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Studio Confartigianato, l’economia siciliana tiene ma servono interventi a sostegno

Un'economia che continua a dimostrare capacità di tenuta, nonostante uno scenario internazionale sempre più complesso, ma che necessita di interventi per sostenere il tessuto delle micro e piccole imprese

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Un’economia che continua a dimostrare capacità di tenuta, nonostante uno scenario internazionale sempre più complesso, ma che necessita di interventi per sostenere il tessuto delle micro e piccole imprese. È questa l’analisi contenuta nel 38simo report dell’osservatorio Mpi di Confartigianato Sicilia, che fotografa l’andamento dell’economia regionale nella prima parte del 2026.

Il Pil della Sicilia destinato a crescere

Dai dati raccolti emerge che nel 2026 il prodotto interno lordo della Sicilia sia destinato a crescere dello 0,6 per cento, un dato leggermente superiore al 0,5 per cento previsto per l’Italia.

Un segnale positivo che conferma la capacità di resistenza delle imprese siciliane in un contesto segnato da instabilità geopolitica, rincaro dell’energia e ritorno dell’inflazione. A maggio 2026 i prezzi al consumo nell’Isola sono infatti aumentati del 3 per cento rispetto a un anno prima, mentre nei mesi della crisi dello Stretto di Hormuz i costi di energia elettrica e gas sono cresciuti del 4,8 per cento, aggravando i costi di produzione per migliaia di imprese.

L’accesso al credito la criticità più importante

Secondo Confartigianato Sicilia la criticità più rilevante resta però quella dell’accesso al credito. I dati analizzati dall’Osservatorio mostrano che, a marzo 2026, i prestiti alle piccole imprese risultano inferiori del 2,4 per cento rispetto a marzo 2025, proseguendo una contrazione iniziata nel settembre 2022. Nello stesso periodo, i finanziamenti destinati al complesso delle imprese sono invece aumentati del 4,1 per cento, evidenziando una disparità che continua a penalizzare le realtà produttive di minori dimensioni. Anche le imprese artigiane registrano un calo dei prestiti (-1,7%), mentre il costo del credito per le piccole imprese siciliane raggiunge il 9,8 per cento, tra i valori più elevati del Paese.

Le maggiori preoccupazioni arrivano, però, dai mercati esteri.

L’osservatorio Mpi rileva che nel primo trimestre del 2026 l’export manifatturiero regionale è diminuito del 20,6 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre a livello nazionale è cresciuto dell’1,3 per cento.

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Il report mette in luce anche alcuni indicatori invece incoraggianti sul fronte occupazionale. Nel primo trimestre del 2026, rispetto allo stesso periodo del 2025, gli occupati in Sicilia aumentano dello 0,9 per cento, un risultato superiore sia alla media nazionale (+0,2%) sia a quella del Mezzogiorno (+0,6%). A trainare la crescita sono soprattutto l’occupazione femminile (+ 3,1%) e il lavoro autonomo (+8,4%), mentre la disoccupazione registra il calo più consistente tra tutte le regioni italiane (-4,2%), pur restando ancora al 10,5 per cento.

Per l’estate, inoltre, il comparto del turismo continua a rappresentare uno dei principali motori dell’economia regionale, con una domanda di lavoro in crescita del 2,9 per cento rispetto all’estate 2025, in controtendenza rispetto al dato nazionale (- 0,6%).

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