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Tragedie greche di Siracusa 2026 al via: la Fondazione Inda svela le novità, dal calendario al pubblico

Si inizia l'8 maggio 2026 con un calendario anticipato rispetto agli altri anni. L'obiettivo, come rivela il sovrintendente Daniele Pitteri, è coinvolgere più giovani e stranieri

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Per la sessantunesima volta in ormai più di un secolo, Siracusa è pronta a far risuonare dalla cavea del suo Teatro Antico i messaggi senza tempo del dramma classico con le tragedie greche. Vale a dire quelli che formano e rinnovano il suo genius loci attraverso le messe in scena ideate ben 2.500 anni fa dal “tridente d’oro” della drammaturgia greca: Eschilo, Sofocle ed Euripide. Un appuntamento estremamente atteso, con un pubblico proveniente da tutta la Sicilia e non solo.

Il calendario delle tragedie greche di Siracusa per il 2026

Il calendario delle tragedie greche di Siracusa parte l’8 e il 9 maggio 2026, rispettivamente con l’Alcesti di Euripide diretta da Filippo Dini e con l’Antigone di Sofocle affidata al canadese Robert Carsen, tragedie che si alterneranno fino al 13 giugno per lasciare poi spazio a I Persiani di Eschilo, che chiuderanno la rassegna il 28 dello stesso mese. Un fitto programma che prevede in cartellone, dal 14 al 27 giugno, anche 6 repliche dell’Iliade messa già in scena l’anno scorso con tre spettacoli andati sold out. Per la rappresentazione del poema di Omero il cast sarà lo stesso dell’anno scorso, da Giuseppe Sartori nel ruolo di Achille a Vinicio Marchioni in quello dell’Aedo, con la novità di Alessio Boni nel ruolo di Priamo.

Tragedie greche di Siracusa 2026 al via: la Fondazione Inda svela le novità, dal calendario al pubblico - Be Sicily Mag - elettra foto centaro
Elettra (Foto di Franca Centaro)

L’impegno della Fondazione Inda

È proprio con l’Iliade che quest’anno le tragedie classiche di Siracusa hanno offerto un significativo prologo. “A metà aprile – spiega Daniele Pitteri, dall’anno scorso sovrintendente della Fondazione Inda – abbiamo allestito quattro repliche dirette da Giuliano Peparini con un cast ogni sera diverso ma sempre composto da allievi o ex allievi dell’Accademia teatrale dell’Inda, l’Istituto del Dramma Antico di Siracusa. Al termine di ogni biennio diplomiamo dai 20 ai 22 allievi che cominciano subito a muovere i primi passi in uno scenario e davanti a una platea del tutto particolari”.

Anche la stagione 2026 ricalca la tendenza degli ultimi anni, che è quella di anticipare le date d’avvio degli spettacoli, convogliandole nella prima decade di maggio. “Si è compreso che spingere le repliche fino al centro dell’estate risulta faticoso, sia per attori e le maestranze, sia per il pubblico; offrirle invece in questo periodo per allungarle fino all’inizio dell’estate è peraltro più funzionale a migliorare la qualificazione del turismo in un’ottica di allungamento della stagione attraverso l’offerta culturale”, aggiunge Pitteri.

Dalle tragedie greche a oggi: temi sempre attuali in scena a Siracusa

Grande attesa dunque per l’edizione 2026 delle tragedie greche di Siracusa, che mettono il pubblico di fronte a una proposizione fondamentale: “Le opere dei tre grandi drammaturghi classici – sottolinea Pitteri – non raccontano degli uomini del loro tempo, non mettono quindi in scena fatti che hanno a che vedere con la storia di 25 secoli fa. Parlano invece degli esseri umani, dei grandi nodi che lo attanagliano da sempre: i problemi legati alla giustizia, al rapporto con il potere, alla ribellione, alla sconfitta. Nessuno come loro è stato capace di porre queste questioni, le quali non si sciolgono, ma si tramandano di generazione in generazione, perché si tratta di problematiche da affrontare e provare a risolvere sempre, in quanto vissute dall’essere umano sulla sua propria pelle”.

