martedì | 28 Maggio | 2024
MARCO PETROLITO
MARCO PETROLITO
Nato in terra veneziana nel 1978 ma siciliano da sempre, a contraddistinguermi è la passione per la musica e l'arte. Ma amo tantissimo viaggiare ed il buon cibo. E vivo di sport. Giornalista da quasi 20 anni per provare a raccontare e a trasmettere, con la scrittura, le emozioni legate al mio mondo.

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Stati Generali del Cinema, Muccino: “In Sicilia grandi opportunità ma basta stereotipi di mafia”

Gabriele Muccino agli Stati Generali del Cinema di Siracusa parla delle opportunità che il settore può trovare nell'Isola: il regista ha scelto Palermo come location per il suo ultimo film

MARCO PETROLITO
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Nato in terra veneziana nel 1978 ma siciliano da sempre, a contraddistinguermi è la passione per la musica e l'arte. Ma amo tantissimo viaggiare ed il buon cibo. E vivo di sport. Giornalista da quasi 20 anni per provare a raccontare e a trasmettere, con la scrittura, le emozioni legate al mio mondo.

Sì alla Sicilia come location per le produzioni cinematografiche al fine di contribuire alla crescita di un settore che ha sofferto non poco e no alle innovazioni “ad ogni costo” come, su tutte, quelle legate all’uso dell’intelligenza artificiale. Sono alcuni dei significativi messaggi lanciati dagli ospiti presenti alla giornata inaugurale degli Stati Generali del Cinema, in scena al castello Maniace, a Siracusa.

Un’occasione unica per parlare, appunto, di cinema a 360 gradi e delle sue tante novità in una realtà che, ormai, è in continua e rapida trasformazione. Svariati sono stati gli argomenti trattati all’interno dei numerosi “panel” andati in scena da venerdì, molti dei quali focalizzati proprio sulla Sicilia, con attori, registi e tanti operatori del settore (più di 200) presenti per tutto il fine settimana nella città aretusea. Tra questi Gabriele Muccino e Sergio Castellitto.

Gabriele Muccino agli Stati Generali del Cinema: l’amore per la Sicilia

Che la Sicilia, con le sue bellezze, stia tornando prepotentemente al “centro della scena” lo confermano le parole di uno degli ospiti più illustri della manifestazione, il regista Gabriele Muccino. “Sono davvero soddisfatto di aver scelto Palermo per il mio film, la Sicilia del resto è stata sempre sfruttata per dei film di mafia e questo stereotipo non può continuare a vivere per sempre. È una regione ricca di panorami, con un mare stupendo che assume le forme più svariate e delle campagne infinite”, ha sottolineato parlando delle riprese del suo “Here now”, in uscita nelle sale a fine ottobre.

Palermo, poi, è misteriosa, stratificata: il basolato riflette la luce in maniera particolarissima ed è quello che vorremmo ogni volta che giriamo in altri luoghi, quando, per ottenere un simile effetto, bagniamo l’asfalto. Ebbene a Palermo ciò non è assolutamente necessario”, ha aggiunto. Non mancano però le difficoltà. “Se si vuol davvero valorizzare il cinema in questa splendida terra, è necessario anche uno snellimento della burocrazia in virtù dei tanti ed improvvisi cambiamenti di programma che contraddistinguono i film. Ed in questo diventa fondamentale la capacità di modificare i permessi stradali o di sgomberare un’arteria dal traffico”.

La crisi del cinema e le opportunità di rinascita

Sul futuro del cinema Gabriele Muccino ha sottolineato fortemente l’importanza di ciò che è stato in passato e di ciò che sarà, nonostante i tanti cambiamenti dettati da aspetti come l’intelligenza artificiale, che, tuttavia, non sono ben visti. Non è in grado di sostituire il regista e gli attori ma può, eventualmente, prendere il posto di scenografi e direttori di fotografia. La scrittura obbedisce a delle dinamiche emotive a mio avviso uniche ed insostituibili”.

Se per il cinema italiano l’obiettivo principale non può che essere quello di tornare ai “fasti di un tempo” bisogna, oggi più che mai, evitare di commettere nuovi errori, così come molti relatori, ieri, hanno affermato indicando quella che è la la strada da percorrere. “La crisi è stata piuttosto evidente, ma va assolutamente vista come un’occasione di crescita”, ha detto a chiare lettere anche Sergio Castellitto.

“Dalla fine degli anni ‘90 in poi in Italia è venuto a mancare il prodotto medio che garantisca qualità, bisogna sicuramente offrire di più anche perché le varie piattaforme danno continuamente vita a tanti prodotti validi. Molti contenuti presenti in tv, oramai, sono comparabili al cinema”, ha ricordato ancora Muccino a proposito dello stato di salute del cinema.

Anche Francesco Rutelli, presidente di Anica, l’Associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive e digitali, ha analizzato la situazione del settore sottolineando come negli ultimi anni ci si sia “adagiati su una certa tipologia di commedie”. Inoltre, ha aggiunto che “quella cinematografica, comunque, rimane un’industria soggetta ad alti e bassi”. E ha concluso: “Bisogna innanzitutto far tesoro degli errori commessi provando a crescere e a migliorarsi sulla base di ciò che non ha funzionato. Sappiamo di essere bravi e dobbiamo saper ripartire con grande entusiasmo, lo stesso entusiasmo che si respira qui, in questi luoghi unici, sotto gli occhi di Federico II”.

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