sabato | 20 Aprile | 2024

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Chico Forti raccontato da Vincenzo Baglione: “Ama la Sicilia e l’ha esportata nel mondo”

Vincenzo Baglione racconta Chico Forti. Il fondatore e direttore generale dell’Albaria di Mondello ha uno storico legame con l’ex velista e produttore televisivo, che ha trascorso gli ultimi ventiquattro anni in carcere negli Stati Uniti. È di questo che ha parlato nel corso di un’intervista a Be Sicily Mag.

Vincenzo Baglione e l’amicizia con Chico Forti

“Ci siamo conosciuti grazie alla passione comune per lo sport. Chico era uno sportivo, ma non praticava l’attività olimpica che normalmente facciamo noi all’Albaria. Lui amava tutto ciò che è estremo. Faceva windsurf acrobatico, solo con onde giganti, snowboard, si buttava dagli elicotteri, paracadutismo, scii nautico a piedi nudi”, ha ricordato.

Chico Forti, nel 1985, fu d’altronde tra i primi al mondo a eseguire il looping (salto mortale all’indietro completo con la tavola da windsurf), ed effettuò il primo base free jumping dalla cima dell’albero della goletta Star Pilot alle Hawaii, al tempo il salto più alto dall’albero di una barca a vela, atterrando in mare, senza alcuna protezione o rinforzo. Insomma, uno spirito selvaggio. Una persona che non ha mai avuto paura di rischiare.

Massimo Chiodelli, Roberto Fodde, Vincenzo Baglione, Gianni Forti, Wilma Forti e Lorenzo Matassa a sostegno di Chico Forti
Massimo Chiodelli, Roberto Fodde, Vincenzo Baglione, Gianni Forti, Wilma Forti, Lorenzo Matassa

HANG LOOSE, così Chico Forti ha raccontato la Sicilia al mondo

La passione per lo sport agli occhi di Chico Forti era qualcosa meritevole di essere diffusa in tutto il mondo. È per questo motivo che, nel 1990, creò la sua casa di produzione, Hang Loose. Il suo legame con l’Albaria nacque proprio così.

“Era Chico a venire qui durante il Windsurf World Festival, negli anni ’90. È una manifestazione a noi cara. Montava dei filmati, che oltre che al windsurf, erano anche mirati a esportare la bellezza della Sicilia nel mondo. Li ha anche fatti arrivare sulla CNN. Mondello, i monumenti, un vulcano, qui non manca nulla. E lui in quel periodo ha scoperto quello che in tanti sanno: che il nostro territorio è eccezionale. È per questo che se ne è fatto ambasciatore nel mondo, attraverso questi filmati che, soprattutto in quegli anni, si contrapponevano all’altro lato della medaglia, quello oscuro, fatto dei video sulle esplosioni di mafia”, ha raccontato Vincenzo Baglione.

Strage di via D’Amelio: fu Chico Forti ad avvertire il pm Matassa

La parentesi di Chico Forti in Sicilia si lega anche ad una delle vicende più drammatiche della storia dell’isola, ovvero la strage di via d’Amelio del 19 luglio 1992. Una coincidenza curiosa fece sì che il velista si trovasse a pochi metri dall’allora pm Lorenzo Matassa nelle ore dell’esplosione.

“Chico era in acqua, qui all’Albaria, a far provare il divertimento del windsurf ad un bambino di appena due anni, quando lo chiamarono dalla spiaggia. Erano gli agenti della scorta dell’allora pm Lorenzo Matassa, che si trovava al largo, su un catamarano. Gli chiesero di raggiungerlo e di richiamare la sua attenzione, in modo da farlo rientrare con urgenza sulla terraferma. Chico non perse un attimo”, ha ricordato ancora Vincenzo Baglione.

Dopo il trasferimento in America, a Miami, il legame con la Sicilia rimase comunque vivo, tanto che proprio il magistrato Lorenzo Matassa non si dimenticò mai di Chico Forti. A distanza ha seguito il caso che lo ha portato alla condanna all’ergastolo e ne ha parlato nel suo libro “Chi ha incastrato Chico Forti?”, in cui ne illustra le poche luci e le tante ombre.

Chico Forti a Mondello
Chico Forti, Mondello, Luglio ’92

Albaria a sostegno di Chico Forti: impegno costante, anche dalla famiglia Bocelli

Lorenzo Matassa non è tuttavia certamente l’unico ad avere sostenuto la causa di Chico Forti in questi anni. Anche Vincenzo Baglione, ex collega e amico gli è sempre rimasto vicino. “È un caso che ha visto sempre tante novità susseguirsi. Giorno dopo giorno il nostro pensiero è andato a Chico Forti, a un amico, ma soprattutto a una persona come tante altre. L’aspetto considerevole è che lui, a differenza di altri, ha resistito: per venticinque anni, ha continuato a ribadire la sua innocenza a gran voce. È divenuto simbolo degli italiani condannati all’estero. Ha avuto tanta sfortuna, anche per come è stato difeso”, ha affermato.

E ha aggiunto: “Ho molto apprezzato il lavoro portato avanti da Andrea e Veronica Bocelli: attraverso la loro notorietà, con entusiasmo, hanno sempre sostenuto le buone ragioni del trasferimento di Chico Forti. Noi da parte nostra abbiamo sensibilizzato sull’argomento, durante i mondiali di windsurf 2022, che si sono tenuti a Mondello, per sollecitare ulteriormente il rientro di Chico Forti in Italia. Sulle maglie di tutti gli atleti la sua foto, accompagnata dalla frase Chico Forti Back to Italy”.

La regata per Chico Forti
Campionati Mondiali 2022, Albaria di Mondello

Il trasferimento in Italia: sta diventando realtà?

Dopo anni di battaglie, il risultato è stato raggiunto. L’1 marzo 2024 il Primo Ministro Giorgia Meloni ha annunciato che, dopo ventiquattro anni di detenzione negli Stati Uniti, è stata firmata l’autorizzazione al trasferimento in Italia di Chico Forti. “È un giorno di gioia per Chico, per la sua famiglia, per tutti noi“. Lo avevamo promesso, lo abbiamo fatto e ora aspettiamo in Italia Chico Forti”, ha affermato.

Vincenzo Baglione non può che festeggiare per il rientro dell’amico, ma mantenendo i piedi per terra. “Siamo contenti che si stia concretizzando il suo trasferimento in Italia, ma finché non si sarà concluso non canteremo vittoria. Finora, infatti, tante volte si è parlato di un ritorno, ma poi non è successo. Speriamo che questa sia la volta buona, anche se l’arrivo nel nostro Paese non cambierà la sentenza”, ha concluso.

L'Albaria di Mondello
Campionati Mondiali di Windsurf 2022, Albaria di Mondello
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