Da vent’anni Le Vie dei Tesori si impegna nella valorizzazione del patrimonio culturale. Ed è Palermo la città dove tutto è cominciato: nel 2006, in occasione del Bicentenario dell’Università, il progetto prese vita da un’idea lungimirante di Laura Anello. Oggi, vent’anni dopo, quella intuizione è diventata un festival diffuso capace di coinvolgere città e borghi, aprire luoghi normalmente inaccessibili e costruire attorno al patrimonio una vera comunità. Proprio in occasione di questo importante anniversario, durante la conferenza stampa nella Sala Gialla della sede UniCredit di via Generale Magliocco, è stato presentato il programma della ventesima edizione, che prenderà il via il 19 settembre e proseguirà fino al 15 novembre, coinvolgendo complessivamente 19 città.
Torna così il racconto di luoghi rimasti a lungo fuori dai tradizionali circuiti di visita, offrendo alla collettività la possibilità di scoprire spazi nascosti ma fondamentali per ricostruire la storia e l’identità di città e borghi.
Vent’anni di cultura condivisa
Chiese, giardini, monumenti e spazi normalmente chiusi al pubblico sono stati aperti negli anni attraverso visite, esperienze e attività. Le Vie dei Tesori ha progressivamente assunto la dimensione di un festival diffuso, arrivando anche a Mantova e costruendo una rete che ha coinvolto 20 capoluoghi e oltre 50 borghi. Un’esperienza diventata trasversale anche sul fronte della formazione: circa seimila giovani sono stati coinvolti negli anni attraverso tirocini e volontariato.
Un aspetto sottolineato dal rettore dell’Università degli Studi di Palermo Massimo Midiri: “La terza missione, insieme alla didattica e alla ricerca, è far diventare la conoscenza un’esperienza collettiva. L’università in alcuni ambienti viene vista come una roccaforte in cui si crea una cultura accademica lontana dai bisogni delle persone, invece i luoghi della cultura devono essere aperti alla conoscenza dei ragazzi con iniziative come Le Vie dei Tesori”.
Sulla stessa linea l’assessore Maurizio Carta ha detto: “Vent’anni e dimostrarli tutti. In questo caso dimostrarli significa essere presenti sul territorio. Nel 2006 non c’erano i social network, c’erano Le Vie dei Tesori che mettevano insieme persone: una grande infrastruttura sociale che poi diventa culturale ed economica. Le Vie dei Tesori sono qualcosa di cui non si può più fare a meno”.
Un festival che genera valore
Ogni edizione registra un impatto significativo anche sull’economia diretta e indiretta dei territori coinvolti. Nel 2025 sono stati registrati 251.098 ingressi, per una stima di quasi 8 milioni di euro. Palermo da sola ha totalizzato 164.769 ingressi, oltre il 65% del totale. Numeri che fanno ben sperare anche per il ventennale. Il festival ha infatti ampliato i propri confini, sviluppando collaborazioni nazionali e internazionali e dedicando una sezione anche ai piccoli Comuni. Una macchina organizzativa che prosegue durante tutto l’anno e trova il suo momento culminante in autunno, tra esperienze per aria, terra e mare, degustazioni e percorsi naturalistici.
“La ventesima edizione de Le Vie dei Tesori è la conferma di una visione che ha saputo trasformare il nostro straordinario patrimonio culturale in un motore propulsivo per l’intero sistema turistico siciliano“, ha affermato l’assessore regionale al Turismo, Sport e Spettacolo Elvira Amata. “L’Assessorato al Turismo conferma anche quest’anno il sostegno alla manifestazione, certi che il vero valore aggiunto risieda nella sua eccezionale capacità di fare rete“.
Il calendario dell’edizione 2026
Il Festival 2026 si svolgerà complessivamente dal 19 settembre al 15 novembre. Tra le città coinvolte ci sono: dal 19 settembre al 4 ottobre Alcamo, Bagheria, Carini, Enna, Leonforte, Mazara del Vallo, Messina e Trapani. Dal 10 al 25 ottobre toccherà a Caltanissetta, Corleone, Marsala, Sciacca, Termini Imerese e alle due new entry Santa Flavia e Castelvetrano. Mantova parteciperà dal 17 ottobre all’1 novembre, con un evento apripista già il 20 settembre, mentre Ragusa sarà protagonista dal 24 ottobre al 15 novembre. Catania avrà un mese intero, dal 9 ottobre all’8 novembre, mentre Palermo sarà al centro del festival dal 9 ottobre al 15 novembre, per sei fine settimana, dal venerdì alla domenica.
