C’è una fotografia che racconta meglio di qualsiasi numero quello che è accaduto domenica 26 luglio nella zona industriale di Palermo: un capannone di 2.700 metri quadrati completamente annerito, scaffalature crollate, merci e attrezzature ridotte in cenere. È ciò che resta di una delle divisioni della Cascino Angelo & C. Srl, azienda nata nel 1945 e oggi una delle realtà storiche dell’imprenditoria siciliana, con oltre 200 dipendenti e attività in diversi settori. Le fiamme hanno cancellato in poche ore un lavoro costruito in decenni.
Il rogo è scoppiato nella zona industriale di via Ganci e Soletto a Termini Imerese, durante una giornata caratterizzata da un forte vento di scirocco. Secondo quanto raccontato dall’azienda, le fiamme sarebbero partite da un’area a circa 300 metri dal capannone e si sarebbero propagate rapidamente, sospinte dal vento, passando da una struttura all’altra fino a raggiungere la sede della Cascino. Il rogo ha coinvolto complessivamente undici aziende dell’area industriale, ma la Cascino è quella che ha riportato i danni più pesanti.
“Mio fratello e alcuni collaboratori sono intervenuti subito, abbiamo attivato immediatamente l’impianto antincendio, ma non siamo riusciti a fermare il fuoco – racconta Cascino a BE Sicily Mag -. In pochissimo tempo è andato tutto distrutto”.
Una perdita che, secondo una prima stima, ammonta a circa 9 milioni di euro.

Dietro l’incidente il dramma di persone e famiglie
Oltre ai danni materiali, l’incendio ha avuto un pesante impatto sul piano occupazionale. La divisione colpita impiegava infatti 25 dipendenti, per i quali è già stata avviata la procedura di cassa integrazione. A questi si aggiungono i collaboratori esterni e gli agenti commerciali che operavano per l’azienda.
“Ci sono circa quaranta famiglie che in questo momento stanno subendo le conseguenze più pesanti di questa tragedia – afferma Cascino -. Vorremmo ripartire subito, ma trovare un capannone libero non è semplice. Stiamo valutando soluzioni alternative, anche riorganizzando gli spazi della nostra sede storica di Termini Imerese, così da spostare parte delle merci e accelerare la ripresa”.
Trent’anni di lavoro cancellati in poche ore
Nel capannone veniva gestita la distribuzione all’ingrosso di ferramenta, termoidraulica e giardinaggio, un comparto che serviva circa mille rivenditori in tutta la Sicilia grazie a una rete di una dozzina di agenti. “Per costruire una rete commerciale di questo livello abbiamo impiegato trent’anni. Vederla sparire così fa male. Il fuoco è partito in prossimità dell’autostrada e si è propagato molto rapidamente nelle aziende vicine, fino ad arrivare al nostro edificio. Nonostante il tempestivo intervento di mio fratello e di alcuni collaboratori, non siamo riusciti in alcun modo a fermarlo”.

La sfida è ripartire subito
La Cascino non vuole aspettare la ricostruzione per tornare operativa, ma individuare rapidamente un nuovo capannone e riorganizzare la logistica sfruttando anche gli spazi disponibili nella sede storica di Termini Imerese, così da riprendere almeno una parte delle attività nel minor tempo possibile.
“Siamo assicurati, ma anche con le risorse economiche trovare un capannone libero e ricostruire un’organizzazione come questa richiede tempo. Noi però faremo tutto il possibile per ripartire“. Le altre due divisioni del gruppo continuano regolarmente a lavorare e rappresentano oggi il punto di partenza per la ripresa.
Una storia lunga ottant’anni che merita di continuare
Dal 1945, la Cascino Angelo & C. rappresenta una delle aziende che hanno accompagnato lo sviluppo del commercio e della distribuzione in Sicilia. In oltre ottant’anni ha costruito rapporti con migliaia di clienti, fornitori e professionisti del territorio, diventando un punto di riferimento per il settore. Oggi quella storia attraversa probabilmente il momento più difficile della sua esistenza.
La speranza della famiglia Cascino è che la vicinanza di clienti, fornitori, partner commerciali e istituzioni possa trasformarsi in un sostegno concreto alla ripartenza. Perché ricostruire un edificio sarà possibile, ma ricostruire una rete commerciale, salvaguardare i posti di lavoro e restituire piena operatività a un’azienda che da ottant’anni investe in Sicilia richiederà l’impegno di tutti.
L’incendio ha distrutto un capannone. Non deve distruggere una storia imprenditoriale che continua a rappresentare un patrimonio economico e occupazionale per il territorio palermitano.




















