Alessandro De Bartolomeo
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Formatosi a Palermo, è laureato in Scienze politiche con master in Sistemi di gestione qualità. Consulente d'impresa, si occupa di ambiente e servizi alle imprese. Sport, arte, film e fotografia le sue piccole passioni.

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“I dodici apostoli”, Giacomo Bonagiuso racconta Franca Viola in un monologo

I dodici apostoli, che danno il titolo all'opera, sono gli uomini che irrompono nella vita di Franca Viola, stravolgendola

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Venerdì sera a San Vito lo Capo, presso i Giardini di Palazzo La Porta, a ingresso libero, andrà in scena, in prima assoluta, “I dodici apostoli”, scritto e diretto da Giacomo Bonagiuso. L’opera è ispirata alla vita di Franca Viola e racconta la violenza, il silenzio sociale e la ribellione di una giovane donna nella Sicilia degli anni ’60. Le musica sono a cura di Mauro Cottone, con luci ed audio da parte di Primafila, e scene a cura di Claudia Campo e Massimo Zinna. La scelta artistica del monologo polifonico, in cui un’unica attrice dà voce contestualmente  a tutti i personaggi, rappresenta la peculiarità di questa rappresentazione scenica in prima assoluta, dove ogni voce, vittima, carnefice, famiglia, comunità, legge, si incarna nello stesso corpo sul palco, mostrando come una vicenda individuale possa divenire un dramma collettivo. 

L’opera “I dodici apostoli”

I dodici apostoli, che danno il titolo all’opera, sono gli uomini che irrompono nella vita di Franca Viola, devastando la casa, brutalizzando la famiglia e rapendo la giovane. Cuore dell’opera è la trasformazione di Franca, da vittima a simbolo di libertà. Rifiuta infatti l’idea di essere rovinata e rivendica la propria libertà, paragonandosi all’acqua, impossibile da possedere. Opponendosi al matrimonio riparatore, rompe un sistema culturale fondato sull’onore e sul controllo del corpo femminile. Il conflitto culmina nel processo dove si scontrano visioni opposte, con la sentenza contro i colpevoli che segna la vittoria legale, ma non sociale. La comunità continua ad emarginarla, con Franca che paga il prezzo della sua ribellione. 

Giacomo Bonagiuso racconta lo spettacolo

Giacomo Bonagiuso vuole far riflettere sull’attualità degli argomenti portati sul palco. “È un messaggio attualissimo. Non solo per la cronaca, che ci costringe ancora ad un patriarcato non sconfitto, ma anche perché le donne talvolta non comprendendo che i loro gesti spesso diventano ornamenti del maschio dominante. La forza di Franca Viola è stata quella di dire no a un sistema, a una legislazione. Era sola in quell’aula di tribunale, contro la consuetudine del matrimonio riparatore come conseguenza naturale alla violenza degli uomini. Lei disse No, tutti gli uomini del mondo posso volere tranne lui che mia ha rapita e stuprata. È un messaggio che incita le donne a una centralità non di arredo e corredo, ma a una centralità etica fondamentale per la società”.

“La complessa intelaiatura scenica – ha aggiunto – è data dal fatto che in scena ci sono una miriade di oggetti oltre all’attrice, che da sola interpreta la madre, il padre, il maresciallo dei Carabinieri, il giudice, l’avvocato difensore e al contempo lo stesso stupratore e rapitore. È la magia del teatro che, grazie a tutte le trasformazioni di scena, può raccontare il bene, il male e il grigio che c’è in mezzo”. 

Una trasposizione scenica di un’opera che è frutto di un grande lavoro narrativo e di uno sforzo emozionale non da meno, come conferma lo stesso Bonagiuso: “Mi è costata tanto, perché il regista uomo deve non solo mettersi nei panni di una vicenda che ha una protagonista femminile, ma deve dismettere nella sua mente tutti quei marchi infamanti che secoli di patriarcato hanno lasciato nella nostra società, sforzo emotivamente devastante talvolta”.

“I dodici apostoli”, Giacomo Bonagiuso racconta Franca Viola in un monologo - Be Sicily Mag - Giacomo Bonagiuso

Giovanna Scarcella sul palco 

Giovanna Scarcella è l’interprete unica del monologo. Una presenza scenica forte per un tema di scottante attualità. L’attrice ha evidenziato la sfida posta della sua capacità interpretativa: “Lo spettacolo scritto e diretto da Giacomo Bonagiuso usa la strategia dei quadri scenici. Alternando diversi stili di recitazione, dalla tragedia greca al cunto, i personaggi spaziano nella storia portando la loro verità. È stato difficile trovare l’equilibrio dei cambi, passare da una verità alla sua distorsione. Senza trovare riferimenti nel reale ho cercato di prendere l’essenza da ogni ruolo e ricreare l’effetto di un paese stordito dai fatti. Una sfida artistica che spero il pubblico apprezzi”. 

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