Giulia Fici
Giulia Fici
Giornalista pubblicista e laureata in Scienze della Comunicazione a Unipa, collabora con BE Sicily Mag da marzo 2023. Ama scrivere di moda, cinema, serie tv e lifestyle, leggere classici e viaggiare alla scoperta di nuove culture.

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L’esordio di Levante da attrice e il solito Ninni Bruschetta: stasera su Rai 1 “L’invisibile – La cattura di Matteo Messina Denaro”

La storia della squadra che, dopo trent’anni di latitanza, ha messo fine alla fuga del boss

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L’attesa è finita. Il 3 e il 4 febbraio va in onda su Rai 1 la miniserie L’invisibile – La cattura di Matteo Messina Denaro, che ricostruisce i tre mesi che hanno preceduto l’arresto del boss siciliano – a cui dà vita, sul piccolo schermo, Ninni Bruschetta – e il blitz finale che ha posto fine alla sua fuga. Al centro della storia c’è la squadra che condusse l’operazione: il Colonnello Lucio Gambera, interpretato da Lino Guanciale e ispirato dalla figura reale del Colonnello Arcidiacono, a capo delle indagini; il Maresciallo Sancho (Massimo De Lorenzo) e il tecnico radio Ram (Leo Gassmann). A interpretare il boss invece Ninni Bruschetta, attore messinese che non è certamente nuovo a produzioni che coinvolgono direttamente la sua Sicilia. Ad accompagnarli, sul grande schermo, anche la cantante Levante, che fa così il suo debutto nel mondo della recitazione.

L’operazione Tramonto

Il racconto de L’invisibile, fedele alla storia reale, ha inizio novanta giorni prima dell’arresto, con la delineazione dell’operazione Tramonto – che riprende il titolo di una poesia di Nadia Nencioni, uccisa a 9 anni con la famiglia e la sorellina di pochi mesi nella strage dei Georgofili – a opera della squadra investigativa. L’obiettivo è catturare Matteo Messina Denaro, in latitanza da oltre trent’anni e ormai malato. L’operazione si conclude con esito positivo il 16 gennaio del 2023, tra lo stupore dei media e della popolazione, nei pressi della clinica privata La Maddalena a Palermo, dove si stava sottoponendo ad alcune cure sotto falsa identità.

Le parole del cast: “Una grande responsabilità”

In un’intervista a Vanity Fair, Lino Guanciale ha dichiarato di “aver sentito una grande responsabilità nel mettere in scena una vicenda che coinvolge persone che hanno messo a rischio la vita e sacrificato le relazioni con le proprie famiglie”.

La serie tv evidenzia infatti anche l’impatto umano ed emotivo che ha coinvolto i protagonisti della vicenda. E lo fa soprattutto attraverso il personaggio di Maria, moglie del Colonnello Gambera, a cui dà corpo e voce Levante: “Soavi ha avuto la pazza idea di coinvolgermi in questo progetto così delicato”, ha raccontato. “Maria è la parte emotiva di Lucio. A causa del suo lavoro, la libertà di tutti i membri della famiglia viene limitata. La miniserie non racconta solo come si è arrivati alla cattura di Matteo Messina Denaro, ma anche che cosa accade alle famiglie di questa squadra. È stata una grande scuola recitare nella serie. Mi è piaciuto moltissimo, e lo rifarei”.

C’è grande attesa per l’esordio della cantante siciliana sul piccolo schermo. Secondo gli spoiler degli altri membri del cast, l’esperimento sembrerebbe essere perfettamente riuscito. Lino Guanciale in particolare ha voluto elogiarla per questa esperienza inedita sul set.

Leggi anche:  Levante si racconta: “Sono sapiosessuale e vi spiego cosa significa"

La produzione di Pietro Valsecchi e la regia di Michele Soavi

L’invisibile – La cattura di Matteo Messina Denaro è prodotta da Pietro Valsecchi, che ne ha curato anche la sceneggiatura. Non è la prima volta che il produttore cremonese si confronta con progetti di questo tipo: in passato ha infatti firmato anche la produzione della serie dedicata all’arresto di Totò Riina.

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La regia è affidata a Michele Soavi, anche lui già rodato nel racconto televisivo di vicende realmente accadute: in passato ha infatti diretto serie come Ultimo – La sfida e Nassiriya – Per non dimenticare. A Vanity Fair ha dichiarato: “Sono figlio di un Carabiniere e ho la devozione per l’arma. Conosco bene la difficoltà di questi uomini invisibili di misurarsi con la vita quotidiana e con le famiglie, alle quali sono costretti a mentire per portare a termine il proprio lavoro”.

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