Il simbolo della laurea, di solito, è l’alloro. Con Camplus, però, gli alberi da frutto diventano il dono migliore per chi corona questo sogno accademico. Per l’anno in corso, il provider di soluzioni abitative per studenti universitari in Italia ha voluto riproporre infatti il “Progetto Alberi”, che associa ogni neolaureato a un albero in adozione attraverso Biorfarm. Per questa edizione, a fornire gli arbusti e i loro frutti sarà un’azienda agricola di Lentini, nel siracusano, dentro la filiera dell’arancia rossa di Sicilia IGP. Non si tratta solo di un riconoscimento simbolico, ma di un vero e proprio gesto per l’ambiente, dato che si stimano circa 10.500 chili di CO2 assorbiti grazie ai 150 alberi piantati.
Camplus trasforma 183 lauree in adozioni
L’obiettivo del progetto è semplice. Ogni studente che si laurea nelle residenze Camplus riceve dal direttore dello studentato un codice univoco, da attivare sulla piattaforma di Biorfarm. Il neolaureato vede quale azienda agricola sta sostenendo e a quale albero è legata la propria adozione. La laurea, in questo modo, smette di essere soltanto una cerimonia e si traduce in un gesto che produce una piccola conseguenza materiale.
Le 183 adozioni acquistate per questa edizione danno all’iniziativa una dimensione misurabile, che evita il rischio di restare nel linguaggio astratto della sostenibilità. Anche il legame con la Sicilia ha un peso preciso, perché la scelta di Lentini e in particolare dell’Azienda Agricola OroVerde – Pietro Parisi viene presentata come un segno di vicinanza verso una delle regioni da cui proviene una parte rilevante degli studenti Camplus.
Il passaggio più interessante del progetto riguarda però la destinazione possibile di quel raccolto. Chi riscatta il codice può infatti scegliere se ricevere a casa i frutti del proprio albero oppure devolverli alla Fondazione Banco Alimentare. È una doppia opzione che tiene insieme sfera privata e responsabilità collettiva. L’adozione sostiene l’azienda agricola locale e, nello stesso tempo, apre una via concreta alla solidarietà alimentare, con un meccanismo facile anche per chi vive lontano dalla Sicilia.
I 150 alberi piantati misurano il welfare
Sul piano ambientale, il numero che resta è quello dei 150 alberi piantati nel frutteto, ai quali viene associata una stima di circa 10.500 chili di CO2 assorbiti. È utile distinguere questo dato dalle 183 adozioni, perché il progetto tiene insieme due scale diverse: da una parte il riconoscimento ai laureati, dall’altra il perimetro agricolo e ambientale effettivamente realizzato. Anche questo dato non va letto solo in chiave simbolica, perché prova a dare una misura verificabile a un’iniziativa di welfare universitario.
Camplus, attraverso Fabio Pesaresi, ha voluto spiegare così così il senso dell’operazione: “Siamo molto soddisfatti di aver dato vita a questo progetto. Vogliamo festeggiare tutti i nostri laureati, in corso o meno – perché ogni percorso ha dei tempi dettati da circostanze non sempre convenzionali – con un dono che esplicita la nostra preoccupazione educativa: contribuire a fare fiorire una singola storia, a beneficio della collettività tutta”.






















