Un viaggio unico tra alta cucina e sapori siciliani d’autore, una serata glamour sulla terrazza sospesa sul mare della Baia delle Sirene, su cui si affaccia l’esclusivo Atlantis Bay di Taormina. “Taormina squisita”, la festa d’autunno di Italia Squisita, network dell’alta cucina italiana, dal tramonto alla mezzanotte di lunedi 13 ottobre, è stata un eccezionale viaggio del gusto tra l’eccellenza gastronomica e le sue grandi firme con una finalità benefica: sostenere l’Associazione Penelope.
Tredici chef stellati per “Taormina squisita”
Tredici gli chef con almeno una stella Michelin ricamata sulla giacca – da Alessandro Ingiulla a Francesco Patti, da Giovanni Santoro a Giuseppe Raciti, da Martina Caruso a Massimo Mantarro, solo per citarne alcuni – con il tristellato Heinz Beck a catalizzare sguardi e palati nello spettacolo che è la realizzazione dei suoi piatti. Assieme a loro altri tredici toque blanche, firme note della ristorazione siciliana, da Accursio Capraro a Celestino Drago, da Luca Miuccio a Francesca Barone. Non solo grandi chef, ma anche maestri della pasticceria, della pizza e della mixology, in tutto oltre quaranta firme della ristorazione d’eccellenza siciliana, protagonisti di un racconto raffinatissimo che si è snodato lungo le piccole isole del gusto, attrezzate di fornelli e tavolo d’impiattamento, disseminate a bordo piscina e lungo tutta la terrazza sul mare dell’Atlantis.
Formula semplice e collaudata per la cena standing, con gli chef a servire personalmente le loro creazioni in una alternanza che concedeva trenta minuti a ciascuno di loro, mentre gli ospiti si muovevano liberamente, assistendo alla preparazione con lo smartphone pronto a scattare o sorseggiando una delle proposte dell’isola cocktail. Impossibile citare tutte le proposte del menù, tra profumi di terra e mare, arie e spume, emulsioni e ganache, cucina molecolare e scuola tecno-emozionale.
Un menù memorabile
Accursio Craparo porta uno “Sguardo fra Oriente e Occidente” con una perla di patata al vapore ripiena di gallina in brodo, Alberto Angiolucci propone la sua trippa di mare alla romana con Pecorino Siciliano DOP, Celestino Drago torna da Los Angeles con i suoi spaghettini Monograno Felicetti e gambero rosso di Mazara profumato al limone, Heinz Beck, insieme a Salvatore Iuliano, presenta una raffinatissima ricciola marinata, cavolfiori, melograno e tartufo nero, sintesi di eleganza e equilibrio.
I sapori siciliani emergono in ogni angolo: Massimo Mantarro firma un arancinetto di pesce spada e spezie che racchiude l’essenza della tradizione reinterpretata, mentre Pietro D’Agostino racconta la “Brezza marina”, con un calamaro che profuma di mandorla e olio. Giovanni Santoro gioca con contrasti delicati – seppiolina scottata al barbecue, salsa al suo nero, spuma di patate e bergamotto – e Marco Baglieri costruisce un tortello di cipolla fondente con ragù di coniglio, salsa di tenerumi e tuma persa, che è un abbraccio di sapori familiari come il Peperone abbuttunato di Luca Miuccio che si ispira alla cucina delle nonne siciliane.
Non mancano incursioni nella carne e nella memoria: Daniele Tornatore presenta la sua “Porchetta dei Pennisi” con focaccina e cavuliceddi, un omaggio ai sapori dell’Etna; Gianluca Leocata propone una lasagnetta di farina di carruba con ragù d’asino e Ragusano DOP; Dionisio Randazzo combina capocollo al barbecue, mole di cioccolato di Modica e finocchietto, in un gioco di richiami tra Sicilia e Messico.
Tra i piatti più apprezzati della serata, il “Maialino a lenta cottura” di Tino Privitera, padrone di casa del ristorante Nui, accompagnato da spuma di Ragusano DOP e crumble al tartufo e la squisita “Bagna cauda con ricci di mare” di Martina Caruso, che racconta come meglio non si può il mare e l’identità delle Eolie.
Nel piatto la Sicilia d’eccellenza
In ogni piatto c’è un comune denominatore: l’amore per la materia prima, la volontà di far parlare i prodotti dell’isola in modo diretto, senza troppi artifici. Così è anche nei dessert, firmati da maestri come Giovanna Musumeci di Randazzo, che guarnisce una memorabile granita di mandorla con il prezioso aceto al lampone di Giuseppe Giusti, o dal messinese Lillo Freni, con i suoi signature Petit choux alla mandorla di Avola, come nella strepitosa proposta di Giusto Candino, del VRetreats Atlantis Bay, con un inconsueto dolce al cioccolato bianco e cuore di mousse ai funghi porcini.
I cocktail di Carmelo Martino, Stefano Giummara, Luigi Bonasera, che si danno il cambio nell’isola mixology, aggiungono la nota conviviale, cosi come i vini della Cantina Gurrieri che accompagnano conversazioni e piatti in pairing perfetto.
Il sostegno all’Associazione Penelope
La festa taorminese di Italia Squisita, che annualmente sceglie una location diversa, non è stata solo evento gastronomico ma ha avuto anche finalità benefica: l’intero ricavato della serata, i cui biglietti erano sold out già da giorni, è stato devoluto all’Associazione Penelope, che da quasi trent’anni opera nel territorio di Taormina offrendo accoglienza e supporto a donne vittime di violenza, persone senza dimora, famiglie in difficoltà e migranti.


















