesione e capacità di visione in un contesto segnato da cambiamenti nei consumi, pressioni mediatiche sul tema salute e instabilità internazionale. Ma accanto alle criticità emergono opportunità decisive: sostenibilità del vigneto siciliano, ricchezza varietale e soprattutto crescita dell’enoturismo.
Una visione che trova immediata traduzione concreta nel racconto della Sicilia a Vinitaly.

Assovini Sicilia: il vino diventa esperienza
Al centro della strategia di Assovini Sicilia c’è il turismo del vino, ormai considerato un asset fondamentale. La conferenza “Viaggio in Sicilia: le nuove frontiere dell’enoturismo” mette in luce un cambio di paradigma: il vino non è più solo prodotto, ma esperienza culturale.
La presidente Mariangela Cambria sottolinea come le cantine siano diventate veri hub culturali, capaci di raccontare territori, paesaggi e identità. Dalle nuove wine experience analizzate da Filippo Galanti fino alla narrazione del territorio come contenitore culturale, emerge una Sicilia sempre più consapevole del proprio valore narrativo. Il turismo, dunque, non è più complemento ma motore economico e comunicativo.
Etna DOC: numeri record e identità forte
Il Consorzio Etna DOC segna un record storico: 46 aziende, oltre 400 vini e la più grande presenza mai registrata fuori dal territorio etneo. L’Etna si conferma una delle denominazioni più dinamiche d’Italia, capace di interpretare la domanda contemporanea di vini eleganti e territoriali. Il mercato USA resta strategico, rappresentando oltre un terzo del fatturato, mentre crescono in modo significativo bianchi e bollicine. Fondamentale il ruolo delle Contrade, che rafforzano il concetto di identità e posizionamento qualitativo, rendendo il vulcano un modello produttivo sempre più riconoscibile.

Assaggi da non perdere: tra identità e innovazione
Il padiglione Sicilia è un mosaico di stili, territori e visioni produttive. A seguire qualche assaggio di cui prendere nota.
Tenute Nicosia
• Metodo Classico Carricante “Sosta Tre Santi”
Affinamento lungo sui lieviti (circa 60 mesi), perlage fine e continuo. Profilo su idrocarburo leggero, agrume evoluto e componente salina netta. Bocca tesa, chiusura asciutta, zero concessioni zuccherine.
Baglio di Pianetto
• Etna Bianco Arcurìa 2024 (Carricante)
Vinificazione in riduzione, nessuna marcata impronta del legno. Acidità alta (probabilmente >6 g/l), pH basso. Profilo su limone, erbe officinali e salinità spinta. Ancora contratto.
• Etna Rosso Santo Spirito 2024
Precisione tecnica evidente: fermentazioni pulite, nessuna deviazione. Frutto rosso croccante, tannino già polimerizzato. Buon controllo dell’alcol.
Mandrarossa
• Catarratto Brut
Base molto acida, presa di spuma che privilegia freschezza rispetto alla complessità. Profilo citrino, chiusura netta.
• Perricone “Cantacorvo”
Vitigno difficile gestito con estrazione moderata. Buon equilibrio tra componente speziata e frutto, senza derive amaricanti.
Cantina Marilina
• Catarratto low alcol
Riduzione dell’alcol probabilmente ottenuta in vigna (raccolta anticipata). Acidità dominante, corpo leggero. Rischio di diluizione evitato grazie a buona gestione aromatica.
Tenuta Gorghi Tondi
• Grillodoro 2021
Botrytis ben gestita, senza derive ossidative eccessive. Zuccheri importanti bilanciati da acidità ancora viva. Profilo su albicocca, miele e note iodate.
Maugeri (Etna, Milo)
• Etna Bianco Superiore Contrada Volpare
Carricante da suoli vulcanici sabbiosi. Pressatura soffice, fermentazione controllata. Naso su lime, timo e pietra bagnata. Bocca estremamente verticale, con ritorni salini marcati e finale lungo su note agrumate amare.
Cantine di Nessuno
• Milice Bianco 2021
Vigne ultracentenarie, rese bassissime. Profilo non filtrato, con leggera torbidità. Naso complesso: erbe amare, scorza di agrume, cenere. Bocca salina, quasi tannica per struttura.
Cantina Brugnano
• Brugnano – Grillo Lunario 2025
Tecnica pulita, fermentazione a bassa temperatura. Profilo su agrumi e fiori bianchi, chiusura sapida. Nessuna sovrastruttura.
Cantina Gurrieri
• Gurrieri – Cerasuolo di Vittoria DOCG
Fermentazione separata delle uve, assemblaggio preciso. Frappato in evidenza per aromaticità, Nero d’Avola per struttura. Tannino leggero, acidità centrale, finale lungo e pulito.

Terre Sicane: la novità dell’anno
A sorprendere è anche il progetto Terre Sicane Experience – Wine Territory. Il comune di Contessa Entellina, in collaborazione con il comune di Sambuca di Sicilia, si presenta compatto a Verona con un progetto strutturato di promozione territoriale. Non una semplice presenza fieristica, ma una strategia condivisa che punta sul vino come leva di sviluppo, integrandolo con enoturismo, accoglienza e identità locale. L’iniziativa coinvolge direttamente le imprese vitivinicole del territorio, tutte appartenenti al circuito della Strada del Vino Terre Sicane. Un sistema produttivo fortemente radicato, con una significativa concentrazione proprio nell’area di Contessa Entellina, che si propone come punto di riferimento di questo percorso di valorizzazione.
Protagonista operativa è l’Ats costituita dai produttori insieme alla Strada del Vino Terre Sicane, mentre il comune di Sambuca di Sicilia affianca l’iniziativa con un ruolo di supporto istituzionale, contribuendo a consolidare una visione territoriale unitaria e condivisa.



















