Giorgia Nunnari
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Messinese classe '95, amo l'arte, la letteratura e tutto ciò che comunica e unisce. Durante l'infanzia ho girato un po' ma poi lo Stretto mi ha richiamata a casa. Oggi vi racconto Messina e i messinesi.

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Daniele Gonciaruk racconta l’alluvione di Giampilieri nel docufilm “Fango”

A 17 anni dalla tragedia che sconvolse il Messinese, il regista porta sullo schermo immagini inedite e le testimonianze dei sopravvissuti, trasformando il dolore in un racconto di memoria, consapevolezza e rinascita

Giorgia Nunnari
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C’è tutta l’angoscia del racconto di una tragedia, ma anche tanta speranza e un forte senso di rivalsa, in “Fango – Mud” di Daniele Gonciaruk. A 17 anni dall’alluvione che si abbatté sul Messinese, causando la frana che distrusse Giampilieri e stroncò la vita di 37 persone, il regista e attore messinese offre uno sguardo inedito sulla vicenda.

Reduce dalla partecipazione all’ultimo Taormina Film Festival, Gonciaruk ha raccontato l’esperienza e il documentario a BE Sicily Mag. “Taormina – ha detto – è un luogo magico che esce dall’ordinarietà. Partecipare al festival è stato stancante e bello. È stato un piacere poter vedere anche i corti dei colleghi, tutti molto belli e interessanti”.

Come nasce “Fango”

Gonciaruk racconta quei giorni del lontano 2009 con grande attenzione e lucidità: “Non ero a Messina quando successe, ma a Roma, per uno spettacolo. Quando lo seppi mi colpì molto: veniva naturale il desiderio di essere lì e aiutare”. Tornato a Messina una ventina di giorni dopo l’accaduto, il regista si è comunque recato sul luogo per fare quello che gli è più naturale. “Ho sempre avuto il desiderio di raccontare e documentare – dice -. Anche in questo caso l’impulso iniziale è stato personale, una sorta di ricerca della memoria. Solo dopo è arrivata l’idea di farne un documentario”.

Daniele Gonciaruk racconta l'alluvione di Giampilieri nel docufilm "Fango" - Be Sicily Mag - Daniele Gonciaruk
Daniele Gonciaruk

Un’idea rimasta tale per molti anni, in attesa di trovare la forma più giusta e rispettosa. “Non volevo indugiare sulle immagini cruente o mettere in mostra il dolore dei parenti delle vittime – spiega Gonciaruk -. Volevo invece spingere lo spettatore alla riflessione. C’è un messaggio sulla fragilità della condizione umana sulla Terra, verso cui bisogna avere rispetto. C’è una responsabilità politica molto forte sul rischio idrogeologico. Dovremmo esserne consapevoli e prevenire”. Solo il tempo sospeso e le riflessioni del periodo del Covid hanno portato infine il regista a riguardare per intero le immagini e a trovare la cornice giusta per una storia tanto straziante: quella della rinascita.

Le immagini inedite e le testimonianze dei sopravvissuti

Il documentario di Gonciaruk si muove tra passato e presente, rendendo per la prima volta disponibili le riprese che lui stesso effettuò nei giorni successivi alla frana e alternandole alle recenti testimonianze di chi c’era e alle immagini del paese ricostruito. “Devo ringraziare Giuseppe De Luca dell’associazione Giampilieri 2.0, che mi ha fatto conoscere le persone che appaiono nel documentario – racconta Gonciaruk -. Hanno accettato di vedere le immagini di quei giorni e quelle che si vedono sono le loro reali reazioni spontanee”.

Le riprese del presente mostrano un gruppo di uomini intenti a rivedere sullo schermo ciò che anni fa furono costretti a vivere, per poi raccontare con le proprie parole il cielo giallo, il blackout, il boato della frana. Uno scenario apocalittico che quella notte fece pensare alla fine di Giampilieri.

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La rinascita di Giampilieri

Eppure oggi Giampilieri ha un volto nuovo, tra palazzi recuperati, il lungo canale di raccolta al centro del paese e le strade tornate a riempirsi di vita. “A Giampilieri hanno dimostrato un grande amore per il proprio territorio” spiega ancora Gonciaruk, che ha scelto di chiudere il suo documentario proprio con un continuo alternarsi tra le immagini del paese distrutto e quelle del presente.

“Volevo che emergessero la memoria e le ferite che questi eventi lasciano sulle persone, ma anche la forza e la volontà di rinascita che gli abitanti di Giampilieri hanno dimostrato”. Quegli stessi abitanti avranno presto modo di rivedersi attraverso la cinepresa di Daniele Gonciaruk. Quest’estate il documentario verrà proiettato per la prima volta proprio nel luogo che racconta.

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