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La clinica Macchiarella installa Elekta Evo: radioterapia adattativa da settembre 2026

A Palermo l’innovazione oncologica prende una forma precisa. Da settembre 2026 la clinica Macchiarella attiverà Elekta Evo, portando la radioterapia adattativa dentro la pratica quotidiana

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La medicina oncologica continua ad innovarsi non soltanto dal punto di vista tecnico ma nel modo di approcciarsi alla cura del paziente. La casa di cura Macchiarella di Palermo procede verso questa direzione con l’arrivo di Elekta Evo, un ct-linac con imaging Tc ad alta definizione supportato da intelligenza artificiale, la cui entrata in attività è prevista per settembre 2026. La radioterapia adattativa consente di ricalibrare il trattamento in base alle condizioni anatomiche reali del paziente nel giorno della seduta, con l’obiettivo di colpire con maggiore precisione il tumore e limitare l’esposizione degli organi sani vicini.

Il Ct-Linac arriva nella clinica Macchiarella

Elekta Evo riunisce in un’unica piattaforma l’acceleratore lineare, che eroga la radiazione, e un sistema di imaging Tc ad alta definizione. A sostenere questo flusso c’è anche Iris, il modulo di intelligenza artificiale che aiuta nella lettura delle immagini e nell’organizzazione del percorso clinico, rendendo più rapida la valutazione dei dati necessari prima del trattamento. Per il Mezzogiorno il rilievo dell’operazione è evidente. La clinica Macchiarella viene infatti indicata come l’unica struttura del Sud Italia dotata di Elekta Evo per i trattamenti di radioterapia adattativa, in un quadro nazionale dove i centri con questa tecnologia restano pochi.

Seduta per seduta, la radioterapia ricalibra il piano

Il corpo del paziente non si presenta ogni giorno nello stesso modo, e alcuni tumori possono cambiare posizione o volume tra una seduta e l’altra. Con questo sistema, le condizioni anatomiche vengono valutate direttamente sul lettino radioterapico e, quando serve, il piano di cura viene aggiornato prima dell’erogazione, sia in modalità offline sia online. È un passaggio che sposta la radioterapia da un modello più statico a uno molto più aderente alla situazione reale del giorno.

Nella pratica clinica questo significa inseguire con maggiore precisione il bersaglio tumorale, evitando margini eccessivi che in passato servivano anche a compensare l’incertezza. Il beneficio atteso riguarda la dose sul tumore, che può essere ottimizzata, e insieme la protezione degli organi sani circostanti, con una possibile riduzione delle tossicità. L’aspetto è particolarmente rilevante nei tumori della prostata, del distretto testa-collo o della pelvi, dove piccoli spostamenti anatomici possono incidere molto sulla qualità del trattamento. Anche il tema della personalizzazione qui assume un significato concreto, perché segue l’evoluzione del singolo caso e non un piano fissato una volta per tutte.

L’investimento porta con sé la necessità di organizzare percorsi clinici più evoluti, tempi diversi di valutazione, competenze integrate tra medici, sanitari e tecnici. La direzione è chiara: precisione, personalizzazione e contenimento degli effetti collaterali tendono a diventare lo standard atteso della radioterapia oncologica.

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