Omayma Ben Ghallum era una mediatrice culturale, madre di quattro figlie e residente a Messina che, nel settembre del 2015, venne tragicamente uccisa dal marito Faouzi Dridi a seguito di un litigio domestico. Omayma amava l’Italia, e svolgeva attività di mediazione con i migranti appena sbarcati. Faouzi voleva ritornare in Tunisia, motivo scatenante della lite che portò all’omicidio, lasciando una ferita mai ricucita all’interno della comunità messinese, che la celebrerà ancora una volta venerdì 27 febbraio.
Omayma Ben Ghalloum e la sua attività
Omayma lavorava in collaborazione alla Questura di Messina ed era conosciuta per la sua professionalità. Anche durante le sue ultime ore di vita era lì per un turno di lavoro straordinario al termine del quale, arrivata a casa, venne uccisa dal marito. Dridi la colpì mortalmente con un colpo di bastone. Spesso c’erano state discussioni in quanto non accettava l’indipendenza lavorativa della moglie Venne condannato all’ergastolo.
La morte di Omayma lasciò un profondo solco nella comunità di Messina. La mediatrice divenne uno dei tragici simboli del femminicidio, un termine che proprio in quel periodo iniziava a entrare nel dibattito pubblico.
Nel 2023 le è stato dedicato un cortometraggio intitolato Omayma – Orme nel tempo, una pellicola girata tra Ganzirri e il porto di Messina. Diretto da Fabio Schifilliti, con la sceneggiatura dello stesso regista e di Paolo Pintacuda, è stato prodotto dall’Associazione Arknoah di Messina nell’ambito del Programma Sensi Contemporanei Cinema, con sostegno della Regione Siciliana e Sicilia Film Commission. Protagonista è l’attrice tunisina Mariam Al Ferjan, che ha interpretato Omayma: il corto è stato apprezzato da pubblico e critica, riuscendo a raccontare al meglio la figura della vittima e la tragedia del femminicidio.
L’intitolazione del Terminal del porto di Messina
Il porto di Messina era il luogo di lavoro principale di Omayma. Per questo motivo il 27 febbraio le verrà intitolato il terminal passeggeri della banchina Rizzorealizzato dall’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto. Il nome di Omayma Ben Ghalloum rimarrà a ricordo del suo impegno per i migranti e per tutte le vittime di femminicidio.
La giornata dedicata a Omayma si aprirà alle ore 9 del 27 febbraio all’Aula Magna dell’IIS “A.M. Jaci” con un incontro su Donne, memoria e territorio, il tema sarà legato alla toponomastica come atto di giustizia. Alle 12, alla banchina, si terranno la scopertura della targa e l’inaugurazione di Violate, la mostra dell’artista Lelio Bonaccorso che ha realizzato 10 tavole in stile graphic novel per supportare Posto occupato, una campagna di sensibilizzazione sociale contro la violenza sulle donne.




