Materia dunque sempre contemporanea, quella riprodotta dalle tragedie del mondo greco. Per questo ogni anno, pur rispettandone la metrica e l’antica struttura narrativa, la Fondazione Inda le traduce in modo sempre diverso, con un linguaggio adeguato ai tempi attuali, idoneo a leggere problemi fortissimi.

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Tragedie greche di Siracusa 2026 al via: la Fondazione Inda svela le novità, dal calendario al pubblico - Be Sicily Mag - Iliadeph. Pantano
Iliade (Foto di Michele Pantano)

La guerra ne I Persiani

Ne I Persiani, ad esempio, viene affrontato il tema della sconfitta. “Al giorno d’oggi, in cui – ricorda il sovrintendente – con le oltre cinquanta guerre in corso nel mondo non si capisce bene chi sono i vincitori e i vinti, la prospettiva offertaci da Eschilo ci aiuta a metterci nei panni dell’altro e a guardare anche laddove c’è una colpa evidente (furono i Persiani a attaccare per primi gli ateniesi) e a focalizzare l’attenzione sui vinti anziché guardare solo dalla prospettiva di chi è nostro alleato. Le brutture della guerra riguardano insomma tutti, vincitori e vinti. Sia le mamme ucraine che quelle russe piangono i loro figli mandati al fronte, lo stesso vale per le famiglie palestinesi e israeliane. Tutte le madri, senza distinzione, sono unificate dalla tragedia di perdere i propri figli”.

Le donne, da Alcesti ad Antigone

Vale la pena soffermarsi anche sui temi delle due tragedie che aprono la stagione 2026, incentrate su personaggi femminili. “Alcesti evoca in apparenza evoca il tema dell’amore assoluto: è lei, moglie di Admeto, a essere chiamata dagli dei a fare proseguire la stirpe sostituendosi al marito, cioè decidendo di morire al posto suo. Ma – precisa Pitteri – il suo amore assoluto è colmo di distorsioni: Ci pone infatti di fronte a un tema culturale ancora oggi percepito come normale: quello secondo cui è la donna a dovere sacrificarsi, a tutto detrimento dell’obiettivo della parità dei diritti tra i sessi, di cui tanto si parla ma che resta spesso lettera morta anche nei paesi più avanzati”.

Per quanto riguarda invece Antigone, la tragedia di Sofocle mette di fronte a uno dei più scottanti e irrisolti conflitti: quello tra la legge dello Stato, riconosciuta da una comunità in quanto strumento regolatore dei rapporti tra le persone e la legge morale. Gli accostamenti con l’epoca contemporanea possono essere decine: “Si pensi a ciò che accadeva fino agli anni settanta negli Stati Uniti d’America, definito come il paese più libero del mondo, con le norme sulla segregazione razziale. Chi si ribellava, allora, aveva torto o aveva ragione?”.

Tragedie greche di Siracusa 2026 al via: la Fondazione Inda svela le novità, dal calendario al pubblico - Be Sicily Mag - LisistrataPaceLellaCostaGiuliaQuacqueri ph Ballarino
Lisistrata e Pace (Foto di Maria Pia Ballarino)

Le aspettative

Temi potenti e attuali quelli che verranno trattati al Teatro Antico di Siracusa per le tragedie greche del 2026, “assoluti”, che oggi sensibilizzano un pubblico sempre più trasversale, fotografando la tendenza della città a consolidare la sua posizione in un turismo culturale e qualificato.

Tradotto in termini di pubblico: più giovani e più stranieri. “L’anno scorso abbiamo totalizzato 172mila spettatori, un record, per un incasso complessivo di 5 milioni e 360.000 euro. Ma il trend di crescita di quest’anno – conclude Pitteri – è ancora più forte: al netto delle repliche offerte alle scuole dal 13 al 16 aprile, le prevendite sono almeno il 30% in più di quelle registrate nell’aprile del 2025”.

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