Nel cuore di Palermo ci sono luoghi che raccontano secoli di storia e che, ancora oggi, continuano a reinventarsi come spazi di incontro e condivisione. Questa estate saranno il Complesso monumentale dello Steri e l’Orto Botanico dell’Università degli Studi di Palermo a ospitare la XVI edizione del Festival Internazionale Palermo Classica, in programma dal 25 luglio al 20 settembre 2026.
Presentata al Viridarium dello Steri, la nuova edizione conferma il legame tra il festival e l’Ateneo palermitano, trasformando alcuni dei suoi spazi più rappresentativi in palcoscenici all’aperto. Dopo le oltre 15 mila presenze registrate nel 2025, la manifestazione torna con un cartellone ancora più ricco: oltre quaranta concerti e più di sessanta artisti provenienti da diversi Paesi porteranno a Palermo un viaggio musicale che attraversa classica, musica da camera, opera, jazz, tango, colonne sonore e rock sinfonico.
Lo Steri e l’Orto Botanico diventano teatri a cielo aperto
Il Complesso monumentale dello Steri ospiterà gli appuntamenti distribuiti tra la grande piazza, il piccolo cortile e il suggestivo Viridarium, creando un dialogo continuo tra musica, architettura e memoria storica. L’Orto Botanico, invece, accoglierà alcune delle produzioni più importanti della rassegna, offrendo un’esperienza che unisce patrimonio naturalistico e spettacolo.
“La collaborazione tra l’Università degli Studi di Palermo e Palermo Classica rappresenta un esempio concreto del rapporto tra Ateneo e territorio”, ha dichiarato il rettore Massimo Midiri, sottolineando come l’apertura di questi luoghi alla musica rispecchi la missione dell’Università di condividere cultura e conoscenza con la città. Per l’assessore alla Cultura del Comune di Palermo, Antonio Rini, il festival è ormai molto più di un appuntamento estivo: “Quando la musica incontra il mondo universitario, scientifico e della ricerca si crea una comunità di valore. Palermo Classica è diventata negli anni una manifestazione sempre più internazionale”.
Da Mozart a Verdi, fino al rock sinfonico
Tra gli eventi più attesi spicca Il Sogno di Scipione di Wolfgang Amadeus Mozart, che debutterà per la prima volta a Palermo il 28 e 30 agosto all’Orto Botanico, con la partecipazione del Coro UniSonus Palermo e del Coro Cantate Omnes. L’edizione 2026 renderà inoltre omaggio a Giuseppe Verdi nel 125° anniversario della sua scomparsa, mentre prosegue la collaborazione con la Fondazione The Brass Group, che curerà un ciclo di undici concerti dedicati al jazz.
A chiudere il festival sarà Rock Symphony. The Show, in programma il 17, 18 e 19 settembre, uno spettacolo che rileggerà alcuni dei più celebri classici del rock attraverso il linguaggio dell’orchestra sinfonica, del coro e di una rock band, con la partecipazione, tra gli altri, del soprano crossover Christine Allado.
Secondo il direttore artistico Girolamo Salerno, questa è una delle edizioni più ambiziose del festival: una programmazione ampia e trasversale pensata per avvicinare nuovi pubblici alla grande musica senza rinunciare alla qualità artistica. Il direttore della sezione jazz Luca Luzzu ha invece evidenziato il respiro internazionale del cartellone, costruito con artisti di primo piano e produzioni difficilmente ascoltabili in Sicilia.
Un festival che coinvolge anche l’Università
Accanto ai concerti tornano gli Incontri d’Arte, appuntamenti gratuiti ospitati al Viridarium dello Steri che offriranno momenti di approfondimento e confronto tra musicisti, docenti, studenti e pubblico. La collaborazione con l’Università si estende anche alla partecipazione attiva della comunità accademica. Studenti e studentesse di UniPa potranno accedere a iniziative dedicate e formule agevolate, mentre le note di sala degli spettacoli saranno realizzate dagli iscritti al Corso di Laurea Magistrale in Musicologia, trasformando il lavoro universitario in uno strumento di divulgazione culturale.
Ad anticipare il festival è stata la Preview Palermo Classica, ospitata dal 4 al 17 luglio al Viridarium dello Steri, con concerti gratuiti di musica da camera e il progetto dedicato al cinema muto accompagnato dal vivo dalle musiche della pianista e compositrice Rossella Spinosa. A chiudere la rassegna è stato il recital del giovane pianista siciliano Alessandro Piccichè, protagonista di un percorso musicale che ha attraversato Barocco, Romanticismo e Impressionismo.





















