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Adesivi e QR code a Mondello: scoppia la protesta contro la concessione all’Italo Belga

Comparsi nella notte agli ingressi degli stabilimenti alcuni volantini con QR code che richiamano al “consumo consapevole” e rilanciano il dibattito sulla società concessionaria.

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Una nuova iniziativa di protesta scuote Mondello: nella notte sono comparsi sugli accessi ai lidi della borgata marinara palermitana alcuni adesivi che invitano al boicottaggio della società Italo Belga, storica concessionaria della spiaggia.

Sui manifesti, con la scritta “Boicotta l’Italo Belga: ecco perché”, è presente un QR code che rimanda a un documento diffuso online, rivolto sia agli utenti italiani sia ai turisti stranieri. La polemica, che va avanti da svariati mesi, si inserisce in un quadro più ampio, in cui diversi cittadini, associazioni e attivisti politici contestano le concessioni balneari con canoni troppo bassi e senza la concorrenza delle gare pubbliche.

Adesivi e QR code a Mondello: scoppia la protesta contro la concessione all'Italo Belga - Be Sicily Mag - manifesti boicotta italo belga

Il caso Mondello

Nel volantino digitale vengono riportati i nomi di 21 dipendenti o ex dipendenti della società che, secondo un provvedimento di prevenzione collaborativa emesso dalla Prefettura di Palermo, avrebbero avuto legami familiari o di altra natura con soggetti ritenuti vicini ad ambienti mafiosi. Tra i nomi citati figurano anche Salvatore e Bartolo Genova, esponenti del mandamento di Resuttana. Lo stesso documento precisa però che il provvedimento non attribuisce ai lavoratori eventuali responsabilità penali legate ai comportamenti dei loro familiari e sottolinea come diversi dei dipendenti indicati risultino incensurati.

La vicenda si inserisce nel più ampio caso amministrativo che nell’ultimo anno ha coinvolto la gestione della spiaggia di Mondello, con la Regione Siciliana che aveva disposto la revoca della concessione alla società concessionaria. Tra gli elementi contestati era stata indicata anche la collaborazione con una ditta il cui amministratore unico sarebbe stato legato da rapporti familiari a esponenti del clan Genova: l’iniziativa degli adesivi, al momento, non è stata rivendicata ufficialmente.

Il nodo delle concessioni balneari e il tema delle gare pubbliche

La vicenda di Mondello si inserisce in un dibattito più ampio che riguarda il futuro delle concessioni balneari in Italia. Da anni l’Unione Europea richiama il nostro Paese sulla necessità di garantire maggiore trasparenza e rispetto dei principi di libera concorrenza, tanto da avviare anche procedure di infrazione legate al mancato adeguamento della normativa italiana alle regole comunitarie. Per lungo tempo, infatti, il sistema delle concessioni ha favorito i gestori storici attraverso rinnovi automatici: fino al 2011 era previsto anche il cosiddetto “diritto di insistenza”, che garantiva una corsia preferenziale ai concessionari uscenti al momento del rinnovo. Questo meccanismo è stato successivamente superato, ma negli anni diversi governi hanno continuato a introdurre proroghe, rallentando l’avvio delle procedure di gara richieste dalle istituzioni europee e ribadite anche dalle sentenze del Consiglio di Stato.

Il tema, però, non riguarda soltanto l’assegnazione delle concessioni, ma anche il modo in cui alcuni stabilimenti interpretano il rapporto con il territorio. In Sicilia sono numerosi i casi in cui porzioni molto ampie di spiaggia vengono occupate da lettini e ombrelloni, riducendo gli spazi disponibili per la libera fruizione. A questo si aggiungono pratiche contestate come l’installazione di tornelli, il divieto di introdurre cibo o altre limitazioni imposte ai bagnanti, ma il principio fondamentale rimane uno: le aree demaniali date in concessione rimangono comunque spiagge pubbliche.

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