Il futuro di Mondello, dopo il decreto del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana che ha sospeso lo sgombero della Italo Belga dal litorale, è ancora più incerto. Il presidente del Cga, accogliendo d’urgenza il ricorso cautelare, ha infatti rimesso in piedi un’ipotesi che fino a qualche ora fa sembrava ormai remota, ovvero quella del ritorno della società che per 116 anni ha gestito la spiaggia e non vuole abbandonarla. Il pronunciamento, che di fatto ha ridato speranza a quest’ultima, ha destato non poche polemiche. La decisione definitiva, però, è rinviata ulteriormente. La data clou è quella del 14 maggio.
La decisione del Cga su Mondello
Il presidente del Cga, Ermanno de Francisco, ha adottato il provvedimento d’urgenza di accoglimento della richiesta di sospensiva e lo ha motivato con un potenziale “pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica” che “l’imminenza della stagione estiva è idonea a creare, in considerazione dell’enorme massa di persone che in questo periodo usualmente tende a riversarsi sulla spiaggia di Mondello”. L’appello è a gestire in modo opportuno questo scenario, anche attraverso un nuovo ricorso agli operatori della Italo Belga. È per questo motivo che la società non dovrà sgomberare la spiaggia, ma potrà piuttosto prepararsi ad allestirla in vista del 14 maggio, quando il collegio si riunirà per decidere se confermare o revocare la sospensiva.
La sensazione dunque è che per almeno altri quindici giorni la spiaggia di Mondello resterà senza padroni, con palermitani e turisti che la stanno già affollando da diverse settimane, soprattutto nei weekend. Resta un mistero la data di inizio della stagione e, anzi, è da capire se ci sarà realmente una stagione come siamo abituati a pensarla, con lidi attrezzati e assistenza ai bagnanti. Il bando della Regione per assegnare i tredici lotti, infatti, scadrà il prossimo 30 aprile, ma intanto bisognerà vedere se avrà ancora valenza nelle prossime settimane e, poi, quanti e chi saranno i candidati, che al momento pare si contino sulle dita di una mano.
Il commento di Ismaele La Vardera
A commentare il caso Mondello, spiegando cosa sta succedendo, nelle scorse ore è stato Ismaele La Vardera, principale promotore della rottura con la Italo Belga. “Il decreto del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana va letto con lucidità, non con slogan. Il giudice ha sospeso lo sgombero, ma non ha deciso nel merito. La partita vera si gioca il 14 maggio. Nel provvedimento si parla apertamente di rischio per ordine e sicurezza pubblica, di possibile caos senza una gestione della spiaggia. È una valutazione ampia, che si spinge molto avanti. Con rispetto per il ruolo del giudice, è evidente che quando si arriva a questi livelli si sta colmando un vuoto. E quel vuoto non nasce nei tribunali. Nasce nella politica che non decide”.
L’esponente di Controcorrente, in tal senso, ha ammesso di essere a sua volta deluso per i ritardi nella gestione della questione. “Se si cambia modello, bisogna avere un’alternativa pronta. È vero: la Regione ha tentato di muoversi con i bandi. Ma lo ha fatto tardi, scoraggiando gli imprenditori”, ha sottolineato. “E soprattutto manca un passaggio fondamentale: il Comune di Palermo non ha approvato il PUDM. Senza PUDM non esiste: pianificazione, visione e gestione pubblica credibile”. È così che, con incertezza da parte di tutte le parti in causa, “si resta sospesi tra un sistema che viene contestato e un’alternativa che non esiste ancora”, denuncia il deputato.
La posizione del governatore Renato Schifani
Anche il presidente della Regione, Renato Schifani, ha espresso il suo parere sulle ultime vicissitudini legate a Mondello. “La Regione si costituirà tempestivamente in giudizio facendo valere le proprie ragioni, attendendo gli esiti del contenzioso ai quali si adeguerà. Se il 14 maggio il Cga dovesse confermare la sospensiva, la società Italo-Belga potrà montare le attrezzature e la stagione estiva sarà come gli altri anni. Fermo restando che comunque, dopo l’estate, ci sarà la sentenza di merito di primo grado del Tar sulla revoca della concessione”, queste le sue parole ad Ansa.
La Fondazione Falcone si schiera: “Mondello sia un esempio per il Paese”
Infine, un commento sulla vicenda è arrivato dalla Fondazione Falcone, che ha espresso “profonda preoccupazione” per la decisione del Cga. “Palermo non può accettare che il principio di legalità venga subordinato a valutazioni emergenziali. Non può accettare che strumenti fondamentali come l’interdittiva antimafia vengano svuotati nella loro efficacia”, hanno scritto i rappresentanti.
Attraverso un post su Facebook, inoltre, hanno voluto porre degli interrogativi importanti alla popolazione. “Davvero oggi l’ordine pubblico a Palermo può essere garantito solo attraverso il ritorno di una società già destinataria di gravi provvedimenti in materia di prevenzione antimafia? Davvero lo Stato, nelle sue articolazioni, non sarebbe in grado di assicurare sicurezza e gestione ordinata di un bene pubblico senza dover rinunciare a principi fondamentali della lotta alla mafia?”.
“La vicenda che riguarda la gestione della spiaggia di Mondello non è una questione amministrativa qualsiasi. È una questione di credibilità dello Stato. In attesa della decisione definitiva del 14 maggio – concludono – auspichiamo che venga ristabilita una linea chiara e coerente con i valori fondamentali dello Stato di diritto: lo Stato non arretra, Mai”.



















