La 66ª Stagione concertistica dell’Orchestra Sinfonica Siciliana accoglie venerdì 9 gennaio alle 20.30 e sabato 10 gennaio alle 17.30 uno degli artisti italiani più amati e riconosciuti a livello internazionale: Giovanni Sollima. Il musicista palermitano torna sul palcoscenico del Politeama Garibaldi nel triplice ruolo di solista, direttore e compositore, in un appuntamento che intreccia grande repertorio ottocentesco, creazione contemporanea e classicismo viennese, offrendo al pubblico un ritratto ricco e articolato dell’identità musicale europea.
Čajkovskij e le Variazioni rococò
Il concerto si apre con le Variazioni su un tema rococò op. 33 di Pëtr Il’ič Čajkovskij, una delle pagine più celebri del repertorio per violoncello e orchestra, composta nel 1876 sotto l’influsso dell’ammirazione del compositore russo per il Settecento. Come ricorda Riccardo Viagrande nelle note di sala, la genesi dell’opera fu complessa e segnata dall’intervento decisivo del violoncellista Wilhelm Fitzenhagen, al punto che la versione oggi eseguita non coincide con quella originaria dell’autore, ma è proprio questa ad essersi imposta nella tradizione. Il tema, di elegante semplicità rococò, diventa il punto di partenza per una serie di variazioni che alternano cantabilità melodica, slancio virtuosistico e un dialogo serrato tra solista e orchestra, fino alla brillante coda conclusiva.

Terra con variazioni, il viaggio sonoro di Sollima
Al centro del programma si colloca Terra con variazioni, composizione per violoncello e orchestra firmata dallo stesso Giovanni Sollima. Il brano nasce su commissione dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano e deriva dall’incarico di scrivere un jingle per Expo 2015, che la partitura contiene e rielabora. Sollima ribalta in modo originale la forma classica del tema con variazioni: il tema compare infatti solo alla fine, affidato all’orchestra, mentre l’intero percorso musicale si sviluppa a partire da frammenti armonici, intervallari e gestuali che vengono trasformati e reinventati. Come racconta il compositore, Terra con variazioni è un viaggio a ritroso, un gioco di specchi che attraversa tecniche strumentali, riferimenti vocali e suggestioni popolari e mediterranee. La partitura, caratterizzata da una grande varietà agogica e da una certa “alea controllata”, vive nella performance e si rinnova a ogni esecuzione, evocando luci, odori, temperature, canto e acqua in un racconto sonoro fortemente sensoriale.
Beethoven e l’alba di un nuovo linguaggio
A chiudere il concerto è la Sinfonia n. 1 in do maggiore op. 21 di Ludwig van Beethoven, composta tra il 1799 e il 1800 ed eseguita per la prima volta a Vienna. L’opera rappresenta un ponte ideale tra Haydn e Mozart e le future conquiste del linguaggio beethoveniano. Pur nel rispetto della tradizione formale, la sinfonia rivela già elementi di novità, dall’ambiguità tonale dell’introduzione al dialogo incisivo dei legni, dall’energia dell’Allegro con brio al carattere inedito del Minuetto, che è di fatto già uno Scherzo, fino al finale brillante e inventivo.

Un artista simbolo della sua città
Il ritorno di Giovanni Sollima sul palcoscenico della sua città assume un significato particolare. Violoncellista di fama mondiale e tra i compositori italiani più eseguiti all’estero,Sollima ha costruito una carriera unica per ampiezza di collaborazioni e libertà creativa, muovendosi con naturalezza tra repertorio classico, musica contemporanea, sperimentazione e contaminazioni. La sua presenza con l’Orchestra Sinfonica Siciliana rappresenta un momento di forte identità artistica, in cui il dialogo tra tradizione e contemporaneità trova una sintesi particolarmente efficace.
I prossimi appuntamenti della stagione
La Stagione dell’Orchestra Sinfonica Siciliana prosegue venerdì 16 gennaio alle 20.30 e sabato 17 gennaio alle 17.30 con i concerti diretti da Alessandro Cadario, che vedranno la partecipazione della trombettista Tine Thing Helseth. In programma musiche di Penderecki, Piazzolla e Beethoven.





















