La Semiramide di Gioachino Rossini debutta l’11 marzo alle 20 al Teatro Massimo di Palermo, dopo un’assenza lunga più di un secolo. Era il 1878 quando venne rappresentata per la prima volta in città, sul palco del Teatro Politeama Garibaldi. L’opera oggi rinasce in chiave contemporanea grazie alla visione del regista francese Pierre-Emmanuel Rousseau, che firma anche scene e costumi e che racconta la genesi della produzione ai microfoni di BE Sicily Mag.
Scott e Kubrick incontrano Rossini
Semiramide, regina assiro-babilonese protagonista dell’opera, con Rousseau rivive in una New York contemporanea, cupa e corrotta. “In questa regia mi hanno ispirato due pellicole. Una è Miriam si sveglia a mezzanotte, di Tony Scott, con Catherine Deneuve e David Bowie. L’altra è Eyes Wide Shut, di Stanley Kubrick” ha spiegato Rousseau. Da un’epoca mitologica e leggendaria la vicenda viene trasposta negli anni ’80, “in una New York un po’ di fantasia. Per rendere l’idea, la scenografia è un allestimento monumentale, un grande palazzo di marmo nero. Si vuole descrivere una società sopra le leggi, in cui i soldi sono la cosa più importante e dove non c’è più morale”.
L’antica Babilonia veste Saint Laurent
A giocare un ruolo fondamentale in questa innovativa produzione, sono i costumi: “L’ispirazione maggiore deriva dall’haute couture francese. Yves Saint Laurent, Thierry Mugler, Pierre Cardin, Givenchy. Sono fortunato perché in scena ho diversi pezzi originali”.
Un’opera sempre attuale
Dal debutto dell’opera, nel 1823 a La Fenice di Venezia, sono passati più di due secoli, ma continua a essere attuale. “È paragonabile a una tragedia antica, un po’ come la Medea. Dunque, è un soggetto atemporale. È la storia di una donna, di una regina che uccide il marito per prendere il potere, ma è anche la storia di una madre ferita. Sono temi universali”.
In risposta a Chalamet? “La nostra Semiramide è sold out”
La prima di Semiramide arriva a pochi giorni dalla dichiarazione – diventata virale in tutto il mondo – di Timothée Chalamet, in cui sostiene che l’opera e il balletto non interessano più a nessuno. “La migliore risposta – dichiara Pierre-Emmanuel Rousseau – è che la nostra Semiramide, ad esempio, è quasi del tutto sold out. Per vedere questa produzione la gente vuole venire a Palermo da tutta l’Europa”.
Un thriller a teatro
“Assistere a questa produzione – conclude il regista – significa vivere un’esperienza teatrale totalizzante, capace di coinvolgere lo spettatore su più piani. Intanto grazie alle due orchestre, una in golfo mistico e una sulla scena. Poi per il coro, composto da artisti di altissimo livello internazionale, per Vasilisa Beržanskaja, una diva pazzesca, e per il maestro Christopher Franklin. Penso che si possa guardare questa opera come a un thriller o una serie Netflix, avvincente”.


















