Davide La Cara
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Giornalista formatosi tra Palermo, Roma e Milano, ha collaborato con diverse testate nazionali e siciliane, trattando temi che spaziano dalla politica al cinema, dall'attualità alla musica. Autore e conduttore radiofonico, ha sviluppato progetti editoriali e radiofonici, raccontando il mondo con uno sguardo critico e innovativo.

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Nuove regole sul randagismo: ecco come cambia la gestione dei cani in Sicilia

Pronto il decreto dell'assessorato alla Salute che completa la legge regionale. Procedure più chiare, controlli rafforzati e maggiore coordinamento tra Comuni, Asp e associazioni animaliste

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Davide La Cara
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L’assessorato regionale della Salute ha predisposto un nuovo schema di decreto che disciplina in maniera organica la gestione dei cani randagi in Sicilia, regolando tutte le fasi del percorso: dal recupero all’affido, fino all’adozione o, nei casi previsti, alla reimmissione sul territorio. Il provvedimento è stato trasmesso all’Assemblea regionale siciliana per il parere obbligatorio della VI Commissione. L’obiettivo è quello di completare il quadro attuativo della legge regionale sul randagismo, introducendo regole uniformi per tutti gli enti coinvolti e rafforzando la tutela degli animali.

Responsabilità condivisa e tutela del benessere animale

A spiegare la portata del provvedimento è l’assessore regionale alla Salute Marcello Caruso, che sottolinea come il decreto rappresenti un tassello fondamentale nella gestione del fenomeno. “Con questo provvedimento – dice l’assessore alla Salute – completiamo il quadro attuativo della legge regionale sul randagismo, rafforzando un modello fondato sulla responsabilità condivisa e sulla cura. L’obiettivo è quello di garantire a tutti i livelli una gestione efficace del fenomeno, nel pieno rispetto del benessere degli animali, riconoscendoli come esseri senzienti e assicurando loro adeguate condizioni di tutela e qualità della vita, attraverso procedure chiare e un sistema di controlli puntuale”.

Affido temporaneo e adozione dopo 90 giorni

Tra le principali novità introdotte dal decreto c’è la definizione dell’affido come misura temporanea, che potrà trasformarsi in adozione definitiva trascorsi 90 giorni.

Il testo prevede inoltre una semplificazione delle procedure amministrative e un aggiornamento costante delle informazioni nelle banche dati anagrafiche, così da garantire una gestione più efficiente e trasparente degli animali recuperati.

La reimmissione sul territorio sarà consentita esclusivamente dopo una valutazione sanitaria, con l’obiettivo di assicurare il rispetto delle condizioni di salute e del benessere dei cani.

Più coordinamento tra enti e associazioni

Il decreto introduce anche un sistema coordinato di competenze tra Comuni, Asp, Città metropolitane, Liberi consorzi comunali, Corpo forestale, Garante regionale dei diritti degli animali e associazioni animaliste. L’intento è quello di rafforzare la collaborazione istituzionale, definendo in modo chiaro ruoli e responsabilità dei soggetti chiamati a intervenire nella gestione del randagismo.

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Monitoraggio annuale e obblighi per i Comuni

Per garantire maggiore trasparenza ed efficacia amministrativa, il provvedimento introduce anche un nuovo obbligo per i Comuni, che dovranno trasmettere entro il 31 gennaio di ogni anno una rendicontazione delle attività svolte all’Asp territorialmente competente e al Garante regionale dei diritti degli animali.

Il monitoraggio costante consentirà di valutare l’andamento del fenomeno e, se necessario, adottare tempestivamente eventuali interventi correttivi, rendendo più efficace il sistema regionale di tutela e gestione dei cani randagi.

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