“Questa è la tua prima intervista in un telegiornale e ci chiedi di farla in inglese. Ma chi ti credi di essere?“. La domanda del giornalista è diretta, provocatoria. La risposta arriva puntuale e rigorosamente in inglese: “It’s a little bit funny, this feeling inside, I’m not one of those who can easily hide“. Non è un vezzo linguistico né un’affermazione, ma una citazione precisa. Le parole sono quelle di Your Song di Elton John.
Un modo per dire tutto e niente, per dribblare l’intervistatore con una battuta colta che non tutti hanno colto al volo. È così che Tony Pitony ha scelto di presentarsi per la prima volta al TG1 di ieri sera: tra ironia sottile e presa in giro conclamata.
Il mito “sbagliato” e le provocazioni pop
Come se non bastasse, Pitony mostra una maglietta e proclama: “Il mio mito è uno solo: David Bowie“. Peccato che l’immagine stampata non sia quella del Duca Bianco, ma del cantante Mika. Un corto circuito voluto, una gag costruita con precisione millimetrica.
In sottofondo scorrono alcune sue canzoni – dalla sigla di Fantasanremo a Donne Ricche – tenute a volume basso, quasi a voler giocare con la censura implicita delle parti più provocatorie dei testi. Anche qui, il confine tra parodia e autocelebrazione resta volutamente sfumato. Pitony sembra divertirsi a confondere i piani: alto e basso, citazione raffinata e cultura pop, icone intoccabili e riferimenti contemporanei.
I testi contestati e l’orgoglio del “peggiore”
Sui suoi brani, spesso criticati da una parte del pubblico per il linguaggio esplicito, il cantante non arretra di un millimetro. “Ma c’è chi fa molto peggio. Io credo di essere il migliore dei peggiori“, afferma con un sorriso che lascia intendere quanto la provocazione sia parte integrante del personaggio. È una rivendicazione che suona come una dichiarazione di poetica: esagerare per smascherare, estremizzare per intrattenere, provocare per restare impresso.
Il duetto a Sanremo e l’amore per il musical
L’intervista vira poi verso la serata cover del Festival di Sanremo, dove Pitony si esibirà in duo con Dito nella Piaga. Alla domanda sull’esibizione, gioca ancora sull’equivoco, storpiando nomi e titoli, prima di annunciare che porteranno The Lady Is a Tramp: lui nei panni di Tony Bennett, lei in quelli di Lady Gaga.
Racconta di aver studiato musical, di saper fare anche il tip tap – “anche se non ho le scarpe adatte” – e di amare ala follia Frank Sinatra, passione trasmessagli dal nonno, che scherzosamente dice di avergli fatto “mangiare” i dischi del crooner americano. Tra una battuta e l’altra, emerge un artista che conosce bene l’immaginario musicale internazionale e lo rielabora in chiave ironica.
Tony Pitony, il nuovo Pippo Baudo?
La chiusura è perfettamente coerente con il personaggio. Alla domanda se un giorno vincerà Sanremo, Pitony risponde secco: “No, perché lo condurrò“. Una battuta che suona come una profezia autoironica. Tony Pitony non cerca la consacrazione tradizionale: preferisce spostare il baricentro, sorprendere, ribaltare le aspettative. Anche in un contesto istituzionale come il TG1, riesce a trasformare un’intervista in uno spettacolo. Non ci resta che aspettare stasera per vedere cosa ci riserverà davvero questo folle e geniale individuo.


















