La prima prova della Maturità 2026 ha lasciato insoddisfatta una larga parte degli studenti. In un sondaggio realizzato a caldo su circa mille studenti da Skuola.net, più della metà degli intervistati ha espresso parere negativo sulle tracce di italiano proposte al tema. Il dato principale è netto: il 51% ha respinto l’insieme delle opzioni messe a disposizione per lo scritto. Ma c’è di più. I candidati, infatti, hanno spiegato anche il perché del loro dissenso. Alla base del malumore c’è soprattutto la distanza tra quanto richiesto all’esame e quanto effettivamente affrontato durante l’anno scolastico.
Maturità 2026: Pavese e Brancati fanno discutere alla prima prova
Circa tre maturandi su quattro hanno ammesso di non avere mai avuto modo di studiare in classe gli autori indicati per l’analisi del testo, Cesare Pavese e Vitaliano Brancati. Per quanto riguarda il primo, in molti hanno rivelato di averlo trattato troppo rapidamente per potersi misurare con sicurezza con la traccia ritrovata alla prima prova. Per quanto riguarda l’autore siciliano, la maggior parte non lo conosceva neanche.
Questo contesto ha portato parte degli studenti a escludere subito le tracce di tipologia A, preferendone alcune più semplici. Vitaliano Brancati è stato comunque scelto dal 12,7% dei candidati, al pari della traccia sull’Assemblea Costituente, che era tra le più quotate. Nonostante i giovani non conoscessero l’autore, dunque, hanno voluto confrontarsi con un tema di profonda attualità e ricco di spunti di riflessione, come quello sul valore della memoria. Cesare Pavese si è fermato invece al 5,3%.
I temi più scelti dagli studenti
A ottenere il riscontro migliore è stata invece la tipologia C. La traccia più scelta nella prima prova della Maturità 2026 è stata quella che prevedeva una “Riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità”, attraverso cui è stato proposto un testo tratto dal libro “Alzarsi all’alba” di Mario Calabresi sulla capacità di rialzarsi dopo un fallimento. L’argomento è piaciuto al 23,2% degli studenti.
Dietro, si è piazzata l’analisi del saggio di Frank Furedi “I confini contano”, scelta dal 20,7% degli studenti. Lo spunto sull’incanto, costruito su un articolo della giornalista Wenke Husmann, ha invece chiuso il podio con il 19% delle preferenze. Per molti, questi temi hanno rappresentato una via praticabile rispetto a tracce percepite come più vincolate a conoscenze letterarie o a contenuti non consolidati durante l’anno.

