Palermo, dove tutto è cominciato
È inevitabile che per il ventennale l’attenzione si concentri soprattutto su Palermo, la città dove Le Vie dei Tesori sono nate. Il programma punta a intrecciare luoghi molto amati delle passate edizioni e nuove aperture.
“Le Vie dei Tesori hanno saputo interpretare l’esigenza di molte città la cui bellezza è rimasta per lungo tempo inespressa, portandole all’interno di un itinerario alla scoperta della loro storia e del loro valore culturale”, ha sottolineato il sindaco di Palermo Roberto Lagalla.
Per l’assessore comunale Alessandro Anello si tratta di una “iniziativa che nel corso di questi vent’anni è cresciuta in modo incredibile, un’iniziativa prototipo che l’amministrazione comunale sposa per chi vuole fare turismo a Palermo”.
L’assessore Antonio Rini pone invece l’accento sul senso di appartenenza costruito negli anni: “Il merito più grande di Laura Anello è quello di aver creato una coscienza collettiva, dimostrando che Palermo è l’insieme di spazi non scritti nelle mappe ma che rappresentano questa città. La conoscenza è diventata appartenenza, ed è nell’appartenenza che si crea rete tra partner, volontari e nuovi flussi. Al ventesimo anniversario mi sento di dire che le buone intenzioni si possono trasformare in azioni”.
Oltre cento luoghi da scoprire a Palermo
Palermo sarà protagonista con 120 luoghi e oltre cinquanta esperienze. “Il festival non è solo una rete di luoghi ma di persone”, spiega Carlotta Butticè. “Ci vuole coraggio per aprire una porta, quindi il festival è una cosa complessa ma che ci dà tante soddisfazioni”.
Tra le aperture più significative ci saranno il Monte di Pietà, e il Teatro Finocchiaro con il suo particolare tetto apribile. Percorsi inediti condurranno dentro e sotto Casa Professa e tornano anche luoghi particolarmente amati come la sezione della Catena dell’Archivio di Stato e alcune delle più importanti residenze liberty della città.
Spazio anche alla legalità e alla memoria civile, con Radio 100passi, i laboratori del carcere Ucciardone e la visita nel cosiddetto Bunkerino. Non mancheranno esperienze fuori dagli schemi, tra showcooking e giri in Piper e in catamarano.
L’8 ottobre, al Grand Hotel et des Palmes, è inoltre previsto l’evento di apertura tra narrazione e teatro, in occasione della presentazione del volume “L’isola dei tesori” di Laura Anello, pubblicato da Edizioni Kalos. Un viaggio lungo venticinque secoli nel quale la storia della Sicilia si dipana attraverso i suoi tesori. Il ricavato del libro sarà destinato alla Fondazione Le Vie dei Tesori.
Diciannove città, una sola grande mappa
Da Palermo lo sguardo si allarga alla rete delle altre città. Sono porte che si aprono e raccontano storie diverse: una dimora privata, una chiesa dimenticata, o uno spazio rimasto intatto per generazioni.
A Caltanissetta sarà possibile scoprire l’ex gasometro destinato a diventare museo, mentre a Enna si entrerà nell’ex mulino rimasto chiuso per quarant’anni e nel Palazzo delle Benedettine, vicino alla conclusione del restauro. A Carini si potrà conoscere il recupero del Roccazzello e visitare il nuovo antiquarium delle catacombe.
Le dimore private saranno protagoniste anche a Leonforte e Castelvetrano, mentre Santa Flavia, al suo debutto, aprirà Villa Filangeri. A Bagheria si andrà alla scoperta di luoghi e sapori del territorio, mentre Sciacca mostrerà, tra gli altri, il giardino di Palazzo Steripinto. Ragusa porterà invece i visitatori tra il giardino segreto di Palazzo Donnafugata e il quartiere abbandonato della Pirrera.
