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La Sicilia si svuota sempre di più: nel 2025 persi 12 mila abitanti

Emigrazione e bassa natalità incidono sui dati dei residenti in Sicilia, che vede scendere ogni giorno il numero dei suoi abitanti. Esistono però delle soluzioni e delle zone "virtuose"

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La Sicilia nel 2025 è passata da 4.787,390 del 2024 a 4.775, 194 residenti nel 2025, un dato allarmante ma che conferma un trend che va avanti da decenni. Tra emigrazione, bassa natalità e una popolazione sempre più anziana, l’Isola rischia di vedere ancora più spopolamento nei prossimi anni.

Un dato interessante è quello delle grandi città: sono proprio Palermo e Catania a perdere più residenti (in proporzione) mentre i piccoli centri sembrano resistere: gli stili di vita meno frenetici e il costo della vita più basso rende i luoghi meno grandi più appetibili.

I dati della popolazione in Sicilia

Nel 2025 sono arrivate in Sicilia 28.763 persone dall’estero, mentre 9.629 hanno lasciato l’isola. Il saldo migratorio risulta quindi positivo per 19.134 unità, ma non compensa la bassa natalità e gli altri fattori. Un altro elemento significativo riguarda i movimenti interni: sono circa 95 mila i siciliani che nel corso dell’anno hanno cambiato città all’interno della regione. La tendenza evidenzia una preferenza per centri più piccoli, spesso situati nell’hinterland o lungo la fascia costiera, considerati più sostenibili in termini di costi e qualità della vita.

Palermo si conferma il principale polo di uscita: nel 2025 il capoluogo ha perso oltre 2.400 residenti, a vantaggio dei comuni della cintura urbana, dove il costo delle abitazioni è più contenuto e gli spazi più ampi. Segue Catania, con una riduzione superiore ai mille abitanti, mentre Messina registra un calo di circa 600 residenti.

In controtendenza alcuni centri minori. Vittoria, in provincia di Ragusa, segna una crescita di circa 450 residenti, tra le più rilevanti a livello regionale. Incrementi significativi si registrano anche a Carini, nell’area metropolitana di Palermo, con quasi 370 abitanti in più. Nel Sud-Est, Acate e Santa Croce Camerina registrano aumenti intorno alle 250 unità, mentre Ragusa cresce di poco più di 200 residenti.

Come cambiare il destino

Spesso lo spopolamento della Sicilia sembra un tragico destino a cui non ci si può sottrarre: ci sono però delle realtà siciliane che hanno dimostrato più resistenza rispetto alle altre, come Vittoria e l’intera provincia di Ragusa. Quest’ultima sembra avere una spinta in più rispetto alle altre province: migliore qualità della vita e un’economia più vivace.

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Proprio Vittoria è una via di mezzo tra città e piccoli centri: un mix che unisce costi della vita, serenità e lavoro specializzato, uno dei veri motivi per cui i nostri giovani (e non solo) emigrano. Lo sviluppo economico e la possibilità di creare aziende con alto valore aggiunto che possano assumere neolaureati e personale altamente qualificato, potrebbe permettere alla Trinacria di perdere meno residenti e di trovare una quadra.

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Tra gli elementi che potrebbero dare un margine allo spopolamento vi è sicuramente l’istruzione, in particolare l’Università. Negli ultimi anni le iscrizioni a Unipa e Unict sono decisamente aumentate: i costi della vita verso le università del Centro e Nord Italia sono enormemente aumentati, facendo scegliere a studenti e famiglie una soluzione in “loco”. Al centro del dibattito, oltre al lavoro, deve esserci dunque il diritto allo studio: migliorare le università dei grandi centri e costruire sempre più ricerca e corsi universitari in province come Agrigento, Caltanissetta, Trapani, Ragusa e Siracusa permetterebbe non solo ai giovani di queste località di studiare vicino a casa, ma anche di ampliare il diritto allo studio, evitando l’emigrazione diretta dei neo-diplomati che concludono il percorso scolastico e sono quasi sempre costretti a lasciare la Sicilia.

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