Simona Castanotto
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Giornalista pubblicista dal 2009, traduttrice e raccontastorie.

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Libri dalla Sicilia, “Il genitore imperfetto”: una lente di ingrandimento sul rapporto con i figli

Lo psicologo messinese Massimo Ciuffo analizza un tema complesso e universale come la genitorialità nelle sue diverse sfaccettature nel libro “Il genitore imperfetto”: la recensione

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La rubrica “Libri dalla Sicilia” di Be Sicily Mag, che celebra la tradizione letteraria e i migliori autori dell’Isola, si sofferma in questa occasione su “Il genitore imperfetto” di Massimo Ciuffo, pubblicato quest’anno da Edizioni Galton.

La recensione de “Il genitore imperfetto”

Il genitore imperfetto” è un libro che attinge a piene mani e senza troppi convenevoli nel tema complesso e universale della genitorialità. Non un saggio per addetti ai lavori, ma un’opera che, seppur intensa, è imbastita con uno stile volutamente accessibile. Molti, all’interno, gli esempi che incoraggiano la riflessione, accompagnando il lettore in un percorso di esplorazione di sé, che mette in luce le sfide, le aspettative sociali e le imperfezioni inevitabili proprie di ogni individuo. 

I limiti e punti di forza della famiglia tradizionale e di quella moderna vengono tratteggiati con pennellate decise: due contesti – è innegabile – paragonabili a fatica, a causa dei molti cambiamenti sociali che hanno rimesso in discussione quelle che erano certezze, a partire dal ruolo centrale che la religione ha giocato in passato, fino all’avvento della tecnologia e alle questioni LGBTQIA+.

Il genitore, comunque, non deve e non può pensare di essere l’unico responsabile dell’evoluzione del figlio/individuo: in un panorama così dinamico, la scuola deve venire incontro alle famiglie e fare un passo in avanti, dando una chance a un processo evolutivo oramai inarrestabile, che prevede cambiamenti nell’attuale metodica sì funzionale, ma oramai, per certi versi, obsoleta. “Forse il mondo della scuola può anche permettersi di sonnecchiare ancora per qualche anno, prima che l’intelligenza artificiale si abbatta sull’intero sistema con tutto ciò che questo comporta” ma farebbe bene a cogliere al più presto le nuove opportunità di insegnamento.

Massimo Ciuffo evidenzia bene le difficoltà del quotidiano che i genitori moderni si trovano a fronteggiare, il dover barcamenarsi tra lavoro e famiglia, l’impatto travolgente della tecnologia e le difficoltà comportamentali dei figli contestualizzate in un panorama dinamico. Ciò che ne scaturisce, è un invito a sondare le proprie insicurezze, per poter operare su un terreno più fertile: “forse è da qui che dobbiamo ripartire, dal valore del tempo passato con i nostri figli, prima che il divario comunicativo e generazionale ci convinca che sia più facile puntare il dito contro il loro modo di vivere”.

Un manuale pratico per genitori, indicato anche per gli addetti ai lavori che vogliono saperne di più sulle evoluzioni relazionali all’interno della famiglia moderna. L’autore esplora il concetto di imperfezione come elemento centrale nel processo educativo e di crescita, mettendo in discussione i modelli idealizzati di famiglia, sottolineando come essi possano generare ansia e frustrazione nelle madri e nei padri, che si sentono spesso inadeguati. Attraverso esempi concreti, invita a rivalutare le proprie aspettative, accogliendo con serenità l’idea che gli errori e le difficoltà siano parte integrante della vita stessa. 

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Per spiegare meglio le ripercussioni che il comportamento e le decisioni dei genitori hanno sui figli, lo scrittore analizza alcune dinamiche familiari, evidenziando come l’ambiente affettivo e le relazioni interpersonali influenzino lo sviluppo emotivo e psicologico dei bambini. I genitori, pur con le loro inadeguatezze, hanno l’opportunità di trasmettere ai figli lezioni preziose: affrontare le proprie fragilità, accettare i fallimenti e imparare dall’esperienza. 

La saggistica sulla genitorialità: uno specchio della società e delle sue sfide

Negli ultimi decenni, la saggistica che affronta il tema della genitorialità ha conosciuto una crescita esponenziale, riflettendo l’evoluzione sociale e culturale del concetto stesso di nucleo familiare. I saggi sull’argomento si propongono di rappresentare una riflessione profonda sul ruolo dei genitori, le dinamiche familiari e le ripercussioni che le scelte educative potrebbero avere sui figli. Inoltre offrono uno spazio di confronto per comprendere come il mestiere del genitore si intrecci con i cambiamenti sociali, culturali e psicologici del tempo presente.

