lunedì | 15 Luglio | 2024
Silvia De Luca
Silvia De Luca
Formatasi tra Palermo e Tunisi, è laureata in Comunicazione pubblicitaria all'Università degli Studi di Palermo. La sua passione per il cinema e l’arte ha trovato spazio all'interno della redazione di BE Sicily Mag, con la quale è scoccato l’amore a prima vista nel marzo del 2024. Da allora avete letto le sue parole sul sito web di BE.

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Dea di Morgantina, 13 anni fa il ritorno in Sicilia nell’anniversario dell’Unità d’Italia

Trafugata e poi venduta al Paul Getty Museum di Los Angeles, 13 anni fa la Dea di Morgantina tornava in Italia dopo 30 anni di assenza

Silvia De Luca
Silvia De Luca
Formatasi tra Palermo e Tunisi, è laureata in Comunicazione pubblicitaria all'Università degli Studi di Palermo. La sua passione per il cinema e l’arte ha trovato spazio all'interno della redazione di BE Sicily Mag, con la quale è scoccato l’amore a prima vista nel marzo del 2024. Da allora avete letto le sue parole sul sito web di BE.

Era il 17 marzo 2011 e con la visita a Torino del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, l’intera Italia sta per entrare nel vivo delle celebrazioni dei 150 anni dall’Unità d’Italia. Con l’accensione dell’anello tricolore posto intorno al collo della Mole Antonelliana, il Presidente Napolitano proclama l’inizio dei festeggiamenti e per l’occasione i torinesi espongono oltre 100 mila bandiere tricolori fuori dalle finestre di uffici e abitazioni.

Ma il 17 marzo 2011 porta con sé anche un altro importante anniversario: la restituzione della Dea di Morgantina.

Da Morgantina a Los Angeles: la storia della Dea rubata

Sono le 12:30 e all’aeroporto Leonardo Da Vinci di Roma atterra il volo di linea Alitalia proveniente da Los Angeles, con a bordo un passeggero molto particolare. Si tratta della Dea di Morgantina, una statua alta più di due metri, scolpita tra il 425 a.C. e il 400 a.C. e trafugata ben 30 anni prima da uno scavo clandestino nelle vicinanze del sito archeologico di Morgantina, in provincia di Enna.

Tra la fine degli anni ’70 e ’80, infatti, sono stati innumerevoli gli scavi clandestini che hanno portato alla luce reperti archeologici di eccezionale valore artistico ma anche economico. La Dea fu proprio uno di questi reperti e non ci volle molto affinché trovasse un acquirente nel mercato internazionale delle opere d’arte.

Nei primi anni ’80 fu venduta per 400 mila dollari dal ricettatore Renzo Canavesi a Robin Symes, noto commerciante di antichità per conto di importanti musei, e dopo esser stata smembrata in quattro pezzi, giunse senza nessun ostacolo in Svizzera. Ma il viaggio della Dea non si fermò lì. Symes, infatti, aveva avviato delle trattative segrete con il Paul Getty Museum a Los Angeles in California, a cui fu rivenduta per 18 milioni di dollari.

La Dea di Morgantina torna ad Enna

Dopo 30 lunghi anni di trattative e studi, condotti dall’Università degli Studi di Palermo, la Regione Siciliana riuscì a dimostrato che il tufo in cui è intagliata la statua della Dea, proviene proprio dall’area iblea, nei pressi di Morgantina, determinando così la restituzione dell’opera d’arte. Il Paul Getty Museum, non ebbe scelta: la statua doveva fare ritorno in Sicilia.

Dopo essere stata suddivisa in sette pesanti casse, il carico giunse a Roma e, accompagnata dal comando dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale e dal direttore del museo archeologico regionale di Aidone, venne trasportata al porto di Civitavecchia dove si imbarcò per un viaggio di sola andata per Palermo, per poi essere trasportata a bordo di un camion verso Aidone.

La Dea troverà finalmente riposo il 19 marzo quando, museo archeologico regionale di Aidone, verrà sottoposta ad un accurato processo di restauro prima di essere esposta al pubblico.

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