La Sicilia si prepara a vivere una intensa ondata di calore che stringerà l’Isola in una morsa di afa e temperature ben superiori alle medie stagionali. Sebbene la risalita termica sia già iniziata, sarà soprattutto il mercoledì 15 luglio che il fenomeno entrerà nella sua fase più acuta. Secondo le analisi dettagliate fornite dal Centro Meteorologico Siciliano, la giornata odierna vedrà un cielo generalmente sereno su tutto il territorio isolano, con le colonnine di mercurio che toccheranno i 40 gradi sulla Piana di Catania e punte di 38-39 gradi nelle altre zone. La situazione è tuttavia destinata a un netto peggioramento da domani, quando l’anticiclone subtropicale di matrice algerina investirà pienamente la regione, determinando anche un progressivo incremento di pulviscolo sahariano in sospensione nell’atmosfera.
Le zone più calde e l’effetto afa sulle coste
I picchi termici più severi si concentreranno principalmente tra il Nisseno, l’entroterra agrigentino, il Trapanese interno, la Valle del Belice e la stessa Piana di Catania. In questi settori si prevedono diffusamente 40-41 gradi, con punte locali fino a 42 gradi o superiori a causa degli effetti di compressione dell’aria. Lungo le fasce costiere, le brezze marine mitigheranno parzialmente i valori massimi, ma l’altra faccia della medaglia sarà rappresentata da un elevato tasso di umidità. Questo fattore renderà il caldo particolarmente afoso e opprimente, in special modo durante le ore centrali della giornata.
La durata del fenomeno e l’allarme roghi
Il capo della Protezione Civile regionale, Salvo Cocina, ha precisato che si tratta della prima significativa ondata di calore della stagione, un fenomeno strutturato e destinato a protrarsi almeno fino a domenica. Le massime toccheranno picchi localizzati di 42-44 gradi, manifestandosi inizialmente nei settori occidentali (in particolare nel Trapanese) per poi estendersi progressivamente alle aree centro-orientali dell’Isola. Oltre al disagio bioclimatico, la principale preoccupazione è legata al rischio incendi: il calore persistente e la massiccia presenza di vegetazione ormai secca creano le condizioni ideali per l’innesco e la rapida propagazione dei roghi, soprattutto nelle delicate aree di interfaccia tra campagne e centri abitati. Di fronte a questo scenario, il Dipartimento regionale ha diffuso un comunicato straordinario, anticipando i consueti avvisi di allerta.
Il piano di emergenza per i Comuni e i “rifugi climatici”
Per arginare i potenziali danni, la Protezione Civile ha richiamato i sindaci alle proprie responsabilità di autorità locali, esortandoli ad attivare immediatamente le procedure dei piani comunali di emergenza. Le amministrazioni sono chiamate a verificare la piena operatività dei Centri Operativi Comunali (COC), a controllare l’efficienza di mezzi e attrezzature e a garantire la funzionalità dei punti di approvvigionamento idrico per i veicoli antincendio. Un focus prioritario è stato richiesto per la tutela dei cittadini più fragili – anziani, malati cronici, donne in gravidanza, neonati e persone allettate – per i quali dovranno essere predisposti servizi di assistenza dedicati e verificati i cosiddetti rifugi climatici, ovvero spazi pubblici climatizzati idonei a offrire sollievo dalla canicola.
Vademecum di sicurezza per la cittadinanza
Alla cittadinanza viene categoricamente raccomandato di evitare attività all’aperto e limitare gli spostamenti non indispensabili nelle ore più calde, invitando la popolazione a trascorrere le ore centrali della giornata in ambienti climatizzati. È inoltre fondamentale mettere in sicurezza materiali e attrezzature nelle aree esposte al rischio di roghi. In caso di emergenza, i cittadini devono segnalare tempestivamente qualsiasi anomalia chiamando il 112, oppure il 115 e il 1515 per la segnalazione diretta di incendi. Per informazioni e assistenza sanitaria legata alle ondate di calore, è attivo il numero di pubblica utilità 1500. In questo contesto, l’intera rete delle organizzazioni di volontariato di Protezione Civile è già stata preallertata ed è pronta a intervenire a supporto dei Comuni in costante coordinamento con il Dipartimento regionale.



















