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“L’Insabbiato”: a Catania si cercano 300 figuranti per il film su Cosimo Cristina

Il nuovo progetto di Rosario Petix racconta la storia del giovane giornalista siciliano ucciso per la verità. Le selezioni per 300 figurazioni sono in programma il 28 ottobre all’Accademia Ardizzone Gioeni di Catania

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Un film di denuncia, ma anche un atto d’amore verso la verità e la libertà di stampa. L’Insabbiato, tratto dal libro Gli Insabbiati di Luciano Mirone con prefazione di Rita Borsellino, presto diventerà anche un progetto cinematografico per la città di Catania, con un racconto sull’impegno civile e il contrasto alla malavita. L’opera intreccia infatti realismo storico e tensione emotiva, evocando la Sicilia degli anni ’50 e ’60 con atmosfere neorealiste, brani d’epoca di Buscaglione, Rosa Balistreri e Modugno, e musiche originali di Paolo Vivaldi. Nel capoluogo etneo presto verranno avviati i casting per ben 300 figurazioni.

Al via i casting per “L’Insabbiato”

L’appuntamento è fissato per martedì 28 ottobre, dalle 10 alle 18, presso l’Accademia Ardizzone Gioeni di via Etnea 595, che ospiterà il casting per L’Insabbiato, film di Rosario Petix dedicato alla vera storia di Cosimo Cristina, il giornalista che negli anni Cinquanta osò indagare sui legami tra mafia e potere. Il lungometraggio, presentato al Festival di Cannes 2025, è prodotto da CinemaSet insieme a Sileo, VeniSet e Proa Film. Le riprese inizieranno a novembre e coinvolgeranno attori e comparse siciliane di ogni età.

Il casting, nel dettaglio, è aperto a uomini e donne tra i 20 e i 70 anni, di tutte le etnie: per partecipare alle selezioni, basterà presentarsi con copia cartacea di carta d’identità e codice fiscale. Non è richiesta esperienza pregressa, solo il desiderio di diventare parte di una storia che, sessant’anni dopo, continua a chiedere giustizia.

La storia di Cosimo Cristina

Cosimo Cristina fu uno dei primi giornalisti siciliani a pagare con la vita il coraggio di raccontare la verità. Nato a Termini Imerese nel 1935, iniziò a scrivere a vent’anni, fondando il periodico Prospettive Siciliane e collaborando con testate come L’Ora, Il Giorno, Il Messaggero e l’ANSA. Coi suoi articoli, indagava sui rapporti tra mafia, politica e potere nei territori di Termini e Caccamo, fino a diventare un bersaglio scomodo.

Il 5 maggio 1960 venne trovato morto sui binari della galleria Fossola: le autorità parlarono di suicidio, ma familiari e colleghi denunciarono fin da subito quello che era per loro un omicidio di stampo mafioso. Solo molti anni dopo, grazie al lavoro del giornalista Luciano Mirone, autore del libro da cui è tratto il film L’Insabbiato, emersero nuove prove che confermarono l’esecuzione e il tentativo di insabbiare la verità. Oggi Cosimo Cristina è ricordato come un simbolo di libertà di stampa e integrità civile, un giovane cronista che non smise mai di cercare la luce dentro l’oscurità del potere.

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