Volti, paesaggi e frammenti di vita quotidiana nella Sicilia del secolo scorso, immortalati dai grandi fotografi siciliani nel volume Fotografi siciliani del Novecento, il nuovo lavoro della storica dell’arte e della fotografia Monica Maffioli pubblicato da Giunti Editore. Un’opera imponente, composta da 416 pagine, 280 fotografie e circa 300 schede biografiche, che ricostruisce per la prima volta una storia organica della fotografia siciliana.
Il libro non è solo una raccolta di immagini ma vuole essere una nuova lettura della Sicilia attraverso gli occhi di chi l’ha osservata, raccontata e interpretata con l’obiettivo fotografico, contribuendo a costruire l’identità visiva dell’isola.
Oltre i grandi maestri
Uno degli aspetti più innovativi del progetto è il superamento delle tradizionali categorie con cui è stata studiata la fotografia italiana. Maffioli sceglie infatti di allontanarsi da una visione centrata esclusivamente sui grandi nomi e sulle esperienze del Nord Italia, per dare spazio a una moltitudine di autori spesso rimasti ai margini della storiografia.
Ne emerge una storia corale, fatta di professionisti, amatori, artisti e documentaristi che, nel loro insieme, hanno contribuito a definire una specifica identità della fotografia siciliana. Come sottolinea l’autrice, “la volontà di compiere oggi una ricerca sulla fotografia del Novecento non nasce solo dalla necessità di approfondire l’indagine su coloro che ne sono stati gli autori, ma anche dalla consapevolezza che, con la fine del XX secolo, si è conclusa una storia della fotografia e altre storie si stanno scrivendo nella contemporaneità”.
Dai pionieri del verismo ai linguaggi contemporanei
Il volume è articolato in quattro grandi sezioni cronologiche che accompagnano il lettore lungo tutto il Novecento. Il percorso prende avvio tra Otto e Novecento, negli anni del Grand Tour e delle prime esposizioni fotografiche, quando la Sicilia oscillava tra rappresentazione verista e immagine esotica. In queste pagine trovano spazio figure come Giovanni Verga, Federico De Roberto e Wilhelm von Gloeden, accanto agli atelier storici di Crupi, Incorpora e Mauro.
La seconda parte analizza la costruzione dell’immaginario siciliano nella prima metà del secolo, tra fotografia artistica, sperimentazione e propaganda, mentre il terzo capitolo si concentra sul dopoguerra e sulla stagione neorealista e umanista. Sono gli anni in cui la fotografia diventa strumento di denuncia sociale e racconto delle trasformazioni del Mezzogiorno attraverso autori come Fosco Maraini, Enzo Sellerio, Melo Minnella e Nicola Scafidi.
L’ultima sezione accompagna il lettore verso la contemporaneità, tra reportage sulla mafia, indagini sociali e nuove forme espressive che ridefiniscono il rapporto tra territorio e rappresentazione. Qui emergono figure fondamentali come Letizia Battaglia, Ferdinando Scianna, Giovanni Chiaramonte, Giuseppe Leone e Giuseppe Tornatore.
Una Sicilia lontana dagli stereotipi
Attraverso fotografie in bianco e nero e a colori, il libro restituisce un’immagine della Sicilia complessa e stratificata, distante dai cliché che spesso hanno caratterizzato il racconto dell’isola. Le immagini raccontano povertà e sviluppo, tradizioni e modernità, paesaggi rurali e trasformazioni urbane, offrendo una lettura che intreccia storia, antropologia, politica e cultura. È una Sicilia osservata dall’interno ma anche attraverso gli sguardi di chi vi è arrivato da fuori, in un continuo dialogo tra appartenenza e apertura al mondo.
Un patrimonio per il futuro
Il lungo lavoro di ricerca condotto negli archivi nazionali e locali ha permesso di recuperare materiali spesso poco conosciuti e di costruire quello che rappresenta il primo tentativo sistematico di mappatura dei fotografi attivi in Sicilia nel XX secolo.
Il repertorio finale con circa 300 biografie costituisce infatti uno strumento prezioso per studiosi, ricercatori e appassionati, ma anche un invito a rileggere la storia della fotografia italiana da una prospettiva diversa, meno centralizzata e più attenta alle specificità dei territori.


















