Il 26 settembre si celebra la Giornata europea delle lingue: una ricorrenza istituita dal Consiglio d’Europa, il 1° dicembre 2001, con il patrocinio dell’Unione europea. L’obiettivo di questa ricorrenza è quello di incoraggiare l’apprendimento delle lingue nel vecchio continente. È da ricordare che in Italia sono riconosciute come lingue anche alcune minoranze linguistiche, che vengono quindi tutelate dalla legge, tra cui il friulano e il sardo. Non si può dire lo stesso per il siciliano, considerato unicamente come un dialetto, nonostante il lavoro di varie organizzazioni, tra cui la Cademia Siciliana.
Il valore del dialetto siciliano
Il siciliano è una lingua romanza diffusa in Sicilia e nelle isole minori: rappresenta una delle varietà del più vasto insieme dei dialetti italiani meridionali estremi, con le varietà calabresi, salentine e cilentane. A evidenziarne la valenza fu anche Dante Alighieri, nel De vulgari eloquentia, dove scrisse: “Indagheremo per primo la natura del siciliano, poiché vediamo che il volgare siciliano si attribuisce fama superiore a tutti gli altri: che tutto quanto gli Italici producono in fatto di poesia si chiama siciliano”. Anche in tempi più recenti non mancano coloro che ne testimoniano il valore e combattono affinché non solo venga preservato e tramandato, ma anche riconosciuto come vera e propria lingua.
Il siciliano come lingua
Un ruolo rilevante nelle operazioni di salvaguardia del siciliano è ricoperto dall’UNESCO, che ha riconosciuto il siciliano come lingua ufficiale. Ad affiancarli, la Cademia Siciliana, organizzazione non a scopo di lucro, nata con l’obiettivo di educare all’uso della lingua siciliana: tra i traguardi raggiunti, l’inserimento del dialetto siciliano su Google Traduttore, grazie all’ausilio dell’intelligenza artificiale. Inoltre, nel 2011 l’Assemblea regionale siciliana ha approvato una legge che promuove il patrimonio linguistico e la letteratura siciliana nelle scuole.
Per molti dunque è fondamentale che il siciliano venga tutelato e magari riconosciuto come lingua. Il rischio, secondo gli studi condotti dalla Cademia Siciliana in collaborazione con Unesco, infatti, è che il dialetto siciliano scompaia: ciò sarebbe destinato ad accadere in meno di cento anni. Per questo motivo, è necessario continuare a diffondere l’antico idioma, così che non si perda questa bellissima tradizione.

















