L’ondata di calore che avvolge la Sicilia in queste ore sta colpendo duramente. Alcune località hanno superato i 40 gradi già in tarda mattinata, con picchi oltre 41 nella Sicilia occidentale e valori sensibilmente più bassi solo nelle aree montane. Il dato più interessante, però, è nel calendario: il primo episodio diffuso oltre i 40 gradi del 2026 arriva più tardi della norma, dopo settimane comunque sopra media.
È un dettaglio che conta, perché sposta l’attenzione dal singolo picco alla forma che il caldo sta assumendo sull’isola. La Sicilia conosce bene le estati dure, da Trapani a Siracusa, ma stavolta colpisce la distribuzione dei valori e il modo in cui l’altitudine torna a segnare un confine netto. In basso si entra presto nella soglia estrema, in quota si resta ancora dentro un’altra estate.
Partinico corre oltre 41 gradi
La fotografia della tarda mattinata è già sufficiente a dare il tono della giornata. Alle 11.09 Partinico, nel Palermitano, registrava 41,3 gradi, mentre Mezzojuso saliva a 41,1. Poco sotto, ma sempre oltre la soglia dei 40, c’erano Trapani con 40,6 gradi e Castellammare del Golfo con 40,3. Il dato più eloquente è proprio questo: molte località hanno toccato valori da pieno pomeriggio quando le ore più calde dovevano ancora arrivare.
La parte occidentale dell’isola appare, almeno in questa fase, la più esposta. Le pianure interne accumulano calore con maggiore rapidità, i centri urbani trattengono temperature elevate anche per effetto delle superfici costruite, mentre alcuni tratti costieri possono risentire di correnti calde che annullano il sollievo normalmente associato al mare. Le centraline regionali rendono concreto questo disegno e mostrano una Sicilia divisa in fasce molto diverse già prima di mezzogiorno.
La differenza tra pianure e montagne
Basta spostarsi da ovest verso est, o soprattutto salire di quota, per leggere un’altra mappa. Contessa Entellina era a 39,9 gradi, Cammarata a 39,1, Aragona a 39 e Caltagirone a 39. Sono valori ancora molto alti, ma segnalano una discesa progressiva rispetto ai picchi dell’area occidentale. Nel Messinese e nel Ragusano il quadro risulta più contenuto, anche se il caldo resta diffuso e persistente.
Il vero stacco arriva però nei rilievi, che in giornate come questa diventano un rifugio termico quasi esclusivo. A Cesarò, in località Monte Soro sui Nebrodi, la temperatura si fermava a 26,4 gradi. A Etna Nord, nel territorio di Linguaglossa, la stazione segnava 27,4. Sarebbe una forzatura leggere questi dati come un’eccezione rassicurante. Ma aiutano a capire che l’altitudine sta diventando il principale discrimine climatico nelle ondate di calore, molto più della semplice distinzione tra costa e interno.
Il 2026 ritarda i 40 gradi, non il caldo
L’altro elemento da osservare è il calendario. Nel 2026 il primo episodio diffuso oltre i 40 gradi arriva con un leggero ritardo rispetto agli ultimi anni, e il valore normale indicato per questa soglia è il 25 giugno. Il superamento dei 40 gradi è comparso per la prima volta il 15 luglio a Francofonte, nel Siracusano, dove sono stati registrati 42,7 gradi. Nello stesso giorno undici delle 96 centraline sparse in Sicilia hanno oltrepassato quella quota, anticipando ciò che si sta vedendo oggi in modo più esteso.
Lo stesso servizio agrometeorologico regionale invita però a non confondere il ritardo con una stagione più fresca. “Nel periodo 2002-2025 solo in altre quattro occasioni l’evento era stato registrato più in ritardo rispetto al valore normale, che è il 25 giugno – si legge in una nota del Sias -Il dato non è indice di una stagione finora fresca, dal momento che giugno e anche l’inizio di luglio sono stati quasi costantemente sopra le medie, ma mette in evidenza piuttosto che le configurazioni bariche non avevano favorito finora eventi di avvezione calda”.



















