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Leo Gullotta premiato a Favignana: “Si studia perché apre la mente”

L'attore catanese ha ricevuto il Premio Favignana per il Teatro. Oltre sessant'anni di carriera tra ricordi, grandi maestri e un messaggio ai giovani

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Favignana ha reso omaggio a uno dei più grandi protagonisti del teatro e del cinema italiano. Nell’ambito della XIV edizione del FestivalFlorio, diretto dal maestro Giuseppe Scorzelli, Leo Gullotta ha ricevuto il Premio Favignana per il Teatro 2026, riconoscimento che celebra una carriera lunga oltre sessant’anni e il contributo di un interprete che ha segnato la storia dello spettacolo italiano. La cerimonia si è svolta nella suggestiva cornice degli ex Stabilimenti Florio, dove il pubblico ha preso parte a un incontro intenso e partecipato, trasformato in una riflessione sull’arte, sulla cultura e sul ruolo dell’attore nella società.

Il dialogo con il pubblico e il valore del rispetto

La serata si è aperta con un dialogo tra il direttore artistico Giuseppe Scorzelli e l’attore catanese, proseguito con le domande del pubblico. Un confronto spontaneo che ha permesso a Gullotta di raccontare il proprio percorso umano e professionale, soffermandosi sul significato più autentico del suo mestiere.

Sin dall’inizio ha spiegato le ragioni della sua presenza sull’isola, sottolineando il piacere di tornare nel suo Sud e di incontrare il pubblico. Un’occasione per ribadire quello che considera il principio fondamentale della sua carriera: “Il pubblico va rispettato sempre”. Per Gullotta, infatti, ogni successo artistico trova il proprio senso nel rapporto con gli spettatori, che siano seduti in una platea teatrale o davanti al grande schermo.

I ricordi dei grandi maestri

Ripercorrendo oltre sei decenni di attività, l’attore ha ricordato alcuni dei grandi protagonisti che hanno segnato il suo cammino artistico. Parole di profonda stima sono state dedicate a Giuseppe Tornatore, definito un autore capace di raccontare come pochi la Sicilia e l’animo umano, e a Ennio Morricone, del quale ha voluto evidenziare soprattutto la straordinaria umanità. “Nelle persone più semplici c’è sempre una grande presenza”, ha affermato ricordando il celebre compositore come un esempio di eleganza, discrezione e autenticità.

Nel corso dell’incontro ha anche rievocato l’esperienza con Nanni Loy, considerato uno dei grandi innovatori del cinema e della televisione italiana, e gli anni della formazione al Teatro Stabile di Catania, accanto a interpreti come Salvo Randone, Valeria Moriconi e Glauco Mauri.

Non è mancato un ricordo di Giuseppe Fava, del quale ha sottolineato il coraggio civile e la libertà di pensiero, indicando nella cultura e nel dialogo gli strumenti più importanti per difendere le proprie idee.

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Un messaggio ai giovani

Uno dei momenti più significativi della serata è stato il passaggio dedicato ai giovani e al valore dello studio. Gullotta ha ricordato come il talento, da solo, non sia sufficiente per costruire una carriera solida. “Si studia per sapere di più, si studia perché apre la mente“, ha spiegato, sottolineando come la preparazione rappresenti una componente imprescindibile per qualsiasi professione, compresa quella dell’attore, che richiede disciplina, competenza e responsabilità.

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Il mestiere dell’attore e i personaggi più amati

Parlando della propria professione, Gullotta ha offerto una definizione che sintetizza il senso più profondo della recitazione: “Un interprete dà vita, ogni volta, a personaggi che sono fuori dalla propria vita”. Ogni ruolo, ha spiegato, rappresenta un esercizio di ascolto, comprensione e continua ricerca. Tra i personaggi ai quali è rimasto maggiormente legato ha ricordato il barbiere de L’uomo delle stelle, diretto da Giuseppe Tornatore, e la celebre Signora Leonida, figura entrata nell’immaginario collettivo di milioni di italiani.

L’amore per Favignana e la consegna del premio

Nel corso della serata, l’attore ha espresso anche il proprio affetto per la Sicilia e per Favignana, elogiando la bellezza dell’isola, l’accoglienza dei suoi abitanti e il patrimonio umano del territorio. Allo stesso tempo ha condiviso alcune osservazioni costruttive sulla necessità di migliorare i servizi destinati ai visitatori, come opportunità per valorizzare ulteriormente una delle mete più affascinanti del Mediterraneo.

Il momento più emozionante è arrivato con la consegna del Premio Favignana per il Teatro 2026 da parte del sindaco Giuseppe Pagoto, dell’assessore alla Cultura Dafne Borgia e dell’assessore alle Politiche Sociali Ignazio Lucido. Visibilmente commosso, Leo Gullotta ha ringraziato il FestivalFlorio, il Comune e il pubblico dell’isola, definendo il riconoscimento “un premio che cavalca la storia”.

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