Rimanere al Sud provando a costruirsi un futuro con una certa indipendenza economica continua a essere sempre più difficile rispetto al resto del Paese. E ad avvertire le differenze sono anche i più piccoli. È questa la situazione descritta dalla sesta edizione dall’indagine sulla Qualità della vita de Il Sole 24 Ore, che ogni anno studia le condizioni delle diverse generazioni attraverso alcuni criteri (nel 2026 sono passati da 15 a 20): bambini, giovani e anziani delle regioni italiane. Il quadro che emerge sulla Sicilia, soprattutto per quel che riguarda le nuove generazioni, è drammatico. È Messina, in particolare, a distinguersi più delle altre in negativo, rimanendo ancorata alle ultimissime posizioni in tutte le classifiche dedicate alle tre fasce d’età.
Sicilia e bambini: qualità della vita bassa
La Sicilia non è una regione a misura di bambino. La classifica pubblicata da Il Sole 24 Ore parla chiaro: nelle ultime cinque posizioni, infatti, appaiono quattro province siciliane. Nello specifico, su un totale di 107 province, troviamo Trapani è ultima, preceduta da Catania. Al 104° posto c’è Palermo e un posto dietro Ragusa. In mezzo alle isolane c’è un’altra città del Sud, Crotone. Ci sono però anche altre siciliane che si assestano nella parte bassa della graduatoria: Caltanissetta alla posizione 99, a seguire Messina, Siracusa, Agrigento ed Enna fino all’89° posto. Nessuna, insomma, si salva.
Il report spiega anche perché. Catania e Ragusa sono finite negli ultimi posti a causa della scarsa presenza di edifici scolastici con le mense, mentre Palermo e Caltanissetta per la competenza alfabetica non adeguata.
La situazione per i giovani
Il Sole 24 Ore non premia la Sicilia anche per la qualità della vita dei giovani di età compresa tra i 15 e i 35 anni, ma la situazione è decisamente migliore rispetto a quella relativa ai bambini. Nella zona centrale della graduatoria generale ci sono infatti Enna, al 42º posto, Agrigento al 56º e Ragusa al 64º. Le altre province si trovano invece in fondo, come Palermo in 94ª posizione preceduta da Trapani alla 91ª.
La classifica in questione tiene conto di diversi aspetti che giovano agli Under 35, tra cui istruzione e lavoro, ma anche attività da compiere nel tempo libero e possibilità di crearsi una famiglia. In Sicilia è calato ad esempio il numero di spettacoli realizzati durante l’anno e attrattivi per i giovani. Messina invece è da record per quanto riguarda l’insoddisfazione del proprio lavoro, piazzandosi al penultimo posto in Italia.
La classifica per gli anziani
Se per bambini e giovani c’è poco da sorridere, la situazione migliora quando si prende in considerazione la qualità della vita degli anziani. In particolare è Catania a guidare le province siciliane al 22º posto, seguita da Palermo 42ª. L’ultima siciliana resta la città di Messina al 97º posto. Anche in questo caso sono stati analizzati diversi criteri. Tra questi l’aspettativa di vita. In tal senso, la situazione a Siracusa appare drammatica, in quanto il dato si attesta a 65 anni, a fronte di quello medio in Italia di 83,4 anni. Presi in considerazione anche gli importi medi delle pensioni annue di vecchiaia, con Agrigento in terzultima posizione. A Ragusa invece si segnala la scarsa presenza di biblioteche.


















