I dati forniti dalla Fondazione Openpolis sull’abbandono scolastico sono preoccupanti, soprattutto per la Sicilia. La città prima in Italia è, infatti, Catania, dove più di un giovane su quattro, prendendo come riferimento quelli di età compresa tra i 18 e i 24 anni, ha interrotto gli studi prima di conseguire il diploma. La percentuale è del 26,5%. Dietro c’è Palermo, con il 19,8%. Messina, invece, si attesta al quinto posto, con il 14,6%. È lo specchio di un fenomeno ormai consolidato – come aveva sottolineato il Garante per l’Infanzia del capoluogo siciliano, Vito Lo Scrudato, al momento del suo insediamento a maggio – ma su cui si fa ancora fatica a intervenire con efficacia.
I dati sull’abbandono scolastico
L’aspetto più drammatico del fenomeno riguarda il confronto con le altre città italiane e con l’Europa. Il nostro Paese, nel complesso, ha infatti già raggiunto l’obiettivo del 9% di media che era stato fissato dalle istituzioni europee per il 2030. I dati dello scorso anno, infatti, attestano l’abbandono scolastico all’8,2%. Un traguardo simile è stato ottenuto anche da altre diciassette Nazioni. In Polonia, ad esempio, l’incidenza è addirittura al 4%.
Nonostante questi miglioramenti generali, rimangono le criticità relative ad alcune città, che si attestano a dati ben oltre quelli sperati. Quelle siciliane sono tra queste. Come anticipato, gli abbandoni scolastici precoci sono maggiormente frequenti a Catania e Palermo. A chiudere il podio è Napoli, con il 17,6%. Numeri leggermente più contenuti per Cagliari (16,3%) e Messina (14,6%). Tra i giovani con cittadinanza non italiana l’uscita precoce dal sistema di istruzione è ancora più probabile. Dopo Catania (68,6%), Bari (60,0%) e Cagliari (59,2%), superano il 50% anche Napoli (55,9%), Palermo (54,2%) e Messina (53,2%).
I provvedimenti
Non sono mancati in questi anni i provvedimenti per contrastare il fenomeno. A giugno scorso è stato deliberato un Piano regionale strategico per il contrasto alla povertà educativa, approvato dalla Giunta della Regione Siciliana, che prevede un fondo di 321 milioni di euro per sostenere interventi che evitino il prematuro allontanamento dei ragazzi dagli istituti, soprattutto nei quartieri più a rischio. Ad esempio con attività di supporto didattico, doposcuola, percorsi di orientamento e laboratori culturali. Anche in passato, risorse simili sono state destinate alla medesima causa.
Sul campo, inoltre, ci sono anche iniziative private, come quelle della Fondazione per la scuola italiana, ente non profit che ha investito oltre 2 milioni e 300mila euro nell’ambito del progetto nazionale EduCare. In Sicilia, l’ente ha coinvolto il Liceo Ginnasio di Stato Francesco Scaduto di Bagheria, in provincia di Palermo, che trasformerà la biblioteca in uno spazio aperto al territorio, dedicato alla lettura e alla partecipazione della comunità.




















