L’inizio dell’anno scolastico per le famiglie italiane porta con sé spese non indifferenti. L’Unione Nazionale Consumatori stima che in Sicilia i libri obbligatori costano, in media, almeno 300. E se si aggiungono nel carrello della spesa anche i testi consigliati, l’investimento diventa ancora più alto. I libri però non sono l’unico nodo. A questi si aggiungono anche indumenti e accessori come zaini, astucci, quaderni, ma anche la mensa, gli abbonamenti per i mezzi di trasporto e tanto altro. In sostanza, settembre è il mese delle spese per eccellenza per le famiglie. La buona notizia è che ci sono dei bonus che possono aiutarle a risparmiare.
Quanto costa la scuola alle famiglie
I dati forniti dall’Unione Nazionale Consumatori a Qds rivelano che per acquistare i libri per una prima classe di liceo classico siciliana servono in media 304 euro, ma aggiungendo i testi consigliati la spesa arriva a 588 euro. In questo caso, nell’ambito dei testi consigliati rientrano anche i vocabolari di latino e greco, che possono costare anche un centinaio di euro, per quelle famiglie che non ne dispongono già uno. È così che il tetto di 415 euro viene facilmente sforato. Le altre statistiche a disposizione sono relative a una terza classe del liceo scientifico e non si discostano di molto, con una media di 328 euro.
È sintomo di un fenomeno diffuso che preoccupa i genitori, costretti ogni anno a stringere le cinghia per ottemperare alle necessità dei propri figli nell’ambito dell’istruzione. E anche se i dati ufficiali per quest’anno non son ancora a disposizione, si stima un aumento complessivo potenziale del 5,85% rispetto agli importi del precedente.
Le agevolazioni contro il caro scuola
Le famiglie che si ritrovano a sostenere le spese per la scuola, ogni anno vanno alla ricerca di eventuali bonus e voucher. Per quanto riguarda i libri di testo, la Regione Siciliana ha messo a disposizione oltre 22 milioni di euro, tra risorse statali e fondi regionali, ai Comuni per la fornitura gratuita e semigratuita. A beneficiarne potranno essere i nuclei con un Isee inferiore a 13 mila euro, con un ampliamento dei requisiti di accesso rispetto allo scorso anno, quando il tetto era fissato a 10.632,94 euro. Le richieste dovranno essere presentate dai genitori degli alunni presso la Segreteria dell’istituto entro il 16 ottobre 2026. L’importo del contributo è definito sulla base della classe frequentata.Per chi non rientra nel decreto, esistono comunque altre soluzioni. Ebas Sicilia, ad esempio, riconosce ai lavoratori e ai titolari di imprese artigiane iscritti all’ente bilaterale un contributo a fondo perduto pari al 70% delle spese sostenute per i testi scolastici, per un totale di massimo 300 euro ad alunno.
Per quanto riguarda le altre spese, invece, una parte dei costi sostenuti può essere alleggerita attraverso la detrazione IRPEF del 19%. Essa riguarda diverse categorie, ad eccezione dei libri di testo. È possibile usufruirne, ad esempio, per la mensa scolastica, per i servizi di post-scuola, per i viaggi di istruzione e le uscite didattiche e per il trasporto scolastico. Inoltre, sono incluse anche altre attività come corsi di inglese, musica e laboratori deliberati dall’istituto. Il tetto massimo è pari a 1.000 euro per ciascuno studente.


















