Non considerare l’evidenza non farà sparire il problema. A Palermo, infatti, la diffusione capillare del crack ha raggiunto un numero sempre maggiore di persone e di giovani, come riportano i dati del 2025 dell’Asp di Palermo. Per questa ragione il quartiere di Ballarò, una delle principali piazze di spaccio della sostanza, sta reagendo. Volontari e migranti si sono infatti uniti per riqualificare la “scalunata” di vicolo della Pietà, a Palazzo Reale, con arredi e fiori, nel tentativo di contrastare il degrado legato alla presenza del crack, nell’ambito del progetto Lgnet3.
Un progetto di inclusione e rinascita urbana
Il progetto ha dato vita a un modello di inclusione portato avanti da diverse associazioni aderenti e da giovani ospiti del Sai (Sistema di accoglienza e integrazione). La nuova versione della “scalunata” è stata arricchita con piante, vasi, fioriere e fiori piantati dagli stessi ragazzi, con l’obiettivo di contrastare il degrado che fino a oggi l’aveva caratterizzata. L’inaugurazione si è svolta ieri pomeriggio alla presenza di ragazzi e ragazze stranieri coinvolti nel progetto interculturale e residenti nel territorio, oltre che di numerose associazioni.
Dalla conoscenza reciproca all’impegno comune
I partecipanti all’iniziativa avevano già avuto modo di conoscersi attraverso incontri di confronto e momenti dedicati alla scoperta di alcuni punti critici della città, scegliendo proprio il cuore di Ballarò come luogo simbolo di una rinascita urbana. L’attività ha contribuito a creare un senso di comunità in uno spazio fino a poco tempo fa abbandonato alla propria fragilità, dimostrando come sia possibile fare affidamento sugli altri e chiedere aiuto. L’attenzione e la cura che questi ragazzi hanno ricevuto al loro arrivo a Palermo sono state oggi restituite a un luogo del quartiere, trasformato in uno spazio di cui prendersi cura collettivamente.
Le associazioni coinvolte
L’intervento di riqualificazione della “scalunata” è stato realizzato grazie al contributo della Fondazione Don Calabria per il Sociale, della Gambian Association, di Ballarò Buskers, Moltivolti, SOS Ballarò e della cooperativa Terradamare. Non si può più infatti non considerare la grandezza del problema. Stando ai dati dell’Asp di Palermo, solo nel 2025 sono stati presi in carico oltre 1.490 nuovi utenti dai Servizi per le Dipendenze. La cosa che colpisce maggiormente è l’età di questi ragazzi, spesso minori, e il fatto che ben 941 si sono presentati in struttura per la prima volta.
“Con i ragazzi delle scuole e i minori stranieri non accompagnati abbiamo lavorato insieme, condividendo idee, impegno e responsabilità. Anche il nome della scalinata, ‘Tu si comu a mia’, è nato da un’idea dei ragazzi ed è diventato il simbolo di un incontro autentico tra persone e culture diverse” ha dichiarato Massimo Castiglia, referente del progetto per la Fondazione Don Calabria per il Sociale.




















