Quattordici storie, che come punto in comune hanno il colpo di scena. I protagonisti sono persone comuni, la cui quotidianità viene sconvolta. È con questo espediente che la giornalista e critico teatrale Giovanna Caggegi fa il suo esordio nel mondo della narrativa. Il titolo del libro, pubblicato lo scorso 15 aprile dalla casa editrice Fuoriasse, è emblematico: “Colpo di scena”. Ciò che rende sorprendente la narrazione è la capacità della scrittrice di coniugare fatti realmente accaduti ad elementi nati dalla sua rielaborazione creativa. Un’armonia che prende forma tra pagine ricche di descrizioni e narrazioni uniche, sospese prima nell’ideale e poi condotte alla realtà. L’autrice ha raccontato l’opera a BE Sicily Mag.
Giovanna Caggegi racconta “Colpo di scena”
Giovanna Caggegi ha rivelato che Colpo di scena è nato qualche anno fa, quasi per caso. “Durante la pandemia, un periodo di tempo sospeso e lento per tutti, ho avuto la possibilità di sperimentare un corso di scrittura creativa, questa per me è stata l’occasione di scoprire una voce narrativa personale, che mi ha portata a scrivere il libro”. La giornalista ha avvertito l’esigenza di raccontare qualcosa in modo diverso. In particolare, l’imprevedibilità della vita, con un taglio ironico e riflessivo.
Il libro rivela molto dell’autrice, ma anche dell’attualità. “Per via del mio lavoro di giornalista, ho molto attinto dalla realtà e in particolare dalla cronaca. Uno di questi racconti, intitolato Babushka, è stato ispirato da una notizia pervenuta dalla Russia poco prima dello scoppio della guerra contro l’Ucraina. Ho sentito molto, in quel periodo, la violenza e l’ostracismo nei confronti del popolo russo. Sentivo forte il disagio dei giovani che venivano chiamati a imbracciare le armi”. E ancora, ci sono altri riferimenti alla storia, come per l’attentato alle Torri Gemelle. Fatti che, come sottolinea Guido Conti nella postfazione, vengono “riletti in una chiave a volte ferocemente ironica o a lieto fine, sempre con colpi di scena che sorprendono il lettore e lo invitano alla riflessione”
Inoltre, nel corso della narrazione, non manca quel tocco di autenticità che solo le storie personali sanno offrire, come nel capitolo Il miracolo, ispirato alla vita del padre di Giovanna Caggegi, che visse l’infanzia in un orfanotrofio dopo la morte prematura della madre. Qui cadde una bomba in occasione dello sbarco degli alleati del 1943, ma non esplose. Da qui il titolo del brano.

Il messaggio della scrittrice
Giovanna Caggegi è indubbiamente soddisfatta della sua prima esperienza da scrittrice, in cui ha avuto al suo fianco la casa editrice Fuoriasse. “Quando si scrive, lo si fa per dare voce a delle immagini che sorgono spontanee. I miei editori hanno rintracciato nei racconti un filo rosso: il colpo di scena. Io avevo già intitolato uno dei racconti così, poi questo è diventato il primo”. L’auspicio adesso è che il messaggio arrivi ai lettori. “Nel libro affronto l’imprevedibilità della vita e il confronto con alcuni momenti di questa, non sempre facili, come la morte. Racconto il cambio di rotta, la svolta, il colpo di scena finale, la vita che spesso si presenta in un modo e poi riserva delle sorprese. A chi legge rimane così impresso un racconto sempre diverso”, conclude.



















