lunedì | 15 Luglio | 2024

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Protezione pelle. Come potenziare le difese naturali

Ottenere una perfetta tintarella, senza danni collaterali, è possibile, basta seguire alcuni accorgimenti per massimizzare i benefici dei raggi solari, che aiutano a sintetizzare la vitamina D e il calcio, in favore di un sistema immunitario e di ossa sani, senza incorrere in macchie cutanee, foto-invecchiamento precoce e scongiurare l’insorgenza di melanomi. 

Per proteggere la pelle, innanzitutto, è essenziale preservare il suo equilibrio, potenziando le sue difese naturali che sono due: il sebo e la cheratina. Se il sebo è ricco di antiossidanti fondamentali per proteggerla dallo stress ossidativo, la cheratina, invece, forma una barriera nei confronti dei raggi UV agendo come un vero e proprio filtro fisico solare naturale, in grado di filtrare oltre il 70% dei raggi.

Martina Bindi, esperta di beauty, sostenitrice della age positivity e creatrice del metodo “bella senza trucco”, oltre che della linea di cosmesi naturale bSoul, sostiene che “la prima regola da seguire riguarda una corretta esfoliazione, evitando l’utilizzo di scrub e peeling che indeboliscano la barriera cutanea inibendone le sue naturali capacità protettive. No anche a una detersione troppo aggressiva che impoverisce la pelle, alterando l’equilibrio di sebo e cheratina. Quando eseguiamo l’esfoliazione, quindi, non si deve sgrassarla troppo, prediligendo uno scrub che contenga già al suo interno olii o burri. Mantenere una porzione di grassi, infatti, è fondamentale per neutralizzare l’azione negativa dei radicali liberi provocati dai raggi solari”

Altra regola aurea per ottenere un’abbronzatura uniforme, luminosa e senza effetti collaterali è reidratare l’organismo, bevendo un litro e mezzo di acqua al giorno. “Per variare un po’ si possono aggiungere all’interno di una bottiglia da 1,5 litri 50 gocce di linfa di betulla, che aiuta a eliminare le tossine e, grazie alla sua elevata quantità di vitamina C e sali minerali, favorisce un’abbronzatura uniforme e luminosa” – prosegue Martina Bindi. 

La pelle, però, si protegge anche a tavola, con un’alimentazione ad hoc. Oltre ai classici carotenoidi contenuti in frutta e verdura di colore rosso/arancione, come le carote, il melone, le albicocche, le angurie e i peperoni, ce ne sono anche altri due, l’astaxantina, che stimola l’abbronzatura ma al tempo stesso protegge dal photoaging e dai radicali liberi, mantenendo elastici i tessuti, e il licopene. Come assimilarli? Mangiando salmone e pomodori”.

A questo punto, dobbiamo scegliere il filtro solare adatto al nostro fototipo, tenendo conto di un aspetto fondamentale: “l’SPF è l’indice della capacità della crema di proteggere la nostra pelle dai raggi UVB, quelli che provocano il classico eritema. In rete circolano numerose fake news proprio in tema di protezioni solari. Se si sceglie il fattore SPF 50, ad esempio, in linea teorica possiamo esporci al sole 50 volte in più di 10 minuti, ma naturalmente questo valore sarà strettamente legato al tipo di pelle e si ridurrà in presenza di una carnagione molto chiara. Un buon prodotto si basa sul giusto mix tra filtri fisici e chimici, in grado di garantire sia la foto stabilità sia l’assenza di foto tossicità. L’unico filtro fisico riconosciuto dalla regolamentazione europea è il biossido di titanio, ma, se applicato così com’è, forma un’orribile patina di colore bianco sulla pelle, dando alla crema una texture estremamente sgradevole. Per ovviare a questo problema, le aziende usano il biossido di titanio micronizzato che, depositandosi sulla pelle innesca una serie di risposte, come la proliferazione dei radicali liberi e una reazione incerta della pelle all’esposizione solare” precisa l’esperta. 

Infine, occhio al timing: l’esposizione deve essere graduale. “Parliamo di gradualità in due accezioni – conclude Martina Bindi – all’inizio è meglio prendere il sole facendo una passeggiata lungo la spiaggia evitando di stare ferme sul lettino per molte ore. Poi siate graduali nella scelta dei filtri solari. Mai partire con la protezione 6, ma sempre con una protezione media o alta, per poi ridurre l’SPF, quando la pelle è già dorata”. 

Martina Bindi, classe 1968, è una grande sostenitrice dell’age positivity; dal 1989 si occupa della bellezza e del benessere delle donne, aiutandole a sentirsi bene con sé stesse a tutte le età. “Si può essere belle anche dopo i 50 anni: la bellezza passa dal sentirsi a proprio agio nella propria età, sapendosi godere il momento, puntando a un equilibrio interiore e con il proprio corpo, che ci faccia sentire un senso di benessere totale”. Martina è la titolare del centro benessere Natural Spa e dal 1999 insegna tecniche avanzate, viso e corpo, spaziando dal massaggio connettivale, alle tecniche di Medicina Tradizionale Cinese applicate all’estetica, dalla coppettazione e moxa, al trattamento neuro-muscolare, dal massaggio tensio/pelvico e muscolare alla cosmetologia funzionale. 

È l’ideatrice del metodo “Bella senza trucco”, un approccio olistico che mixa la beauty routine con una sana alimentazione e attività fisica, a dimostrazione di come una donna matura possa essere bella e tonica senza necessariamente ricorrere alla medicina estetica. Ha raccolto i suoi segreti nel libro “Riparti da Cinquanta”, manuale d’uso sulla bellezza prima e dopo la menopausa.

Nel 2019 ha fondato bSoul, azienda a conduzione familiare di bio cosmesi che affianca al suo metodo. In 4 anni ha superato i 2milioni di fatturato, dando lavoro a 14 persone e conta una community di oltre 200mila donne tra clienti e utenti social.

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