Isabella Napoli
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La scrittura è una delle mie passioni sin da quando bambina mi piaceva scrivere favole su animali e personaggi fantastici. Giornalista professionista dal 2004, festeggio i 20 anni di professione e ho debuttato l’anno scorso con un mio blog. Mi piace seguire la moda e scoprire talenti tra stilisti e artigiani nella mia Sicilia. Il mio lettore più critico? Mio nipote Davide Teo, 6 anni e mezzo, studia a Milano inglese e ogni tanto prova a leggere i miei articoli e li boccia.

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“Power and Emptiness”, l’oro e la sua caducità nella personale di Lucía Vallejo Garay a Villa Igiea

“Power and Emptiness” racconta del potere e del vuoto che esso può celare. Lucía Vallejo Garay rende l’oro specchio della nostra ambizione e di ciò che, nella sua assenza, rivela la vera essenza di chi siamo. Dal 15 maggio al 15 giugno, presso la cappella dell'Incoronata, spazio espositivo del Museo Regionale d’arte Moderna e Contemporanea e i saloni di Villa Igiea,

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L’oro come promessa e come trappola. Come luce divina e come peso insopportabile. L’artista spagnola Lucía Vallejo Garay ha presentato uno spazio intriso di storia, potere e simbolismo nel palcoscenico di una riflessione contemporanea sull’ambivalenza del potere e sul vuoto che esso può celare. È stata presentata ieri pomeriggio alla stampa a Villa Igiea la personale dell’artista spagnola “Power and Emptiness”, a cura di Hervé Mikaeloff – consulente d’arte per il gruppo Louis Vuitton. A partire dal 15 maggio e fino al 15 giugno sarà ospitata presso il Museo Regionale d’arte Moderna e Contemporanea. L’opening istituzionale è in programma oggi alle 18 presso la Cappella dell’Incoronata, Via dell’Incoronazione, 13 a Palermo.

La presentazione della mostra “Power and Emptiness”

Lucía Vallejo Garay, presente all’opening, ha presentato così la sua esposizione: “Nelle mie opere, parlo sempre della vita e della morte. Il titolo di questa personale infatti è potere e vuoto. Sempre nella mia opera c’è un’alternanza di questi temi. Sono innamorata di Palermo e del Barocco. A Villa Igiea abbiamo allestito un’anteprima del lavoro realizzato nella Cappella dell’Incoronata. Ho utilizzato il tessuto e questa materia dorata”.

Power and Emptiness si sviluppa come un viaggio tra splendore e vuoto, gloria e silenzio — un promemoria del fatto che il potere può tanto abbagliare quanto imprigionare. Vallejo trasforma l’oro in uno specchio della nostra ambizione e di ciò che, nella sua assenza, rivela la vera essenza di chi siamo” ha commentato il curatore Hervè Mickaeloff. Inoltre, ha ricordato di aver scoperto “una delle mostre più impressionanti che abbia mai visto” quando incontrò il lavoro della scultrice in Our Cages, Our Thoughts, installata al Lazareto di Minorca. Per lui, l’incontro con il lavoro di Lucía fu “uno shock” e descrive l’artista come una sorta di “alchimista davvero capace di far dialogare materiali come vetro e tessuto”. “In Power and Emptiness“, ha affermato, “i visitatori si immergeranno in una mostra di arte contemporanea che, oltre alla sua bellezza, è profondamente connessa alla storia grazie agli strati su strati di storia accumulati a Palermo”.

“Power and Emptiness”, l'oro e la sua caducità nella personale di Lucía Vallejo Garay a Villa Igiea - Be Sicily Mag - Un momento della conferenza stampa 1
Un momento della conferenza stampa, da sinistra Daniele Vastolo, Hervé Mikaeloff, Lucía Vallejo Garay,Juan Carlos Reche Cala

Alla presentazione, ha preso parte anche Juan Carlos Reche Cala, direttore dell’Istituto Cervantes, e il neo direttore di Villa Igiea Daniele Vastolo, che ha salutato tutti gli intervenuti. “Siamo davvero onorati di ospitare questa mostra – ha detto – e contiamo di potere essere partner di altri progetti così importanti”.

La mostra è promossa dall’Assessorato regionale dei Beni culturali e dell’identità siciliana e da Museo Riso, in partnership con Villa Igiea; con il patrocinio del Governo spagnolo, del Ministero della Cultura, dell’Officina Culturale spagnola presso l’Ambasciata di Spagna a Roma e dell’Istituto Cervantes.

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L’esposizione a Villa Igiea

Villa Igiea ha ospitato un richiamo della mostra allestita presso la Cappella dell’Incoronata, una selezione di lavori dell’artista situati negli spazi comuni dello storico albergo. Gli spazi dello scrigno del Liberty in Sicilia si sono trasformati in un palcoscenico silenzioso dove le opere della scultrice spagnola articolano una riflessione sul potere e sul vuoto che può celare. Dipinti tessili dorati brillano come luce catturata, instaurando una delicata conversazione con una creazione in vetro, al contempo organica ed elusiva, tangibile eppure quasi assente.

