L’8 settembre 2009, all’Hotel Métropole di Monte Carlo, si spegneva all’età di 85 anni Mike Bongiorno, uno dei volti che hanno fatto la storia della televisione italiana. Protagonista del piccolo schermo fin dalla fase sperimentale del 1953, accompagnò la nascita e la crescita della televisione nel nostro Paese, diventando uno dei suoi personaggi più popolari e, in particolare, il grande pioniere del quiz televisivo.
All’anagrafe Michael Nicholas Salvatore Bongiorno, era nato il 26 maggio 1924 a New York, in una famiglia di origini italiane con un legame diretto con la Sicilia.
Le origini siciliane: la bottega del nonno a Mezzojuso
Il nonno paterno, Michelangelo Bongiorno, era infatti originario di Campofelice di Fitalia, all’epoca frazione di Mezzojuso, dove possedeva una bottega. In seguito lasciò l’Isola per trasferirsi negli Stati Uniti, dove la famiglia mise nuove radici. Fu proprio a New York che nacque Mike, figlio della torinese Enrica Carello, appartenente a una famiglia benestante, e dell’italo-americano Philip Bongiorno, avvocato attivo anche in politica, tanto da candidarsi alla carica di sindaco di New York.
Mickey, come veniva chiamato da bambino, lasciò però molto presto il suo “sogno americano”. Dopo la separazione dei genitori e negli anni segnati dall’incombente crisi del 1929, si trasferì con la madre a Torino. Nel capoluogo piemontese crebbe e completò gli studi, frequentando il Liceo Classico Massimo d’Azeglio. Già in giovane età mostrò una spiccata propensione per il giornalismo, una passione destinata a segnare l’inizio di una straordinaria carriera nel mondo della comunicazione e, successivamente, della televisione.
Dalla Resistenza alla televisione
Il suo percorso viene però bruscamente interrotto dalla Seconda guerra mondiale. Durante il conflitto si rifugia sulle Alpi e prende parte alla Resistenza, entrando nelle file dei gruppi partigiani e svolgendo il delicato ruolo di staffetta nelle comunicazioni tra l’Italia e la Svizzera.
Nell’aprile del 1944 viene catturato dalla Gestapo durante una missione. Seguono mesi di prigionia, fino alla liberazione, avvenuta nel febbraio del 1945 grazie a uno scambio di prigionieri di guerra. Al termine del conflitto, Mike Bongiorno torna negli Stati Uniti e proprio a New York muove i primi passi nel giornalismo e nel mondo della radio. È l’inizio di una lunga gavetta che, dopo il ritorno in Italia, lo conduce verso il mezzo destinato a consacrarlo: la televisione.
Bongiorno entra infatti nella storia del piccolo schermo italiano fin dai suoi esordi. Nel 1955 arriva il successo travolgente di Lascia o raddoppia?, il quiz che contribuisce a trasformarlo in un volto familiare per milioni di italiani. Nel 1957 è inoltre protagonista dei primi anni di Carosello, altro programma simbolo della nascente televisione italiana. Seguono trasmissioni come Caccia al numero, La fiera dei sogni e Giochi in famiglia, fino ad arrivare alla conduzione del Festival di Sanremo, che lo vede sul palco per cinque edizioni consecutive, dal 1963 al 1967.
A quel punto Mike Bongiorno è già diventato un fenomeno di costume. Il suo volto è tra i più riconoscibili della televisione italiana e il suo inconfondibile “Allegria!” entra nelle case e nel linguaggio quotidiano degli italiani, diventando il simbolo di un modo semplice, diretto e popolare di fare televisione.



