La famiglia è un’istituzione in continua evoluzione e questo tipo di letture ne sono il termometro. Negli anni ’50 e ’60, il modello era per lo più tradizionale, con ruoli rigidi di pertinenza per padri e madri. La produzione dell’epoca rispecchiava le strutture del tempo, fornendo dettami su come essere un buon padre o una buona madre secondo le aspettative sociali in vigore. Tuttavia, con il progressivo cambiamento dei costumi e l’emancipazione femminile, questi ruoli sono diventati più fluidi. I saggi che trattano la genitorialità hanno seguito la tendenza, esplorando i nuovi equilibri che si sono formati all’interno delle nostre case. 

La crescita dell’interesse per lo sviluppo emotivo e cognitivo dei bambini ha portato molti studiosi e psicologi a esplorare il ruolo del genitore non solo come guida pratica, ma come figura chiave nello sviluppo della personalità futura del figlio. Autori come Daniel Siegel, specializzato in psichiatria e pediatria, considerato il fondatore della psicobiologia relazionale, con il suo concetto di genitorialità consapevole, o John Bowlby, padre della teoria dell’attaccamento, che intuì come questo ricopra un ruolo di primaria importanza nell’individuo, influendo sullo sviluppo della sua personalità, sono considerati, da molti, punti di riferimento imprescindibili per chi volesse approfondire la questione.

Un altro argomento centrale nella saggistica recente è la pressione sociale a essere genitori “perfetti”. Viviamo in un’epoca in cui i genitori sono costantemente bombardati da consigli, aspettative e giudizi, e molti scritti si concentrano sul bisogno di ridimensionare queste aspettative irrealistiche, ad esempio Il mito della madre perfetta di Shari Thurer. Oltre alla psicologia, numerosi testi contemporanei esplorano le sfide della genitorialità nel contesto moderno, caratterizzato da una iperconnessione tecnologica, da pressioni sociali sempre più alte e da un ritmo di vita frenetico. 

La saggistica sulla genitorialità ha il merito di offrire una guida non prescrittiva, ma piuttosto riflessiva e aperta, a coloro che affrontano la prova di crescere figli in un mondo complesso, e rappresenta un prezioso strumento di comprensione delle dinamiche familiari, delle esigenze dei figli e delle aspettative – spesso eccessive – che gravano sui genitori. Che si tratti di esplorare le profondità della psicologia infantile, di affrontare le nuove tecnologie o di accettare la propria imperfezione, i saggi sulla genitorialità sono uno specchio delle sfide del nostro tempo e offrono un valido aiuto per affrontarle con maggiore consapevolezza.

Chi è Massimo Ciuffo

Psicologo iscritto all’Ordine della Sicilia, Massimo Ciuffo è esperto nel campo delle Scienze Cognitive e della Neuropsichiatria Infantile, ed è il direttore dell’Istituto di Ricerca sui Disturbi dell’Apprendimento e Comportamento (IRIDAC). Membro del Comitato Tecnico-Scientifico di SOS Dislessia, partecipa all’Advisory Board della Consensus Conference per i DSA in adolescenza ed età adulta. È coordinatore del primo ambulatorio pubblico per la diagnosi dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) in età adulta nel Sud Italia e ha a suo attivo numerose pubblicazioni scientifiche nazionali e internazionali. Inoltre, è esperto in Parent Training, trattamento rivolto ai genitori con difficoltà nel rapporto con i figli.

A BE Sicily Mag ha parlato di ciò che si può fare per tentare di essere — se non un genitore perfetto — almeno un buon genitore. “Io non credo che un genitore debba essere una parte attiva, cioè non credo che il suo compito sia quello di infilarsi prepotentemente nel mondo dell’adolescente e mettere veti, divieti e costrizioni, questo non farebbe che allontanare. Io credo però che non possiamo permetterci il lusso di disinteressarci. Non so quanti adulti conoscano Discord, Onlyfans o Reddit. Se queste cose sembrano strane, siamo indietro. È necessario che si faccia qualcosa per avvicinarsi, perché il rischio è che si finisca per perderli, questi ragazzi”.

Il riferimento in particolare a Onlyfans non è casuale. “Quando i giovani hanno la porta della loro stanza chiusa, non sappiamo nulla di quello che fanno e così possono succedere delle cose problematiche, gravi. Una volta avevamo paura che i nostri figli uscendo, frequentando ‘mala gente’, potessero infilarsi dentro circoli viziosi negativi, oggi li sentiamo nella loro stanza e quasi quasi ci sentiamo rasserenati dal fatto che stanno a casa, ma magari a due, tre metri da noi si sta consumando qualcosa di inimmaginabile”.

Cosa si può fare, dunque? “Il primo passaggio è: accorciate la distanza. Il secondo è: non siate giudicanti, perché il vostro giudizio risulta un po’ da boomer, come dicono i ragazzi, e non solo vi allontana, ma non vi rende credibili”, ha concluso.

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