Il 24 giugno, come ogni anno, si festeggia San Giovanni Battista. Una ricorrenza molto sentita in tutta Italia, inclusa la Sicilia, dove questo appuntamento è speciale soprattutto nel borgo marinaro di Aci Trezza, in provincia di Catania, di cui è il santo patrono. Le celebrazioni vedono la partecipazione di tantissimi fedeli, ma anche di tante persone curiose provenienti dalle cittadine vicine e di turisti che ogni estate popolano l’area nota per l’isola Lachea e per i Faraglioni dei Ciclopi. La località, inoltre, è conosciuta per essere il paese dei Malavoglia, ovvero quello in cui è ambientato il celebre romanzo di Giovanni Verga.
La storia di San Giovanni Battista patrono di Arci Trezza
La tradizionale devozione del paese in provincia di Catania per San Giovanni Battista affonda le sue radici nel Seicento, quando nell’antica città di Aci, che sorgeva nella zona della Reitana, fu accertata la presenza di una chiesa intitolata al Santo. Ai tempi, tuttavia, il principe Stefano Riggio di Campofiorito, proprietario del feudo, aveva stabilito che il santo patrono del borgo marinaro doveva essere San Giuseppe.
Soltanto intorno al 1750 San Giovanni Battista fu eletto patrono del borgo e a partire da quell’anno si cominciò a organizzare la festa in suo onore, durante la quale si portava in processione la sua statua, con le luminarie variopinte e i fuochi d’artificio.
La festa oggi
Oggi la festa di San Giovanni Battista ad Aci Trezza è articolata in tre diverse fasi. Le celebrazioni iniziano il 23 giugno con la processione della Santa Reliquia per le vie del paese, che viene accompagnata da canti e preghiere. Nella notte, poi, come in tutta Italia, si prepara la tradizionale acqua di San Giovanni, con erbe e fiori di campo, e la mattina dopo ci si lava il viso con essa, come simbolo di purificazione spirituale. In alcune famiglie del borgo, pare che si usi mischiare l’acqua di mare a quella dolce. Una variante che omaggia la cultura locale.
Il vero e proprio fulcro religioso della festa di San Giovanni Battista ad Aci Trezza arriva però il 24 giugno, con la solenne svelata del simulacro del patrono. Un momento che la comunità trezzota sente molto e che viene accompagnato da uno spettacolo musicale. Ma non solo. In questa data infatti ha luogo anche la tradizione del celeberrimo Pisci a mari, una rappresentazione folcloristica che simula la pesca del pesce spada e che va in scena anche nel borgo marinaro di San Giovanni Li Cuti a Catania, con degli elementi di parodia e confronto tra uomo e mare. Non si tratta di soltanto di uno spettacolo, ma di un rito collettivo che coinvolge l’intera comunità, di generazione in generazione.





















