Le scuole in Sicilia inizieranno secondo il calendario prestabilito, anche se le temperature sono ancora elevate. Non c’è stata alcuna richiesta formale di rinviare l’avvio dell’anno scolastico da parte delle istituzioni e delle associazioni di categoria, ma è evidente per tutte le parti che ci siano delle necessità di affrontare: la tutela della salute degli studenti e dei lavoratori della scuola. È per questo che la FLC CGIL Palermo è intervenuta nel dibattito sulle cosiddette “aule forno” dopo le dichiarazioni dell’assessore regionale all’Istruzione Mimmo Turano sull’ipotesi di un possibile slittamento dell’inizio delle lezioni.
Le parole di Turano sull’inizio della scuola in Sicilia
“Allo stato non è previsto nessun rinvio della data di inizio dell’anno scolastico: un eventuale rinvio dell’inizio delle lezioni significa posticiparne la chiusura per ritrovarsi nelle stesse condizioni a giugno”. Queste erano state nelle scorse ore le parole dell’assessore all’Istruzione della Regione Siciliana, Mimmo Turano, in merito a un possibile cambio del calendario. Le norme prevedono infatti un numero prestabilito di giorni, che andrebbero ricollocati nel corso dell’anno scolastico nel caso in cui venisse slittata la partenza.
L’assessore, da parte sua, ha però annunciato l’avvio di un percorso per individuare soluzioni strutturali al problema del caldo nelle scuole. Solo l’11% delle scuole siciliane infatti dispone di climatizzatori. “Lavoreremo – ha aggiunto – a soluzioni capaci di assicurare un sistema di condizionamento nelle scuole della Sicilia. Ne ho parlato con il presidente della Regione Renato Schifani, abbiamo concordato di avviare un’interlocuzione con il ministro Valditara e con il gestore servizi energetici”.
La replica di FLC CGIL Palermo
FLC CGIL Palermo ha replicato all’assessore Mimmo Turano, specificando che non c’è stata una richiesta formale per il rinvio delle lezioni, ma un appello affinché si preservino la salute e la sicurezza di studenti e lavoratori che si ritroveranno a breve a trascorrere un numero elevato di ore negli edifici scolastici. “È una preoccupazione – ha affermato il segretario generale Fabio Cirino – che nasce da un problema strutturale che denunciamo da anni: lo stato deficitario di una parte consistente dell’edilizia scolastica e l’inadeguatezza di moltissimi edifici rispetto alle conseguenze ormai evidenti del cambiamento climatico”.
Da qui la richiesta che vengano fornite “risorse economiche adeguate, interventi immediati laddove le condizioni ambientali risultino particolarmente critiche e, soprattutto, una seria programmazione pluriennale per l’efficientamento energetico e climatico degli edifici scolastici siciliani”.




