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L’artista trae ispirazione dal fascino dei re normanni, figure storiche capaci di unire culture latina, islamica e bizantina, trasformando il potere in convivenza culturale, ricchezza estetica e raffinatezza simbolica. La storia di queste sarà celebrata nel 2027, in occasione dell’Anno Europeo dei Normanni, anniversario millenario della nascita di Guglielmo il Conquistatore.

“Power and Emptiness”, l'oro e la sua caducità nella personale di Lucía Vallejo Garay a Villa Igiea - Be Sicily Mag - Emozioni 2 1
Un particolare dell’installazione Emozioni

Giocando con la dualità tra apparenza e realtà, le opere evocano l’oro nel suo stato primordiale come materia prima del potere, spogliata di artifici. Quattro dipinti tessili – realizzati con materiali umili come legno, juta e canapa – dialogano con finiture metalliche dorate, creando una tensione tra luminosità e fragilità, ambizione e vulnerabilità, evocando la luce e l’ombra che inevitabilmente accompagnano la gloria. L’opera Movimento Torsionale – realizzata in vetro di Murano fuso con tessuto e posizionata al centro della sala d’esposizione – evoca la fragilità e il passare del tempo, invitando ad un interrogativo introspettivo: cosa si perde nel cammino verso l’ambizione, il successo il potere?

Con questo progetto, Villa Igiea continua a offrire suggestioni di scoperta della destinazione “Palermo e Sicilia” attraverso l’arte contemporanea, come nel caso di questa mostra che diventa il punto di partenza per l’itinerario arabo-normanno, con i suoi siti Unesco. Tra le opzioni a disposizione degli ospiti, la visita guidata privata e in esclusiva della magnifica Cattedrale di Monreale, accompagnata da un concerto dal vivo.

Le opere alla Cappella dell’Incoronata

Presso la Cappella dell’Incoronata, spazio espositivo del Museo Riso, luogo scelto dal curatore per la narrazione leggendaria dell’incoronazione dei sovrani Normanni, si potranno invece ammirare una serie di opere che evocano l’oro nel suo stato più primordiale come materia prima del potere, e un’installazione centrale, The Golden Ceiling, reinterpretazione contemporanea delle volte dorate della Cappella Palatina.

Sospeso sopra lo spettatore, il metallo dorato non illumina ma mette a confronto: uno splendore che contiene insieme gloria e peso, richiamando la dualità dell’oro come simbolo divino di Dio e come rappresentazione più terrena del denaro.

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The Golden Ceiling

Il percorso prosegue con altre opere che evocano l’oro nel suo stato più primordiale come materia prima del potere, spogliata di artifici, a ricordare che ogni grandezza nasce da ciò che è essenziale e tangibile. Il pezzo principale dell’installazione si ispira a La madre dell’ucciso dell’artista italiano Francesco Ciusa, che colpì profondamente la scultrice per la rappresentazione del dolore di una madre che ha perso il figlio a causa della violenza scatenata dalle lotte di potere. L’opera presentata a Palermo riflette la tensione tra vicinanza al potere e perdita personale, evocando come la complicità con il potere possa privarci di ciò che più amiamo.

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Le visite, su appuntamento per gruppi e istituzioni, sono previste dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13.

Chi è Lucia Vallejo Garay

Lucía Vallejo è nata a Bilbao nel 1975. Scultrice e storica dell’arte, il suo lavoro viene esposto regolarmente in gallerie e fiere d’arte internazionali come ARCO, Art Cologne, Pulse New York e ZONAMACO, tra le altre. Da oltre un decennio collabora con importanti gallerie d’arte, tra cui Galería Maior, Distrito4 e Galería Pilar Serra. Il suo lavoro è legato alla decomposizione della pittura, nota anche come “pittura espansa”. L’artista amplia e libera la tela oltre il cavalletto e i limiti fisici, esplorando fino a che punto la pittura possa spingersi in termini spaziali e dimensionali. La pittura perde la sua natura bidimensionale per trasformarsi in un oggetto tridimensionale.

Ha iniziato strappando tessuti e materiali che successivamente piegava e torceva fino a scolpire il vuoto. Il passo successivo della sua carriera sono state le installazioni. La sua mostra al Casal Solleric ha segnato un punto di svolta nel suo percorso artistico, poiché il suo lavoro è diventato più complesso quando ha iniziato a realizzare opere per spazi pubblici. La mostra del 2017 presso La Fragua Tabacalera, organizzata dal programma di Promozione dell’Arte del Ministero della Cultura spagnolo, ha ottenuto grande successo e ha evidenziato la crescente importanza della figura femminile e del tema della morte, con il concetto di Memento Mori come fonte d’ispirazione fondamentale per le sue opere future.

Le sue opere fanno parte di numerose collezioni internazionali, sia pubbliche — come quella della Coca-Cola Foundation — sia private, tra cui quelle di Ursula Hauser e Lilly Scarpetta, tra gli altri. Ha ricevuto importanti riconoscimenti dalla critica d’arte internazionale. La sua sfida più recente è stata la fusione tra vetro e tela, riuscendo a ottenere una perfetta simbiosi tra questi due materiali — un risultato senza precedenti — dando vita a una creazione davvero unica e innovativa nel panorama artistico contemporaneo. Per arrivare a questo traguardo, ha trascorso anni di sperimentazione lavorando con diversi tipi di vetro, iniziando con quello di Murano e successivamente con il vetro di Boemia.

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