Ci sono luoghi che sembrano custodire storie antiche, dove natura, arte e tradizione si fondono in un’unica narrazione. È in questo scenario che Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno scelto di ambientare il secondo capitolo di The Sicilian Dream, il progetto con cui celebrano il legame più profondo con la loro terra. Dopo il debutto a Siracusa, l’Alta Moda approda nel Parco Botanico Radicepura di Giarre, trasformando l’oasi ai piedi dell’Etna in un palcoscenico sospeso tra mito e realtà.
“Esistono luoghi che appartengono agli uomini. Ed esistono dimore che appartengono alle divinità. Ma ci sono notti speciali in cui il mito sceglie di avvicinarsi alla terra. Notti in cui le divinità lasciano la volta celeste e scendono nel cuore del Mediterraneo, in Sicilia”, le parole pronunciate alla sfilata da una voce fuori campo.
Le Devote protagoniste dello show
Con Le Devote delle Dee dell’Olimpo, Domenico Dolce e Stefano Gabbana raccontano una femminilità mediterranea, ispirata alle donne siciliane, alla loro forza, alla loro eleganza e a quella devozione che diventa cifra stilistica del marchio. Una donna reale e allo stesso tempo divina, capace di incarnare la memoria di un’isola che continua a ispirare la creatività dei due stilisti.
Taormina, che nel 2012 aveva ospitato la prima collezione di Alta Moda della maison, torna a essere il cuore simbolico di questo viaggio nelle origini. Ma è Radicepura, eccellenza internazionale della floricoltura e luogo dove biodiversità e sostenibilità convivono, a offrire lo scenario perfetto per un racconto immerso nella natura mediterranea.
“Le devote raccolgono rose, gelsomini e zagare. Intrecciano corone. E come le sacerdotesse, decorano gli altari in un rito di eterna bellezza. Ogni gesto è un omaggio – ha continuato la voce narrante -. Ogni ricamo è una preghiera. Ogni abito è una dichiarazione d’amore. Perché la devozione è riconoscere la meraviglia. È custodire ciò che è prezioso”.
La Sicilia cuore della collezione
La collezione è stata presentata davanti a celebrità come Jannifer Lopez e Monica Bellucci, da molto tempo vicine al brand. Tutti gli abiti sono stati un omaggio all’artigianalità italiana e al patrimonio estetico della Sicilia. In passerella si susseguono ricami preziosi, applicazioni tridimensionali, strutture scenografiche in tulle, corsetti, lingerie reinterpretata come alta sartoria, velluti, sete e organze che riproducono la ricchezza cromatica della vegetazione mediterranea. Fiori dipinti e ricamati, giardini, agrumeti, ori barocchi, pizzi e richiami alla tradizione si intrecciano in una narrazione che restituisce tutta la teatralità della cultura siciliana.
Le silhouette evocano il fascino austero delle vedove siciliane e l’eccentricità aristocratica della Marchesa Casati, mentre ogni abito diventa un’opera d’arte realizzata attraverso quella maestria artigianale che da sempre rappresenta il cuore pulsante di Dolce&Gabbana.
Il confine tra umano e divino si assottiglia fino a scomparire. Le devote, inizialmente custodi della bellezza, si trasformano esse stesse in dee, in un racconto in cui la Sicilia non è semplice sfondo, ma protagonista assoluta. È il luogo dove il mito continua a vivere, dove la tradizione diventa contemporanea e dove la moda si trasforma in linguaggio culturale, capace di raccontare l’identità più autentica dell’isola.




