A Messina il percorso toccherà luoghi come l’Eremo di San Corrado e il monastero normanno di San Filippo; a Catania si entrerà nelle gallerie scavate nella lava del principe di Biscari e tra i libri antichi della Biblioteca Ursino Recupero.
A Trapani aprirà per la prima volta il mulino restaurato delle saline, mentre ad Alcamo si riscoprirà la storia dei tonnaroti. Mazara del Vallo porterà i visitatori nel riaperto Mirabilia Urbis, Corleone nell’ufficio che fu di Carlo Alberto dalla Chiesa e Marsala tra antiche testimonianze archeologiche, cantine e frantoi. Termini Imerese lavorerà invece sul rapporto tra patrimonio archeologico e memoria della città, dalla rupe dell’antico castello allo storico Hotel delle Terme.
I giovani custodi del patrimonio
Una delle anime più importanti del festival resta il coinvolgimento dei giovani, con l’obiettivo di rafforzarne il legame con il territorio. Le visite saranno supportate dalla presenza di oltre 800 giovani che accompagneranno il pubblico nel racconto del patrimonio. A loro si aggiungeranno duemila studenti siciliani, grazie a una convenzione con l’Ufficio scolastico regionale, oltre a guide esperte. Un impegno raccontato anche dalla nuova campagna creativa firmata da Alessandro Fiore, che affida a una giovanissima storyteller il messaggio dell’anniversario: “La bellezza di avere vent’anni”.
“La possibilità di avere una cultura urbana degli spazi, di conoscenza e condivisione, che costruiscono opportunità davanti a dinamiche territoriali che rischiano di attrarre fuori dal territorio risorse preziose”, ha detto Silvano Alcamone. Il festival diventa così non soltanto uno strumento per conservare il patrimonio, ma soprattutto un modo per conoscerlo e viverlo.
Una rete che diventa comunità
In vent’anni Le Vie dei Tesori ha costruito una rete sempre più ampia di istituzioni, enti, imprese. Anche quest’anno UniCredit è main sponsor del festival.
“UniCredit è orgogliosa di sostenere l’arte e la cultura come motori di sviluppo sociale, economico e sostenibile”, ha dichiarato Salvatore Malandrino, regional manager Sicilia di UniCredit. “Il patrimonio culturale, artistico e paesaggistico rappresenta un asset fondamentale per l’Isola e noi vogliamo dare il nostro contributo”.
Accanto a UniCredit c’è il gruppo Mangia’s. “Ringraziamo Le Vie dei Tesori perché ci dà l’opportunità di essere al fianco di questo festival, vicino al nostro modo di intendere l’ospitalità”, ha spiegato Antonia Donato, direttrice vendite del gruppo. “Per noi significa dare forma concreta alla nostra missione, attraverso esperienze autentiche, aprendo le porte di luoghi che custodiscono l’anima della Sicilia. Siamo contenti che di questo racconto faccia parte anche il Grand Hotel et des Palmes, che quest’anno compirà 150 anni”.
La rete comprende inoltre Confcommercio Palermo, che guiderà un tour sulle tracce dei vecchi mestieri, LUMSA, AMAT, AMG Gas e numerosi altri partner.
A racchiudere il senso dei primi vent’anni è Laura Anello, presidente della Fondazione e ideatrice del progetto.
“Celebriamo questo traguardo con l’emozione di un compleanno importante e con la fatica che si ripete a ogni edizione, consapevoli che mai come in questi tempi travagliati abbiamo bisogno di costruire comunità e di tenere accesa la speranza di un futuro possibile che passa dalla conoscenza. Il patrimonio è il padre comune dove ritrovarci, un formidabile mezzo di inclusione. A distanza di vent’anni dagli inizi ho acquisito la consapevolezza che Le Vie dei Tesori altro non è che un progetto di resistenza e di testimonianza civile, che vuole invertire l’idea che la cultura sia fatta per pochi”.
Le città diventano così mappe sentimentali, fatte di memorie che arricchiscono la conoscenza e creano legami tra chi, anno dopo anno, partecipa portando con sé nuovi punti di vista, riflessioni e aneddoti. Una continua coltivazione della bellezza che non si ferma, ma si rinnova e costruisce comunità.






















