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Blackout all’aeroporto di Palermo: tavolo tecnico per evitarli

Tavolo tecnico sulla continuità energetica del Falcone Borsellino, con nuove soluzioni allo studio e un protocollo operativo condiviso

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Rafforzare la tenuta energetica e i dispositivi di sicurezza dell’aeroporto Falcone Borsellino di Palermo è l’obiettivo del tavolo tecnico riunito ieri su iniziativa dell’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità Alessandro Aricò. All’incontro hanno preso parte i rappresentanti dell’assessorato, di Gesap e di Enel/E-Distribuzione. Il confronto è stato avviato per mettere a punto strumenti e procedure capaci di assicurare una risposta rapida in caso di interruzione dell’energia elettrica.

Il tavolo si inserisce nell’attività portata avanti dal governo Schifani, attraverso l’assessorato regionale delle Infrastrutture e della mobilità, per aumentare sicurezza ed efficienza del sistema dei trasporti siciliano. L’attenzione riguarda in particolare aeroporti, porti e altre infrastrutture strategiche per la mobilità dell’Isola. Il metodo indicato dall’assessore punta al coinvolgimento dei gestori, alla convocazione dei soggetti competenti quando emerge un problema e alla ricerca di soluzioni realizzabili.

Le soluzioni per la continuità energetica dell’aeroporto di Palermo

La riunione è nata dall’esigenza di irrobustire la resilienza delle infrastrutture strategiche siciliane, necessità emersa anche dopo le criticità registrate durante la stagione estiva. Al centro dell’esame ci sono stati i sistemi di alimentazione e di sicurezza già operativi nello scalo palermitano. L’obiettivo indicato è individuare soluzioni aggiuntive che possano affiancare e rendere più efficace il funzionamento degli attuali gruppi elettrogeni di emergenza.

Tra le ipotesi valutate nel corso del tavolo figura anche la possibilità di dotare l’aeroporto di power station e di altri strumenti in grado di garantire una capacità di intervento immediata in caso di blackout. L’idea presa in considerazione punta a ridurre, soprattutto nelle prime fasi dell’emergenza, il ricorso a mezzi e risorse esterne. In questo modo il sistema aeroportuale potrebbe contare su una risposta più pronta già nei momenti iniziali di una eventuale interruzione elettrica.

Nel corso del confronto è stata presa in esame anche l’opportunità di definire un protocollo operativo condiviso tra Regione, società di gestione aeroportuale e soggetti responsabili della rete elettrica. Il modello allo studio dovrebbe fissare in anticipo procedure, responsabilità e tempi di intervento. L’obiettivo è fare in modo che, davanti a un’emergenza, ogni soggetto coinvolto sappia già come muoversi e in quali tempi, senza dover costruire le soluzioni mentre la criticità è in atto.

Il parere di Aricò

Aricò al termine del tavolo tecnico ha spiegato: “Il nostro obiettivo è non limitarci a intervenire quando un problema si manifesta, ma costruire preventivamente le condizioni perché le infrastrutture strategiche della Sicilia siano sempre più resilienti. Un aeroporto rappresenta uno snodo essenziale per la mobilità dell’Isola e dobbiamo fare tutto ciò che è tecnicamente possibile perché anche un evento eccezionale abbia conseguenze minime sulla sua operatività e, soprattutto, sui passeggeri”.

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A proposito delle modalità in cui ciò avverrà, l’assessore ha aggiunto: “Abbiamo chiesto ai tecnici di verificare la possibilità di costruire un modello nel quale, in presenza di un blackout, il sistema aeroportuale possa contare su una capacità di risposta immediata, senza dover attendere l’arrivo e l’organizzazione di mezzi esterni. Le power station rappresentano una delle soluzioni analizzate. Parallelamente, saranno valutati il potenziamento dei sistemi già esistenti e la definizione di un protocollo operativo che consenta a tutti i soggetti coinvolti di conoscere preventivamente modalità e tempi di intervento”.

“Le criticità che interessano il sistema dei trasporti – conclude Aricò – hanno inevitabilmente un impatto diretto sulla vita dei siciliani. Per questo il metodo che stiamo seguendo è molto concreto: ascoltare chi gestisce le infrastrutture, convocare tempestivamente tutti i soggetti competenti quando emerge un problema, analizzarne le cause e individuare soluzioni realizzabili. È il metodo con cui il Governo Schifani sta affrontando le diverse esigenze che quotidianamente si presentano in una regione complessa come la Sicilia. Non possiamo impedire che si verifichi ogni imprevisto, ma possiamo e dobbiamo essere organizzati per affrontarlo rapidamente, riducendo al minimo i disagi per cittadini e viaggiatori”.

Il lavoro del tavolo proseguirà ora con l’analisi delle soluzioni prospettate, dei relativi costi, dei tempi di attivazione e delle modalità per definire un modello stabile di prevenzione e pronto intervento per lo scalo di Palermo.

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