Un podio e altri punti preziosi. Gabriele Minì esce da Silverstone con la lucidità dei piloti che sanno resistere nei weekend più difficili. Nel cuore della Formula 2, sul circuito che più di ogni altro mette a nudo forma, strategia e nervi, il siciliano ha limitato i danni mentre Nikola Tsolov ha firmato una delle sue prove più convincenti della stagione.
La Sprint Race: un duello fino all’ultimo metro
Il venerdì aveva già raccontato molto. Dopo un contatto nelle libere e una sosta forzata ai box per sostituire il musetto, Gabriele Minì ha chiuso la qualifica in decima posizione, costretto a impostare tutto il weekend in rimonta. La Sprint Race gli ha offerto l’occasione di ripartire davanti a tutti grazie all’inversione della griglia, e per gran parte della gara il siciliano ha guidato con ordine, ritmo e pulizia. Ma all’ultimo giro, nel punto più veloce del circuito, Tsolov, che partiva dalla settima piazzola, dopo una splendida rimonta ha trovato il varco e si è preso anche la vittoria, agganciando Minì in testa al campionato.
La Feature Race: strategia e danni contenuti
La domenica ha confermato la tendenza. Nella Feature Race Gabriele Minì è partito dalla quinta fila e ha scelto di puntare tutto sulla strategia: mescola dura all’inizio, per allungare il primo stint e sfruttare le soft nel finale. La scelta ha funzionato a metà. Il siciliano ha recuperato posizioni, ha gestito bene la fase centrale, ha mantenuto il ritmo. Ma, davanti, Tsolov ha costruito una gara perfetta, completando la doppietta del weekend e salendo da solo al comando della classifica. Gabriele Minì, invece, ha chiuso sesto, portando a casa punti preziosi in una domenica che poteva diventare molto più pesante.
La classifica: Tsolov davanti, Gabriele Minì a -17
La classifica ora dice che Tsolov è a quota 141, Gabriele Minì a 124. Diciassette punti di distacco, ma un campionato ancora lungo, con sette weekend da disputare e piste che cambieranno radicalmente il tipo di sfida.
Il prossimo appuntamento è Spa-Francorchamps, dal 17 al 19 luglio, un circuito che non ammette mezze misure e che spesso cambia il destino della stagione. Gabriele Minì ci arriverà con la necessità di ricucire il margine, ma anche con la consapevolezza che la battaglia è tutt’altro che chiusa.




















